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Alto rischio valanghe in montagna, nel weekend sconsigliate le escursioni

sabato, 14 aprile 2018

Passo Tonale - Il pericolo di valanghe sulle Alpi è  “forte” – indice 4, secondo l’ultimo bollettino di Meteo. Segnalati nuovi spessori di neve fresca oltre il metro sui rilievi maggiori, al di sopra dei 2000 metri, “che favoriscono la ripresa dell’attività valanghiva”. L’attività escursionistica in montagna, in questo weekend, è sconsigliato ed è necessaria una grande capacità di valutazione del pericolo. soccorso alpino cnsas

I DATI - Nel 2017 in Italia sono stati più di 9mila gli interventi di soccorso in montagna e in grotta. Non erano mai state così tante le chiamate agli uomini del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas), che nell’anno passato hanno superato ampiamente la media degli interventi dell’ultimo decennio, che di solito si attestava attorno agli 8mila annuali. Nel 2017, spiegano al Soccorso alpino, è stato necessario l’impiego di 35.156 tecnici per un totale di 171.109 ore-uomo e di 26.070 giornate-uomo per portare a termine 9.059 missioni di soccorso con l’impiego di 3.856 elicotteri, di cui il 98,2% appartenenti al 118. Il dato più preoccupante è quello relativo alle vittime: nel 2017 i deceduti in montagna sono stati 458, un’impennata del 20,01% su base annua. Sempre rispetto al 2016, è cresciuto del 21,89% anche il totale delle persone soccorse: sono state 8.867, di cui 3.231 illesi, 3.543 feriti leggeri, 1.253 feriti gravi, 285 feriti in imminente pericolo di vita e 70 dispersi. L’attività dove le richieste di soccorso alpino sono più frequenti resta di l’escursionismo, che copre il 40,4% degli interventi. Un dato che non diminuisce, nonostante le campagne di prevenzione e i numerosi allarmi. Nelle statistiche delle persone soccorse segue l’alpinismo, con un 6,1% di richieste d’aiuto, con a ruota le mountain bike: nel 2017 circa 440 biker hanno dovuto essere raggiunti dai soccorritori. Quest’ultimo dato – spiegano al Cnsas – è in crescita da circa quattro anni, anche per il diffondersi delle attività più ‘estreme’, come il downhill e i percorsi più difficili su due ruote. Anche 225 ricercatori di funghi, nell’anno passato, sono stati soccorsi. Crescono anche i soccorsi agli amanti di parapendio (124 casi) e gli episodi mortali che coinvolgono i base jumper. In generale tutte le attività ‘estreme’ in montagna vedono un numero maggiore di appassionati, con relativa impennata delle chiamate di soccorso. Gli italiani sono il 75,9% tra le persone soccorse, mentre tra gli stranieri l’8% è di nazionalità tedesca. L’analisi per età certifica che la fascia più colpita da incidenti è quella tra i 40 e 50 anni, con il 19,23% delle persone soccorse. Merita una menzione il 6,46% di quota relativa a soggetti anziani, tra i 70 e gli 80 anni, e il 2,88% di pazienti con età superiore. Infine, il 2,33% delle persone soccorse riguarda bambini fino a 10 anni.


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