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Il centenario della Grande Guerra: un’occasione per riflettere sulla storia del Trentino. Presentato il programma: tutti gli appuntamenti

martedì, 10 giugno 2014

Vermiglio - ”Il centenario della Grande Guerra è una straordinaria occasione per riflettere sulla storia del Trentino. La Provincia di Trento ha preparato questo appuntamento fin dal 2003 con specifici provvedimenti sui temi del recupero e della valorizzazione del patrimonio della Prima Guerra mondiale.

bocchette di val massa 004Quello che si andrà a fare, nei prossimi anni, non sarà celebrazione ma commemorazione. I fronti di quel terribile conflitto devono sempre più diventare sentieri di convivenza tra popoli e culture, per passare davvero dalla guerra alla pace. Prima di tutto, quindi, una grande proposta di crescita culturale che trova nei giovani i primi, naturali interlocutori”.

Con queste parole Tiziano Mellarini, assessore provinciale alla cultura, ha aperto oggi l’incontro per la presentazione del ricco ed articolato programma delle iniziative per il Centenario della Grande Guerra. Tre gli obiettivi principali indicati da Mellarini:

- approfondire la conoscenza da parte dei trentini delle vicende della Grande Guerra, in particolare per i più giovani, coinvolgendoli sul significato della pace
- rendere riconoscibile a quanti visitano il Trentino i segni lasciati sul territorio dalla guerra, valorizzandone il patrimonio culturale;
- valorizzare l’impegno della società trentina e delle sue istituzioni per dialogare con altri Paesi europei, conservare un patrimonio storico che appartiene alla comunità trentina e alla storia europea.

Il centenario dunque “non solo come opportunità formative ma anche con prospettive occupazionali, individuando strategie operative di valorizzazione e fruizione dei patrimoni materiali della Grande Guerra presenti in Trentino. Una serie di progetti collegati da un comune sentire che è anche occasione di mettersi in rete, di fare assieme”. In questo senso, ha ricordato Mellarini, è fondamentale il coinvolgimento e le proposte dei territori che trovano sintesi nel ruolo delle Comunità di valle che diventano istituzione di riferimento per il territorio e interlocutrici della Provincia stessa. Il centenario quindi non come elenco di iniziative ma come progetto che coinvolge tutto il Trentino: Comunità di Valle, Comuni, scuole, Aziende di promozione turistica, pro loco, associazioni, operatori della cultura e del turismo.

L’assessore ha poi ricordato il piano di interventi territoriali che vede in fase conclusiva il “Progetto Grande Guerra” con interventi di recupero di alcuni sistemi fortificati e l’estensione a tutto il territorio provinciale del censimento delle opere campali. Si segnalano la sistemazione di forte Tenna, il recupero di forte Dossaccio, il completamento del restauro del Forte di Pozzacchio, il recupero di Forte San Biagio, il recupero dell’Osservatorio di Monte Rust, il recupero dei ruderi della casermetta di Campobrun, il recupero del comando tattico dei Virti, l’allestimento del Forte di Cadine. E si lavora ora alla proposta comunitaria per far sì che questo straordinario patrimonio ottenga ora la certificazione dei siti interessati. Un altro settore di intervento riguarda i siti oggetto di indagine oltre la linea delle nevi perenni: Punta Linke sul Monte Vioz, ad oltre 3.600 metri di quota, dove operano gli archeologi della Soprintendenza per i Beni architettonici e archeologici e la galleria del Corno di Cavento in Adamello, a quasi 3.400 metri di quota. Nel ricordare l’importante coinvolgimento del Comitato storico della SAT, l’assessore Mellarini ha poi ricordato i capisaldi delle iniziative.

Progetto Sentiero della Pace (520 Km), icona del centenario del Trentino. E’ gestito dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura. E’ un tracciato che si snoda, con sentieri, strade forestali, trincee e camminamenti, dal Passo del Tonale alla Marmolada. Ideato tra gli anni 80 e 90 del secolo scorso, il tracciato è oggetto di un programma di sistemazione, con posizionamento di nuova segnaletica e di un forte piano di valorizzazione anche a fini turistici.

Rete Trentino Grande Guerra: progetto promosso dal Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto per costruire un sistema territoriale capace di unire attorno a progetti condivisi le varie realtà associative, museali e istituzionali che in Trentino si occupano dello studio, della tutela e della valorizzazione del complesso patrimonio di beni, vicende e memorie della Prima guerra mondiale.

