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Cles: le novità dell’11^ edizione di Pomaria. Visite ai frutteti e viaggio su storiche carrozze delle Trento-Malé

venerdì, 2 ottobre 2015

Cles – Si avvicina l’11^ edizione di Pomaria con alcune novità: quest’anno la manifestazione cambia sede e presenta nuove visioni agricole e gourmet. Inoltre saranno organizzate delle visite guidate al frutteto storico di Cles, con un viaggio col trenino storico della Trento-Malé.

Nel 2014 l’evento ha tagliato il traguarCles Pomariado dei 10 anni, Pomaria saluta il borgo di Casez, storica sede, e migra nel cuore della Val di Non, a Cles, il capoluogo della valle trentina, nota in tutto il mondo per le sue mele D.O.P. le prime in Europa ad aver ricevuto questo riconoscimento.

LE VISITE
La manifestazione ha come obiettivo far incontrare ai visitatori, in modo ludico, un modello di agricoltura che è fortemente identitario col territorio e far scoprire le loro eccellenze gastronomiche locali che ruotano attorno alle mele e a forme di produttività artigianale.
E con il cambiamento di sede, oltre a molte novità, ci sarà ancora più spazio per le isole espositive dedicate al cibo, alla ristorazione e alle attività, rispettando lo spirito che da sempre contraddistingue Pomaria e che seleziona unicamente realtà agroalimentari al massimo 0-40 chilometri.

L’IDENTITA’
Una festa tutta nuova per mantenere viva e aperta verso il mondo l’identità di un territorio.
L’idea di organizzare l’evento in una altra località è nata dal desiderio di dare maggiore visibilità a tutta la valle, cambiando sede, anno dopo anno, e di offrire ancora più spazio a una manifestazione molto amata dal pubblico che, nel corso del tempo, da festa in omaggio delle mele, ha saputo evolversi diventando un laboratorio diffuso sul rapporto di identità che in Val di Non si è instaurato tra la coltivazione delle mele e il territorio.

Questo legame ha consolidato tradizioni, ha modellato «in verde» il panorama, ha favorito eccellenze gastronomiche collaterali alla produzione della frutta e, fattore che alimenta anno dopo anno l’evento, ha fatto venire voglia a chi le mele le coltiva da decenni di far incontrare il proprio mondo a chi ne ha la curiosità.

Questa è la cosa più bella di Pomaria: il suo carattere radicato autenticamente sulla dimensione locale che si è aperto a un incontro con gli ospiti nello spirito della condivisione, elemento fondante del turismo esperienziale, modalità di vacanza incentrata autenticamente sulle occasioni di viaggio finalizzate al living as locals. Ecco che, anche nella nuova edizione, questo spirito, che schiudeva le case degli agricoltori di Casez ai visitatori per ospitare laboratori «con le mani in pasta», degustazioni, teatralizzazioni di attività, si trasferisce a Cles.

Il capoluogo si vestirà a festa e riserverà tutto il suo centro storico, con i palazzi di impronta mitteleuropea, a Pomaria, per nuove visioni di un’agricoltura che sa che la sua natura maggiormente autentica potrà vivere e prosperare quanto più saprà raccontarsi al mondo.
Nella nuova sede di Cles, apriranno le proprie porte alle forme vive di cibo e agricoltura edifici storici come il Palazzo assessorile, esempio straordinario di conservazione architettonica che risale al XVI secolo e che offre uno spettacolare ciclo di affreschi.
E proprio con l’idea di aprire ancora di più la valle ai visitatori sono nate le novità di questa edizione.

Tanto spazio in più per il gusto e imparare come si fa. Tra le novità più gradite, naturalmente, lo spazio a disposizione degli ospiti che diventa ancora più grande: il centro storico di Cles, con le sue piazze, le sue vie e i suoi palazzi storici farà da quinta a questo evento che, dal suo esordio, ha coinvolto, edizione dopo edizione, sempre più appassionati da tutta Italia.

Gli spazi riservati agli espositori diventano 60. Oltre alle mele appena colte, che grazie a Melinda potranno essere acquistate sia all’interno della manifestazione che a Mondomelinda, si potranno trovare la profumatissima mortandela, che con la sua miscela di spezie è diventato uno dei salumi più famosi e apprezzati del Trentino, ma anche numerosi prodotti caserari artigianali a latte crudo come il Casolet o quelli del caseificio di Pejo, l’unico a essere ancora turnario in Trentino.

Non mancheranno inoltre, piccole produzioni spumantistiche di Trento D.O.C., distillati, mieli artigianali, dolci e pasticceria secca e altre leccornie di piccoli artigiani.

Il recupero di coltivazioni antiche, che affiancano quella delle mele in zone che, per l’altitudine e il microclima, non sono adatte per la crescita dei meli, sta diventando sempre più diffuso in Val di Non ed è stata favorito proprio dall’anima “consapevolmente” contadina di questa parte del Trentino che, da molto tempo, ha avviato un interessante lavoro di “tracciatura” della propria storia e dei processi che l’hanno portata ad essere quello che è oggi.

Naturalmente, anche nella sua nuova dimensione, Pomaria ospiterà le degustazioni guidate e laboratori anche grazie alla collaborazione della condotta locale di Slow Food, i corsi per confezionare strudel (la ricetta autentica non prevede l’uso della pasta sfoglia), confetture, composte, succhi di mela, aceto, persecche… Ancora più spazio sarà riservato alle esposizioni artistiche e fotografiche e alle attività per bambini, che saranno organizzate con la preziosa collaborazione delle Fattorie Didattiche del Trentino.

I FRUTTETI STORICI 
Il frutteto storico: mele antiche per ricordare da dove viene il futuro.
Tra le cose nuove più interessanti, per chi desidera avvicinarsi alla storia della coltivazione delle mele, ci sarà la possibilità di prendere parte a cicli di visite guidate del frutteto storico di Cles, raggiungibile a bordo di una comoda navetta, che raccoglie circa 80 varietà di piante di melo e 12 varietà di pere.

Il frutteto è stato progettato non come una semplice collezione di vecchie varietà di melo e pero ma vuole essere anche un luogo dove è possibile ripercorrere l’evoluzione della frutticoltura nonesa.

Questo progetto è un’interessante iniziativa di memoria storica in divenire, poiché non si basa su immagini e documenti, ma proprio sulla testimonianza diretta ed «evolutiva» di alcune varietà di piante che sono state messe a dimora da seme con l’obiettivo di farle vegetare fino alla dimensione imponente che erano solite avere quando erano abitualmente coltivate.
Hanno nomi affascinanti, come Calvilla bianca d’inverno, Rosa doppia, Rosa di Caldaro, Belfiore Giallo, che sanno di antico e che ricordano anche come le mele siano, sì, proprio così, parenti delle rose.

La memoria del passato, in Val di Non e in Trentino, è così forte che lo storico Istituto Agrario di S. Michele – Fondazione Edmund Mach ha creato una ricca collezione di varietà storiche e il Meleto di Tolstoj in Russia ha coinvolto realtà contadine della Val di Non per il reperimento di alcune tipologie di piante.

L’A.

 


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