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Breno, assemblea BIM e Comunità Montana Valle Camonica: l’intervento di Pier Luigi Mottinelli

domenica, 10 maggio 2020

Breno – Durante l’assemblea del BIM e Comunità Montana di Valle Camonica, che si è svolta al centro congressi di Darfo Boario Terme (Brescia) e portato all’elezione a presidente di Alessandro Bonomelli, è intervenuto in qualità di delegato del Comune di Sonico Pier Luigi Mottinelli (nella foto). Già presidente della Provincia di Brescia e della stessa Comunità Montana, Pier Luigi Mottinelli ha proposto un modello di sviluppo della Valle Camonica, in particolare sanità, grandi concessioni idroelettriche, canoni idroelettrici e il poteziamento della banda ultra larga in Valle Camonica.

ECCO L’INTERVENTO DI PIER LUIGI MOTTINELLI 

Pier Luigi Mottinelli

Intervengo per svolgere alcune riflessioni sulla proposta di Governo degli Enti Compensoriali di Valle Camonica, motivato dalla grave crisi che stiamo attraversando che impone, più di ieri, obiettivi di Sviluppo di Sistema per la nostra Valle, perseguibili solo con una condivisione vera, frutto di discussione e approfondimenti tra tutti noi, perché, come ci ricorda il frate gesuita Filippo Clerici: “da soli si cammina veloci, ma insieme si va lontano…”.

Ringrazio, innanzitutto, il sindaco di Sonico, Gian Battista Pasquini, e la Sua amministrazione, per permettermi di rappresentare questa Comunità, comune di nascita dei miei genitori, in Assemblea del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano, dopo che ho scelto di non candidarmi in nessuna Amministrazione comunale, per partecipare alle scorse Elezioni Europee.

La tragica contingenza della scomparsa del Presidente Sandro Farisoglio, a cui va il nostro commosso ricordo per l’entusiasmo e la passione che ha saputo dare ai nostri Enti, che voglio ricordare qui, insieme a Walter Sala e Arturo Minelli, per tutto quello che tutti e tre ci hanno insegnato, ha imposto la ricerca della migliore soluzione tra le possibili, sovrappiù per l’incorrere della drammatica situazione sanitaria e economica che stiamo attraversando, una proposta che sappia dare la necessaria forza e unità alle proposte programmatiche del presente quinquennio.

Non stupisce pertanto che la scelta sia caduta su un profilo di amministratore di esperienza, Alessandro Bonomelli, più volte sindaco di Saviore dell’Adamello e presidente della Comunità Montana di Valle Camonica, a cui chiediamo di saper includere nella sua proposta di lavoro le diverse esperienze e opinioni in campo e di essere sintesi delle opzioni politiche tra le amministrazioni, che, per quanto civiche, non sono certo avulse dalle appartenenze politiche.

Non stupisce neanche la riproposizione quasi al completo della compagine amministrativa, il cammino era iniziato da poco… Ringrazio a questo proposito l’amico e delegato di Sellero, Gianluigi Bressanelli, per il lavoro fin qui svolto nel direttivo della Comunità Montana, e per avere favorito una compagine il più possibile inclusiva anche delle amministrazioni che non avevano appoggiato la Presidenza Farisoglio.

L’unità d’intenti sopracitata deve avere come comune denominatore la consapevolezza, appunto, che se le posizioni non saranno assunte univocamente, parlo sia da parte delle Amministrazioni sia da parte delle forze politiche che sostengono le Amministrazioni dei vari Comuni, saremo ridotti all’irrilevanza nei confronti di Provincia, Regione e Governo.

Lega, Forza Italia e FdI governano la Regione Lombardia, mentre il PD e il Centro Sinistra amministrano Provincia e Governo Nazionale (con i 5S). Gli esempi di cosa sia successo quando non ci siamo presentati uniti non mancano, purtroppo! Basta citare la perdita della Autonomia Sanitaria ottenuta con l’impegno di tutti con la legge regionale 15/98, poi persa e fagocitata nell’ATS della Montagna, istituita dalla legge regionale 23/15, insieme a territori con cui condividiamo solo l’orografia, non certo tradizioni e comuni contesti economici e sociali.