Progetti di valenza interregionale e internazionale: esistono relazioni già consolidate con alcune Regioni (Veneto, Friuli Venezia Giulia) e sul piano nazionale si sta mettendo a punto un protocollo d’intesa con l’Unità di missione della Presidenza del Consiglio.

Progetti di ricerca e di studio: il coordinamento è di competenza del Museo Storico Italiano della Guerra, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento, la Fondazione Bruno Kessler, le Soprintendenze e il Servizio Attività culturali della Provincia, Fondazione Museo storico del Trentino, l’Accademia Roveretana degli Agiati, la Società di Studi Trentini di Scienze Storiche, Istituzioni e Centri di ricerca nazionali ed internazionali.

Progetto comunicazione: Affidato alla Trentino Turismo in collaborazione con l’Ufficio stampa della Provincia. Sito www.trentinograndeguerra.it col Museo Storico della Guerra.

Progetto di promozione turistica per promuovere sul piano turistico, sia a livello nazionale che internazionale, il tema della Grande Guerra in Trentino, con particolare riferimento al target scolastico.

Progetto formazione: obiettivo è produrre formazione di eccellenza sul territorio trentino, con particolare riferimento alle scuole ma anche alle guide e accompagnatori territoriali. Si vogliono promuovere con i soggetti impegnati in attività formative, sia nella scuola che in altri ambiti, iniziative per trasmettere conoscenze e attitudini alla comprensione dei processi storici, del loro valore per il nostro tempo e per l’esperienza dei contemporanei.

Piano eventi culturali: molteplici gli eventi per il Centenario che vedono coinvolti gli enti culturali, in particolare il Museo storico del Trentino, Il Museo storico italiano della guerra di Rovereto e il Mart che in ottobre inaugurerà una importante mostra sul tema. Le iniziative coinvolgono tutti i settori della cultura e il mondo del volontariato. In questo senso assume rilevanza centrale il ruolo delle Comunità per il coordinamento delle iniziative.

Decisivo il ruolo del territorio nella organizzazione e promozione degli eventi

Nel ricco calendario delle iniziative per il Centenario dello scoppio della Prima guerra mondiale, un ruolo di assoluto rilievo tocca alle Comunità di valle che – di concerto con il Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento – sono parte attiva nel coordinare e promuovere molti eventi e iniziative sul territorio. Il loro è un apporto che rimanda direttamente a quel ricco tessuto fatto anche di gruppi di studio e di ricerca, di associazioni storiche, delle piccole realtà museali, del
decisivo ruolo del volontariato.

Di seguito un viaggio – destinato ad essere aggiornato nelle prossime settimane man mano che tutte le Comunità avranno messo a punto i loro calendari – tra gli appuntamenti più importanti proposti in particolare da quelle realtà che storicamente furono direttamente coinvolte negli avvenimenti di cento anni fa. Ricordando comunque come tutte le diverse Comunità siano impegnate– nei cinque anni che segneranno l’anniversario – ad elaborare iniziative e progetti che hanno come denominatore comune la memoria, il recupero delle testimonianze del passato, l’aspirazione a trasformare la necessaria riflessione su un tragico conflitto di guerra in opportunità per una ancora più consapevole crescita del sentimento di pace.

Sono due i progetti sui quali la Comunità Territoriale della Valle di Fiemme punta per commemorare il Centenario: una mostra a Ziano di Fiemme, allestita a Villa Flora, all’epoca sede del comando della 13a brigata da montagna, e un docu-film che punta a
ricostruire i principali avvenimenti storici, ma anche a far comprendere la reale tragedia che il conflitto rappresentò per tutta la popolazione di Fiemme. A questi due progetti si affiancano altre iniziative, quali il ripristino di Pian dei Russi (sede di baraccamenti di seconda linea) e un nuovo percorso storico-escursionistico nel Parco Naturale di Paneveggio. La mostra “Fiemme nella prima guerra mondiale. La speranza di una rapida vittoria, Galizia 1914” sarà inaugurata il 26 luglio, coprirà l’intero arco temporale dei cinque anni del Centenario, dal 2014 al 2018, seguendo di anno in anno e a un secolo esatto di distanza gli eventi della Grande Guerra. Sarà caratterizzata da un percorso espositivo che utilizza vari strumenti: immagini fotografiche, ambientazioni, ricostruzioni, sussidi multimediali, suggestioni visive e sonore, il tutto accompagnato da una ricca collezione d’oggettistica d’epoca.

