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Servizio sanitario trentino ai vertici in Europa e in Italia

venerdì, 30 agosto 2013

Trento - Doppio, quasi contemporaneo in ordine di tempo, riconoscimento di eccellenza per il servizio sanitario provinciale. La Commissione europea e la Scuola Sant’Anna di Pisa sono infatti concordi nel ritenere la sanità trentina al top sia fra le 262 regioni europee che in ambito nazionale. Di particolare significato i rilevanti miglioramenti di posizione conseguiti nel corso di questi anni. “Questi riconoscimenti fanno sicuramente piacere, ci confermano nelle scelte fatte nel corso di questi anni”, commenta l’assessore provinciale alla salute e alle politiche sociali, Ugo Rossi. ospedale trentino

Il cosiddetto benchmarking è fondamentale per la valutazione delle performance e delle prestazioni erogate da un’organizzazione attraverso la comparazione con altri soggetti (possibilmente più bravi) da prendere come punti di riferimento per migliorare i propri servizi. In altre parole è una tecnica per individuare i punti di debolezza e capire dove intervenire per migliorare le proprie prestazioni, facendo da sé. “Tutte le statistiche devono essere prese con i guanti” – prosegue Rossi – “ma che l’Europa e l’Istituto Universitario Sant’Anna riconoscano autonomamente, attraverso l’impiego di parametri diversi, l’eccellenza della sanità trentina, rendono decisamente più oggettive e vicine alla realtà queste classifiche. Sono da sottolineare i costanti miglioramenti negli anni su moltissimi parametri. Il sentiero è quello giusto, dobbiamo proseguire avanti con coraggio”.

La Commissione europea ha recentemente pubblicato la II edizione dell’”Indice di competitività regionale – 2013” (dopo la prima edizione del 2010). L’indice misura la competitività delle 262 regioni europee in un undici specifici ambiti, fra i quali la salute, sulla base di una serie di indicatori.

La classifica generale relativa alla salute (redatta sulla base dei posti letto in ospedale, aspettativa di vita, mortalità infantile, per tumore, per malattie cardiache, da incidenti stradali, per suicidio) vede il Trentino all’undicesimo posto assoluto su tutte le Regioni europee, in fortissimo miglioramento rispetto alla classifica del 2010 (per la quale erano stati impiegati indicatori parzialmente diversi, in cui figurava al 123° posto). Ai primissimi posti di questa classifica troviamo alcune regioni svedesi e inglesi.
Relativamente alle sole regioni italiane, il Trentino risulta al primo posto, davanti alla Liguria e alla Toscana (con la Provincia di Bolzano al sesto posto).

La Provincia Autonoma di Trento si pone al primo posto tra le regioni dell’Arco Alpino degli stati membri dell’Unione europea. Le regioni italiane (ad eccezione della Val d’Aosta) presentano in generale le migliori posizioni. La provincia di Trento e la Liguria, inoltre, primeggiano con forte scarto rispetto alle altre regioni.

Per quanto riguarda invece la graduatoria definita dalla Scuola di Sant’Anna, la Provincia autonoma di Trento aderisce dal 2010 al Network delle regioni del Laboratorio Management e Sanità della stessa Scuola Superiore, proprio al fine della misurazione e del confronto delle performance del servizio sanitario provinciale (attraverso circa 180 indicatori). Fanno parte di questo Network anche la Toscana, la Provincia autonoma di Bolzano, la Liguria, l’Umbria, le Marche, la Basilicata e, da quest’anno, il Veneto.

Ci si confronta, ad esempio, sugli indici di mortalità e sulla speranza di vita della popolazione, sugli stili di vita (alcol, fumo, sedentarietà), sul grado di estensione ed adesione ai tre screening principali (mammografico, della cervice uterina, colorettale), sulla copertura vaccinale e, soprattutto, sull’efficienza ed appropriatezza dei servizi sanitari, calcolando numerosi indicatori ospedalieri.

Da quest’anno la Scuola di Pisa ha allargato il confronto alla dimensione dell’esito clinico dell’assistenza sanitaria, introducendo alcuni indicatori del Programma nazionale esiti (PNE), gestito dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) per conto del Ministero della Salute. È stato calcolato un indicatore di sintesi derivante dalla mortalità a trenta giorni per i seguenti interventi:
- bypass aortocoronarico;
- intervento di valvuloplastica o sostituzione di valvola isolata;
- riparazione di aneurisma non rotto dell’aorta addominale;
- scompenso cardiaco congestizio;
- rivascolarizzazione carotidea: riammissioni ospedaliere per ictus entro 30 giorni;
- ictus;
- ictus: riammissioni ospedaliere a 30 giorni;
- colecistectomia laparoscopica: altro intervento a 30 giorni;
- per tumore maligno del polmone;
- per tumore gastrico maligno;
- per tumore maligno del colon;
- per tumore maligno del retto;
- intervento isolato per tumore maligno del retto: proporzione di interventi in laparoscopia.

Il risultato di sintesi mostra come il servizio sanitario trentino, in quest’ambito, sia nettamente il migliore del Network nel confronto interregionale (0,24 contro 0,06 di Bolzano, 0,03 della Toscana e -0,01 del Veneto).

A partire dall’anno 2011 alcuni fra i più significativi indicatori sopra riportati sono stati inseriti tra gli obiettivi che annualmente la Giunta provinciale assegna al Direttore generale dell’Apss. Un esempio significativo dell’importanza del presidiare i settori da migliorare assegnando obiettivi specifici all’azienda sanitaria è la percentuale di fratture di femore operate entro 2 giorni, indicatore tra l’altro inserito nel Patto per la Salute 2010. Dall’analisi dell’andamento di questo indicatore si nota che l’Apss è passata dal 38,40% del 2011 al 44,42% del 2012.


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