Non è però il tempo di voltarsi indietro: credo sia utile osservare invece come in questo contesto di drammatica emergenza, il nostro sistema sanitario, nell’articolazione di ASST (negli Ospedali di Esine e Edolo) e Medici di Medicina Generale e del sistema di protezione e assistenza sociale (ATS, RSA e Cooperative del Terzo Settore) abbiano saputo dimostrare la propria adeguatezza, forti dall’esperienza maturata nella quasi ventennale autonomia, nonostante la grave crisi che il modello sanitario lombardo ha palesato, nell’avere abbandonato la medicina del territorio a favore dei soli ospedali, e i gravi problemi che le Agenzie Territoriali della Salute hanno evidenziato in tema di prevenzione della Salute. Il Sistema Sanitario Regionale, approvato con legge sperimentale, deve essere seriamente rivisto.

A tutti gli operatori va il nostro sentito ringraziamento, per averci fatto sentire comunità coesa e non abbandonati alle nostre paure. È il tempo di guardare con attenzione a questi settori, dove le politiche dei tagli hanno creato solo problemi e messo in grave crisi il sistema stesso. È tempo che la persona e la famiglia, nella sua globalità di salute, benessere fisico e psicologico, siano messe al centro dell’agire politico.

Proprio dall’appropriatezza dimensionale del bacino demografico della Valle Camonica, partendo da Pisogne fino al Passo del Tonale, un bacino ideale per il contesto sanitario e sociale, possiamo prendere forza per disegnare analoghi scenari per i servizi pubblici locali, dalla gestione dei rifiuti nei nuovi ATE previsti da ARERA, all’annosa questione del ciclo idrico integrato, con le infrazioni e sanzioni per la mancata depurazione, per arrivare alle opportunità che discenderanno da qui al 2023 a valere sulla legge regionale 52/20 per le gare per il rinnovo delle concessioni sopra i 3MW (cosiddette Grandi Derivazioni).

Su questa ultima sfida, quella dei canoni idroelettrici, si misurerà la maturità della classe amministrativa e politica della Valle, ovvero se saprà coniugare le compensazioni ambientali, che vedono protagonisti i Comuni, con le centrali e le infrastrutture (Cedegolo, Cividate, Sonico e i comuni dei loro bacini idrografici, solo per citare quelli delle concessioni Edison) e i canoni idrici, che vedono gli interi bacini imbriferi come destinatari degli interventi in capo alla Provincia.

Sapremo essere all’altezza della classe politica che portò in Parlamento la L.959/53?, che è stata la prima vera legge di federalismo fiscale. È una sfida che ci riguarda tutti, senza esclusione alcuna.

La consapevolezza di potere fare da soli non deve però farci perdere di vista la necessità di coniugare il locale al globale, di sapere apprendere e declinare modelli affermati e vincenti.

La grande scommessa del Green New Deal, lanciato della Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, che detterà le linee d’indirizzo anche per i prossimi Fondi Strutturali 2021-2027, può essere colta in maniera particolare in territori montani dove acqua, aria e foreste sono beni disponibili in grande quantità.

Lo Sviluppo Sostenibile, se ne saremo capaci, può divenire un collante indispensabile per candidare il territorio della Valle Camonica, la Riserva della Biosfera “Valle Camonica – Alto Sebino”, designata dall’Unesco il 26 luglio 2018, una Valle Resiliente, a territorio protagonista di un Nuovo Rinascimento della Montagna, come suggeriscono anche le provocazioni intellettuali di questi giorni sulla stampa nazionale di architetti di fama quali Stefano Boeri, Massimiliano Fuskas e Antonio De Rossi.