La Comunità di Primiero farà da coordinatrice, attraverso personale specializzato e oppositi canali informatici tra cui il nuovo portale della cultura di Primiero (www.cultura.primiero.tn.it), dei progetti legati al Centenario. Tra questi più di 40 iniziative tra escursioni, eventi, conferenze; il recupero e la valorizzazione delle collezioni di reperti e documenti storici di rilevante interesse presenti negli archivi privati, negli archivi comunali, parrocchiali e delle associazioni culturali; la valorizzazione degli studi e delle
pubblicazioni già realizzate ed infine gli interventi di salvaguardia e valorizzazione dei siti e delle strutture presenti sul territorio. Sono stati individuati 16 luoghi da valorizzare attraverso interventi mirati in modo da rendere più agevole e sicuro l’accesso degli escursionisti e più facilmente leggibili le tracce sul terreno. Alcuni di questi sono stati ripristinati grazie all’intervento del Servizio Conservazione della Provincia autonoma di Trento e del Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino, altri sono oggetto di
risanamento da parte di appassionati e associazioni locali.

Valsugana, Bersntol e Tesino ospitano alcuni manufatti che in questi anni sono stati oggetto di restauri: il sentiero e le postazioni che conducono al Forte Fornas sopra Vigolo Vattaro, la zona di Colle San Biagio e il Colle delle Benne sopra Levico Terme, la linea
Brada tra Baselga di Pinè e Sant’Orsola, la postazione dell’obice da 30,5 al Plaz del Canon e la sezione del Sentiero della Pace (percorso E5) che attraversa la Valle dei Mocheni. Agli interventi promossi dalla Provincia si aggiungono quelli di Comuni e associazioni, come il ripristino di alcuni punti di passaggio della teleferica a uso militare sull’Altopiano della Vigolana e il restauro della Feldkapelle di Fierozzo. Altri manufatti oggetto di restauro sono: Dosso Gambarile e la Postazione di Col Fortin a Villa Agnedo, Passo 5 Croci a Scurelle, la linea di difesa sul monte Ciolino a Torcegno, le postazioni in località Rocchetta sopra Borgo Valsugana e le Cannoniere italiane di Monte Silana e Col dei Croi in Tesino. Diverse le iniziative programmate nelle due Comunità della Valsugana e Tesino e dell’Alta Valsugana e Bersntol: una mostra di cartografia satirica del primo ’900 a Strigno, un ciclo di conferenze e cineforum a Borgo Valsugana, a Telve la “Herta Miller Haus”, il posto di medicazione intitolato alla crocerossina travolta dalla valanga di Valsolero il 13 dicembre 1916. Da ricordare infine che l’edizione 2014 di Pergine Spettacolo Aperto è dedicata al conflitto, inteso come origine e motore dell’intera esistenza, con un’attenzione particolare al tema della Grande guerra e del Centenario.

La Comunità della Val di Non promuove e affianca gli autori di progetti pensati allo scopo di commemorare la Grande Guerra in occasione del suo centenario. Nonostante la Valle non sia stata, come altre zone del Trentino, direttamente coinvolta da interventi
specificatamente di natura bellicosa, essa intende, attraverso la varietà delle proposte raccolte, ricordare anche chi, indirettamente, ha subito la vicenda più traumatica, distruttiva e sconvolgente di tutta la storia della regione. Pertanto, attraverso il recupero, la valorizzazione e la divulgazione delle memorie scritte e orali, la Comunità della Val di Non con i Comuni e le associazioni del territorio, desidera focalizzarsi sull’analisi scientifica della condizione umana del popolo noneso che – in quel periodo – ha espresso il proprio dolore, unitamente a momenti di disperazione e speranza, attraverso, ad esempio, lettere,
diari, cartoline e canti popolari.

