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Cles, conferenza “Da belva feroce a compagno di giochi”

venerdì, 27 settembre 2019

Cles – Stasera la conferenza “Il bambino perduto e il giocattolo ritrovato. La storia dell’uomo attraverso i suoi balocchi” a cura di Alessandro Franzini del Museo del Giocattolo e del Bambino di Cormano (Milano) a Palazzo Assessorile di Cles (Trento), nell’ambito della mostra “Ursus. Storie di uomini e di orsi”.

GRANDI STORIE DI PICCOLI ORSI – SCHEDA ESPOSIZIONI
“Ecco le Storie degli orsacchiotti qui esposti, così come sono arrivate al Museo del Bambino e del Giocattolo con sede a Cormano e a Santo Stefano Lodigiano, in Lombardia, il primo di questo genere in Italia, fondato 35 anni fa.
1. Orsacchiotto appartenuto alla poetessa Alda Merini, abituale frequentatrice del Museo del Giocattolo, per il quale scrisse numerose poesie, a tutt’oggi inedite.
2. Orsacchiotto personale di un piccolo Martinin. Perduti i genitori, era stato accolto nel celebre, antico Istituto di Milano, dove il Museo ebbe una sede dal 1995 al 2008. L’orsacchiotto, veniva stretto al petto – di notte – quando la malinconia entrava nel cuore.
3. Orsacchiotto inglese di un bambino a cui fu regalato perché appassionato di storie di orsi. Lo accompagnava nella lettura di Paddington (Michael Bond), Rupert (Mary Tourtel) e, naturalmente, Winnie the Pooh (A. A. Milne).
4. Orsacchiotto ritrovato tra le macerie di un edi cio crollato sotto i bombardamenti delle forze alleate a Milano, nel 1943 (Quartiere di Porta Genova). La fonte riferisce che il suo piccolo proprietario non fu altrettanto fortunato.
5. Orsacchiotto personale di Paolo Franzini Tibaldeo, fondatore del Museo, che per lui scrisse una canzone che cominciava coi versi: “Se tutta la gente avesse un orso…quel giorno sarebbe un gran giorno perché…ognuno felice direbbe: io ho un orso, ho un orso, un orso tutto per me”.
6. Orsacchiotto antidoto agli incubi. Baciato sul naso prima di addormentarsi, teneva lontani i brutti sogni. Il proprietario originale sostiene che funzionò sempre.
7. Questo orsacchiotto è appartenuto a una bambina che aveva un fratello gemello. L’orso era il suo regalo per il sesto compleanno. Il fratellino aveva ricevuto un altro giocattolo ma fu così invidioso dell’orsacchiotto da smettere di mangiare nché non ne ottenne uno anche lui.
8. Orsacchiotto appartenuto a un cagnolino che lo teneva sempre nella sua cuccia. I proprietari si divertivano a nasconderglielo per gioco. Lui frugava tutta casa nché non lo trovava e lo riportava nella sua cesta.
9. Orsacchiotto dal passato misterioso. Fu trovato in riva al mare, ad Alassio, in Liguria. Sembrava scrutare l’orizzonte.
10. Questo orsacchiotto fu perduto in un autogrill, dimenticato alla toilette. La famiglia del piccolo disperato proprietario tornò ad appendere dei cartelli con la fotogra a e il numero di telefono. Incredibilmente, la chiamata arrivò. Era stato trovato da un camionista che faceva spesso sosta in quell’area di servizio. Voleva regalarlo al proprio bambino ma leggendo qualche giorno dopo il cartello, contattò chi l’aveva perduto.
11. Questoorsacchiotto,ribattezzatoWilliam,èstatoperdiecianniincomproprietàconunabambinache visitava continuamente il Museo, sui Navigli, per tornare a trovarlo. Ad agosto, quando il Museo chiudeva, l’orso le veniva af dato per le vacanze…dietro solenne impegno ad averne cura. Tornava riposato, abbronzato e anche un po’ ingrassato.
12. Orsacchiotto rinvenuto insieme a una letterina di Natale che lo inseriva nell’elenco dei desideri. Evidentemente, la bambina che scrisse quella lettera fu esaudita.
13. Orso Steiff su rotelle, del primissimo Novecento. Il pezzo – collezionisticamente – più importante di questa allegra compagnia. Un generale che talvolta fa un po’ il prepotente.
14. Questo orsacchiotto fu acquistato a una era dell’Antiquariato, nel nord dell’Inghilterra. Era in una cesta assieme ad altri quattro. Tutti più belli di lui. Ma lui aveva al collo un cartellino con su scritto a mano “Portami a casa con te”. Potevamo non farlo?
15. Questo orsacchiotto si chiama Baloo, perché il suo piccolo proprietario aveva visto al cinema Il Libro della Giungla, lm a cartoni animati della Walt Disney (1967), tratto dal romanzo omonimo di Kipling. Migliaia di bambini si sciolsero in lacrime quando – nel sotto nale – la tigre Shere Khan sembrava aver ucciso l’orso.
16. La mia mamma mi ha regalato questo orso che abbracciavo mentre, prima di addormentarmi, mi leggeva sul Corriere dei Piccoli La Famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati (1945). Il racconto è di una bambina di 78 anni.
17. Questo orsacchiotto aveva in origine una chitarrina appesa al collo. Purtroppo è andata perduta. Ho il forte sospetto che chi l’aveva aggiunta si fosse ispirato alla canzone “Teddy Bear” di Elvis Presley (1957).
C’è un diciottesimo orsacchiotto. Ma lo porterò con me quando verrò a visitare la mostra. E’ il mio personale e non posso davvero separarmene. Si chiama “Bau”, è stato il mio primo giocattolo ed è con me da quando sono nato. Pare che “Bau” sia stata la mia prima parola”.
Alessandro Franzini
Museo del Bambino e del Giocattolo



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