Una provocazione intellettuale che trova nelle coordinate spazio e tempo una nuova idea di sviluppo, ai tempi del Covid19, nella necessità di aree urbane da ripensare, nella logica del risparmio del consumo di suolo, dell’efficienza energetica, di una rifunzionalizzazione degli spazi, di economie circolari che sappiano dare risposte alla crisi climatica.

La Montagna può essere quindi proprio la risposta alla crisi climatica globale, quasi una sorta di Comunità Energetica, che prende dalle risorse autoctone la possibilità di azzerare la Political-Divide a cui la demografia tante volte ci consegna.

Le condizioni pare ci possano essere tutte, ma tanto dipenderà da noi.

Anche tra le diverse opinioni politiche, in una discussione che non escluda nessuno, stante la scelta delle Forze Politiche, per ora, di non costituire Gruppi di Partito, invitano a un’unità civica vera, con la costituzione du un gruppo asasembleare unico, dal titolo “per una nuova ripartenza”, da tanti auspicato, ma poi mai concretizzatosi.

Non un passo indietro della Politica con la Maiuscola, bensì uno in avanti, nella convinzione della capacità della politica di essere di esempio e convincimento. Altrimenti, poco avrebbe avuto senso, nel recente passato, non costituire gruppi di Partito.

Le diverse fonti di finanziamento devono trovare sintesi in un’unica regia in capo agli Enti Comprensoriali, che sommino i Fondi BIM, le risorse dei Fondi dei Comuni di Confine del quinquennio 2019-2023, al netto di quelle destinate per anno ai Comuni Confinanti, le opportunità dei Fondi Strutturali Europei 2021- 2027, che saranno disponibili senza cofinanziamento degli Stati Nazionali, le Nuove Aree Interne annunciate dal Ministero degli Affari Regionali, i fondi resi disponibili sul “federalismo idroelettrico” da parte della Provincia di Brescia (500 mila Euro all’anno dal 2017, unica in Italia) per le piccole derivazioni, per arrivare ai canoni sulle Grandi Derivazioni, senza dimenticare le possibilità sul Fund Rising, che in questi anni ha avuto dimostrazioni eccellenti sulla Cultura, il Sociale e la Mobilità Sostenibile.

Si parla di decine e decine di milioni di risorse nel quinquennio.

Dotazione indispensabile per una nuova ripartenza, che tanti evocano, alla stregua di un nuovo Piano Marshall “European Recovery Program”.

Provo a fare un esempio concreto di impegno: partiamo da una posizione di vantaggio che la Valle ha saputo prevedere negli anni scorsi: la posa della Fibra Ottica. Mentre si parla tanto di zone grigie e nere e di Banda Ultra Larga, perché non mettere in campo un programma di potenziamento delle connessioni in fibra, con sbracci che dai singoli Comuni con antenna che porti il level-entry del digitale (100 Mbit/s) entro il corrente anno in tutte le famiglie della Valle?

Abbiamo constatato come in questi mesi per la scuola dei nostri figli, per il lavoro agile (smart working), per la socialità delle nostre famiglie sia importante non subire una esclusione digitale.

Abbiamo provato l’iniquità e la frustrazione di pagare un canone televisivo per canali digitali che non possiamo vedere.

Diamo l’esempio partendo da questa infrastruttura e saremo empatici e capaci di dare risposte, che sono state oggetto dell’impegno di tanti negli anni passati e anche nei mesi recenti.

Con questo contributo esprimo il mio voto, a favore della Presidenza e del Governo degli Enti, e la disponibilità a un impegno, per quello che sarà richiesto.

Non una delega in bianco, ma una esortazione, perché sappiano trovare occasioni di confronto in Assemblea e fuori, nell’opinione pubblica, tra i partiti e le organizzazioni sociali, tra i nostri cittadini, perché tutti insieme, replicando l’esempio riuscito della “Casa dei Comuni”, in Provincia, sappiamo combattere il più grosso dei problemi: lo spopolamento della montagna che porta povertà e tristezza”.



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