Nel quadro generale della Grande Guerra combattuta in montagna, e passata alla storia come Guerra Bianca, la Val di Sole è stata scenario di eventi tragici e rilevanti dal punto di vista storico e sociale. Il territorio della valle (comuni di Vermiglio, Ossana, Pejo,
Pellizzano, Caldes) è cosparso di forti, villaggi militari, postazioni e ricoveri in caverna, strade, mulattiere, percorsi trincerati, sentieri di arroccamento, oltre a vari siti museali nati negli ultimi anni. In vista delle commemorazioni del centenario sono stati completati e varranno avviati numerosi progetti di restauro strutturale e di rievocazione storico e culturale e sociale di quel periodo. Il tutto per accogliere e promuovere un turismo di tipo culturale sia privato che legato agli istituti scolastici di vario ordine e grado. Manutenzione, accompagnamento di mezza montagna e percorsi educativi diventano dunque il “piatto forte” in relazione al centenario della Grande Guerra.

Il territorio delle Giudicarie è stato uno tra quelli maggiormente coinvolti dalla Prima Guerra Mondiale. La memoria di quel periodo è rimasta viva tra la popolazione ed è tutt’oggi condivisa con la presenza di due musei della guerra (il Museo della Grande
Guerra Bianca Adamellina di Spiazzo ed il Museo della Grande Guerra in Val del Chiese di Bersone) e di numerosi studi prodotti in particolare dal Centro Studi Judicaria e dall’associazione il Chiese. La settimana dal 21 al 27 luglio sarà dedicata al “Pellegrinaggio degli alpini in Adamello”.

Dall’8 al 10 agosto si svolgerà in Valle del Chiese il Festival storico Altro Tempo “Parole di Piombo. L’informazione in tempo di guerra”: manifestazione tra letteratura, arte, storia, teatro, musica e cultura presso Forte Larino, Forte Corno, Cimitero Monumentale di Bondo. Si vuole aprire una finestra sul passato che racconti, attraverso documenti storici e testimonianze, come i vari protagonisti interpretavano ciò che stava loro accadendo. In ottobre si terrà a Spiazzo il 12oesimo Congresso SAT, che avrà per titolo “Montagne di Guerra – Montagne di Pace. La montagna ferita, nuove opportunità cent’anni dopo”. Tra gli eventi preparatori la mostra dell’editoria della Grande Guerra presso il Museo di Spiazzo Rendena.

Una trentina sono le iniziative organizzate nell’Alto Garda e Ledro, tra le quali l’edizione di alcuni volumi inerenti le vicende sul territorio, mostre ed esposizioni, letture e spettacoli e un concorso nazionale canoro. La Comunità di Valle ha coordinato i soggetti proponenti, per portare le manifestazioni anche nelle sedi minori e dilatarle fino al 2016, cercando così di offrire momenti di incontro e di approfondimento che si terranno in occasione dei principali anniversari del lungo conflitto. Per quanto riguarda le testimonianze presenti sul territorio, verranno recuperati e resi visitabili Forte Garda e alcuni siti di particolare rilievo.

La storia della Grande Guerra è impressa nella Vallagarina, territorio di straordinaria rilevanza per quanto riguarda tutti gli accadimenti che vanno dal 1914 al 1918, in particolare per le strutture a carattere difensivo realizzate dai Comandi austro-ungarici tra cui – come esempio più significativo – il Valmorbia Werk, o Forte Pozzacchio. La Comunità presenta un primo strumento di conoscenza, una brochure che individua 6 ambiti: il fondovalle con Rovereto che ospita alcune delle principali istituzioni italiane dedicate alla memoria della guerra come il Sacrario dove riposano ventimila caduti austriaci e italiani, la Campana del Caduti, il Museo Storico della Guerra che ben documenta l’evolversi del conflitto. Poi le Valli del Leno con il forte di Pozzacchio, i sentieri militari e le trincee; il Monte Pasubio campo di battaglia dei 10 mila morti; il Monte Zugna con il “Trincerone” e passo Buole; la valle di Gresta cerniera austriaca tra Adige e Garda e il Monte Baldo linea italiana e dove operò il battaglione Volontari Ciclisti e Automobilisti con alcuni tra i più noti artisti futuristi: Martinetti, Boccioni, Sironi, Russolo e Bucci. La Comunità ha poi raccolto
dai Comuni proposte di restauro, di pulizia di manufatti, di infrastrutturazione informativa e iniziative culturale e coordinato le diverse proposte in un progetto territoriale: “Progetto Vallagarina – Centenario della Grande Guerra”.

