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Maltempo e viabilità, riaperta la strada provinciale per il lago di Tovel. Sopralluogo ad Arco

lunedì, 5 ottobre 2020

Tovel – Il Servizio gestione strade della Provincia autonoma di Trento informa che a partire dal primo pomeriggio di oggi è stata riaperta la provinciale 14 per il lago di Tovel. La strada era stata chiusa negli scorsi giorni dopo che le abbondanti piogge avevano causa dapprima uno smottamento e in seguito un persistente pericolo di caduta sassi in due distinte aree. Nel fine settimana le squadre addette alla manutenzione sono intervenute ed hanno messo in sicurezza i due tratti di versante montano, garantendo così le condizioni per la riapertura della strada provinciale.

Sopralluogo ad Arco

Il secondo evento più significativo in base alle registrazioni dell’idrometro di Sarche dopo quello del settembre del 1999. E’ stata catalogata così la piena del fiume di sabato scorso che ha provocato danni ad Arco, in particolare nella zona di Pratosaiano, a Caneve e nel Linfano. Oggi in sopralluogo c’erano il presidente Maurizio Fugatti e l’assessore all’agricoltura e difesa del suolo Giulia Zanotelli insieme ai tecnici provinciali, il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, Foreste e Fauna Raffaele De Col e il dirigente del Servizio Bacini montani Roberto Coali. Con loro il sindaco Alessandro Betta, il comandante dei Vigili del Fuoco di Arco Stefano Bonamico e l’ispettore distrettuale Marco Menegatti.

Il presidente Fugatti, nel ringraziare i Vigili del Fuoco e più in generale tutti gli uomini della Protezione civile impegnati ad affrontare l’emergenza, ha espresso tutta la collaborazione dell’amministrazione provinciale e delle strutture tecniche per le verifiche e gli eventuali interventi da attuare. “Dopo la tempesta Vaia – ha poi concluso Fugatti – abbiamo dato un preciso mandato alle strutture a tutela dell’incolumità pubblica, che è quello di intervenire sulla pulizia dell’alveo dei fiumi e lungo le strade del Trentino ove vi siano situazioni di rischio con piante vicine alla sede stradale. Sul fiume Sarca è già in programma un intervento, in base al piano di tagli provinciale”.

L’assessore Zanotelli, nel rispondere al primo cittadino di Arco in merito ai danni causati dalla piena, ha quindi spiegato che si stanno eseguendo tutte le verifiche rispetto ai danni riportati anche dal settore agricolo, per valutare l’eventuale attivazione di possibili indennizzi a fronte delle perdite avute, al netto delle coperture assicurative presenti.

Nel corso del pomeriggio la delegazione provinciale ha visitato alcune situazione puntuali, prima nella zona di Pratosaiano, dove il fiume ha colpito alcune campagne della zona e un’azienda agricola, poi a Caneve dove invece sono state danneggiate abitazioni private e dove gli argini del fiume sono stati rinforzati dai Vigili del Fuoco con tre file di sacchetti di sabbia, infine in località Linfano, dove a rischio erano le attività produttive della zona. Qui per arginare l’avanzata dell’acqua il personale dei Bacini Montani ha alzato la pista ciclopedonale lungo l’argine con 80 camion di materiale.

Come illustrato dai tecnici provinciali, quello di sabato è stato un evento eccezionale e in parte imprevisto soprattutto a causa delle precipitazioni che si sono verificate nella parte alta del bacino del Sarca e che non si sono trasformate in neve neppure in quota. La pioggia misurata a Malga Bissina, prossima al bacino del Sarca, ha registrato 205,4 mm, mentre la quota neve è sempre stata molta alta, in media sopra i 2800 m, con complessivamente circa il 40% di precipitazioni in più di quelle attese.

L’idrometro di Ponte del Gobbo, che esiste dal 1994, ha rilevato un’altezza dell’acqua pari a 3,10 metri, equiparabili a una portata di circa 550 mc/s, quando nell’evento del 1999 l’altezza era stata di 3,5 metri per una portata di circa 650 mc/s.

La vicinanza con un altro momento critico, quello del 29 e del 30 agosto, durante il quale il Sarca ha sfiorato gli argini, rende fondamentale approfondire la situazione del corpo idrico e valutare i possibili interventi, primo fra tutti quello della pulizia dell’alveo, già peraltro programmata in base al piano di tagli provinciale.



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