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Camera di Commercio di Trento: le previsioni sulle imprese trentine nell’indagine Excelsior

venerdì, 24 ottobre 2014

Trento – L’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento ha pubblicato il volume che illustra i risultati provinciali dell’indagine Excelsior, la ricerca, riferita al 2014, sui fabbisogni occupazionali delle imprese, che ogni anno Unioncamere realizza in collaborazione con le singole Camere di Commercio e in accordo con il Ministero del lavoro.camera di commercio trento

Le imprese trentine che prevedono di effettuare assunzioni sono quest’anno il 22,2%, una percentuale in aumento rispetto al dato dello scorso anno (20,8%) ma inferiore rispetto a quelle rilevate dal 2007 al 2011, che si erano sempre mantenute al di sopra del 30%.

La fase di debole ripresa in atto non è ancora in grado, quindi, di incidere in maniera significativa sul numero di imprese che intendono acquisire nuovi dipendenti. Nel 2014 si evidenzia, in particolare, una differenza tra il settore dell’industria e quello dei servizi, ambiti nei quali la percentuale di imprese che prevedono di effettuare assunzioni si attesta, rispettivamente, al 17,9% per l’industria e al 24,0% per i servizi.

Anche quest’anno la quota di imprese che manifestano l’intenzione di effettuare delle assunzioni appare più elevata in Trentino rispetto al Nord Est e alla media nazionale, differenza determinata, però, dalla più elevata incidenza in loco di quelle a carattere stagionale.

La probabilità di effettuare assunzioni risulta correlata in maniera positiva con la dimensione aziendale, con il grado di internazionalizzazione e con la capacità innovativa dell’impresa.

Se si considerano le assunzioni non stagionali previste in provincia di Trento per il 2014, al livello più elevato ‒ secondo una classificazione di merito ‒ troviamo 640 assunzioni, pari al 12,3% del totale, che riguarderanno le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, un dato anche questo leggermente superiore rispetto sia all’anno precedente sia ai valori rilevati negli ultimi anni e indicativo dell’esigenza espressa dalle imprese di dotarsi di figure a elevata qualificazione. Seguono 740 assunzioni, pari al 14,1%, che riguarderanno le professioni tecniche (in particolare si segnala la richiesta di 380 tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione e di 100 tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni). Al livello intermedio sono previste 600 assunzioni di impiegati (11,4%) e 1.060 (20,3%) riguardanti le professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (tra cui 500 addetti alle vendite). Seguono 850 artigiani e operai specializzati (16,3%) e 340 conduttori di impianti e operai semiqualificati addetti a macchinari fissi e mobili (6,4%), tra cui 110 conduttori di veicoli a motore, e infine 970 assunzioni (18,6%) inerenti le professioni non qualificate, tra cui 840 per servizi di pulizia.

Le professioni di più difficile reperimento sono quelle intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (20,7%) e gli artigiani e operai specializzati (15,1%), in particolare i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica e professioni simili.

Considerate le tipologie di richieste professionali è naturale che vi sia un collegamento con i titoli di studio richiesti.
Infatti nel 30,7% dei casi (40,0% nel 2013) è sufficiente la mera scuola dell’obbligo mentre, a un livello più elevato, si pone l’esigenza di un titolo professionale che risulta indispensabile per il 9,7% delle nuove assunzioni (10,6% nel 2013). Un titolo di scuola secondaria è richiesto nel 45,6% dei casi (34,8% nell’anno precedente) e rimane un 13,9% (14,5% nell’anno precedente) rivolto a diplomi e lauree universitarie. Nel 2014 si assiste quindi a un aumento, in termini relativi, della richiesta di assunzioni di addetti con un livello di istruzione secondario e postsecondario, mentre diminuiscono le richieste di personale senza nessuna formazione specifica.

La formazione scolastica non costituisce comunque l’unico percorso utile a raggiungere la competenza complessiva richiesta dal datore di lavoro, anzi, per il 60,2% delle assunzioni, è necessario disporre anche di un’esperienza specifica.

“L’importanza di questa ricerca – ha spiegato Giovanni Bort, Presidente della Camera di Commercio di Trento – sta nella triplice valenza di fotografare con lucidità le condizioni in cui si trova il mercato del lavoro, di costituire una chiara base cognitiva a supporto delle istituzioni, chiamate ad agire per sostenere la ripresa economica, e di indirizzare sia l’offerta professionale di chi cerca un’occupazione, sia le scelte formative dei giovani. È dunque essenziale che questo tipo di lavoro, la cui importanza e utilità sono ampiamente riconosciute anche dall’Ente pubblico, venga potenziato e rientri a pieno titolo tra le attività regolate dall’Accordo di programma che la Camera di Commercio si appresta a sottoscrivere con la Provincia autonoma di Trento”.


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