Piatto forte, evento di grande portata nel Comun General de Fascia è la mostra – evento “La Gran Vera”, al Teatro Navalge di Moena dal luglio 2014 al settembre 2015. Un percorso, quello dedicato alla “Grande Guerra: Galizia, Dolomiti” che porta dentro la storia, per far vivere l’esperienza quasi sensoriale delle vicende storiche anche attraverso il grande impatto visivo ed uditivo, per infondere la percezione e la conoscenza dei fatti storici. Un percorso espositivo che parte dal centro di Moena, dove sarà esposta la statua in legno realizzata da Federica Cavallin, a grandezza naturale, del soldato trentino-tirolese che si inchina per rendere omaggio al compagno d’armi morto. Ideale punto di partenza del viaggio, proposto al visitatore per portarlo dentro il racconto della Grande Guerra, quella vissute dagli uomini che si ritrovarono soldati tra il fronte austro-russo e la prima linea, più vicina, quella delle Dolomiti di Fassa e non solo. Oggetto dell’esposizione la collezione “Simonetti- Fedespiel -Caimi”, con oltre 20 uniformi d’epoca, cimeli, reperti, album fotografici, per un totale di quasi mille pezzi, conservata presso il Museo Ladin de Fascia. La mostra si articola in quattro sezioni in cui si alterneranno diorami scenografici, vetrine tematiche, pannelli didascalici, foto d’epoca e gigantografie stampate su tessuti pregiati e filmati di grande impatto emotivo.

L’estate del Centenario sull’Alpe Cimbra di Folgaria, Lavarone e Luserna si apre con la Marcia dei Forti (29 giugno – Folgaria), tracciata tra i forti Dosso delle Somme, Sommo Alto e Cherle. Seguirà, domenica 6 luglio, J’atz Lusern, a Luserna, concerto jazz che
rientra nel programma del Südtirol jazz festival, che propone brani originali ispirati espressamente al centenario. Altri eventi saranno i Concerti Dei Forti, due appuntamenti i in notturna, il primo (19 luglio) nel fossato di Forte Belvedere Gschwent, a Lavarone, e il secondo (5 agosto) nel fossato Forte Cherle, a Folgaria. Il centenario sarà inoltre ricordato in vari appuntamenti teatrali mentre è rilevante il capitolo delle mostre a tema: la mostra “Ritratti della Guerra. La rappresentazione dei conflitti nella caricatura europea: 1898-1918” a Folgaria maso Spilzi, la mostra “La Grande Guerra del “Corriere dei piccoli” 1914 - 1919” a Lavarone Cappella e la mostra “26 lettere per non dimenticare” a Luserna. Infine la settimana del centenario a Serrada, dal 3 all’8 agosto, e la rassegna cinematografica “ La Grande Guerra in pellicola”, a Lavarone, tutte le settimane di luglio e agosto.

La Comunità Rotaliana – Königsberg, nell’ambito del centenario della Grande Guerra, partecipa al progetto “Dalla Storia al Teatro: le donne trentine deportate durante la Grande Guerra”, promosso dall’Associazione Culturale Lavisana di Lavis. Il progetto racconta, attraverso il teatro, la vicenda delle donne trentine internate in Austria e in Italia nel corso della Grande Guerra. Non si tratta solo di storia, ma anche di una riflessione sul nostro presente, in modo particolare sull’attuale condizione di quelle donne internate e/o costrette a fuggire dalla propria terra a causa delle numerose guerre che ancora insanguinano molte parti del nostro pianeta.

Anche la Valle dei Laghi con Comunità e Comuni riuniti nella Gestione associata della Cultura partecipa e sostiene gli eventi del suo territorio legati alla commemorazione del centenario del Primo conflitto mondiale. Lo fa con una progettazione variegata in fase di
definizione, capace di tener conto delle peculiarità di una terra che è stata direttamente coinvolta in diversi modi durante la guerra con il reclutamento di soldati, la militarizzazione dei civili, la prossimità al fronte con conseguente ruolo strategico di quest’area. La convivenza, la pace, la memoria storica come fonte di crescita identitaria di un territorio e umana di ciascun cittadino: ecco gli obiettivi del Progetto che coinvolge la popolazione attraverso diverse attività sia in modo diretto che come fruitrice per sviluppare una più approfondita conoscenza dei fatti storici. Alcune attività sono già state messe in atto, alcune sono in cantiere e grande è il fermento nel mondo associazionistico.

Coinvolgimento e partecipazione per valorizzare la differenza e respingere il concetto di “diverso”, con lo sguardo sempre attento sulle nuove generazioni.


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