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Rimborsi Agea, presentata un’interrogazione al Ministero. Panizza (Patt): “Intervenga il Ministero”

mercoledì, 4 ottobre 2017

Trento – Rimborsi Agea, il senatore Panizza (Patt): “E’ un problema grave, intervenga il Ministero”. Presentata un’interrogazione.  “A Codipra purtroppo è accaduto quello che temevamo e segnalavamo al Ministero già da diversi mesi sulla situazione di AGEA. Adesso però si studi una soluzione, perché è impensabile che le responsabilità cadano sugli agricoltori che hanno dovuto fronteggiare i devastanti danni delle calamità atmosferiche”, così il segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza (nella foto).

“Già la scorsa estate – prosegue Panizza – avevo presentato anche un’interrogazione con la quale chiedevo un intervento del Ministero per garantire la liquidazione degli aiuti spettanti agli agricoltori, evidenziando come il sistema dei controlli automatici garantisse l’operato di AGEA agli occhi dell’Unione Europea, ma desse vita a una gestione inefficace dal punto di vista dell’erogazione dei contributi. Infatti, proprio in quelle settimane, avevamo avuto ricevuto diverse segnalazioni, anche da parte delle organizzazioni professionali agricole. Ci siamo subito resi conto che non si trattava di una semplice lungaggine burocratica, ma di un problema abbastanza importante”.Senatore Franco Panizza 1

“Mi sono confrontato col viceministro Olivero – prosegue Panizza – e in Commissione Agricoltura abbiamo inserito la problematica nel parere sul DEF, il documento di economia e finanza, sottolineando come i ritardi nei pagamenti rappresentano un elemento di forte intralcio alla liquidità delle imprese”.

“La nostra richiesta – conclude – è che AGEA risolva in fretta i problemi legati alla gestione del PAI, il Piano Assicurativo Individuale, anche recependo le proposte avanzate dai consorzi di difesa e dagli enti territoriali e che le aziende possano velocemente ottenere i contributi sui premi 2015-2016. Per il settore è un problema molto grave e lo si deve risolvere nel più breve tempo possibile”.

INTERROGAZIONE A FIRMA DI PANIZZA, BERGER, FRAVEZZI

Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. – Premesso che:

- le organizzazioni professionali agricole da tempo lamentano i ritardi e le inefficienze nella gestione dei finanziamenti alle aziende dei PSR (Piani di Sviluppo Rurale) e della PAC: da ultima la CIA-Confederazione Italiana Agricoltori, a pochi giorni dalla fine della Campagna Pac 2017, la terza consecutiva in regime di proroga, ha scritto una lettera aperta alle istituzioni per una revisione totale del sistema chiedendo un deciso cambio di passo. “Anche quest’anno – si riporta nella lettera – garantire agli agricoltori la presentazione nei tempi delle domande uniche e di quelle di PSR è stato difficile e impegnativo, a causa dei malfunzionamenti del sistema amministrativo e informatico ormai del tutto inadeguato”;
- per le aziende agricole gli aiuti comunitari e nazionali rappresentano una importante e spesso fondamentale risorsa economica che può fare la differenza in periodi di crisi, caratterizzati da eventi climatici avversi, in un mercato in cui la competizione è sempre più forte. Viceversa, questa campagna PAC rischia di ingrossare le fila delle aziende agricole che potrebbero non ricevere o ricevere parzialmente l’aiuto senza averne alcuna responsabilità;
- proprio alla fine di questo lungo e durissimo percorso, è stata espressa una forte protesta per le difficoltà nelle quali le organizzazioni professionali agricole sono state costrette ad operare, su come sia stata precaria e assolutamente inadeguata la logica con cui l’Amministrazione si è posta e, di conseguenza, quanto sia alto il rischio di errori inconsapevoli frutto di procedure informatiche inadeguate;

- non è accettabile che le evidenti mancanze tecniche e le inadeguate o tardive decisioni amministrative ricadano sugli agricoltori e sui CAA, Centri di Assistenza Agricola, loro strumenti. Non è possibile accettare che anche un solo agricoltore resti fuori dagli aiuti che gli spettano a causa del malfunzionamento della macchina amministrativa;

- in particolare, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e AGEA non hanno valutato appieno le prevedibili complessità legate al PAI (Piano Assicurativo Individuale) e quelle legate alla transizione al modello di domanda grafica, in un Paese come l’Italia che già presenta numerose specificità territoriali e produttive e che genera circa 900.000 domande uniche di aiuto e oltre 200.000 domande di PSR. Con il modello di domanda grafica la mole di informazioni richiesta, infatti, aumenta rallentando ulteriormente l’iter burocratico e rendendo necessario uno sviluppo dei sistemi informativi. Solo un impegno straordinario dei tecnici delle organizzazioni professionali, infatti, ha reso possibile il raggiungimento dell’obiettivo del 75% di superficie agricola gestita in modalità grafica. “Di fronte a queste inefficienze – conclude la lettera – è evidente che occorre cambiare il modello di AGEA e procedere ad un radicale cambio di rotta”;

- a questo va aggiunto il fatto che l’apparato AGEA, che ha gestito l’anno 2017, potrebbe non essere lo stesso che gestirà la fase di verifica e le istruttorie che presiedono ai pagamenti e potrebbe verificarsi, come già successo, il disconoscimento di impegni e di accordi tecnici presi nelle riunioni per gestire le criticità emergenti;

- sarebbe dunque opportuno un cambiamento del modello AGEA per una inversione di tendenza tangibile, che non scarichi sui deboli le responsabilità di un sistema che ha generato danni e di cui non è ancora nemmeno possibile valutare appieno gli effetti. Qualità ed efficienza devono viaggiare a braccetto con i diritti e i doveri di ogni attore coinvolto: agricoltori, CAA, politica e pubblica amministrazione. Le risorse comunitarie e quelle nazionali destinate al settore agricolo sono messe a disposizione dai cittadini-contribuenti, sono risorse erogate perché si riconosce questo settore come primario e strategico per il nostro Paese;

considerato che:

- la definizione di regole positive sulla carta, ma poi di difficile se non addirittura – in taluni casi – di impossibile applicazione pratica, rappresenta ormai la quotidianità dell’operare del nostro Paese. La condizione espressa del ricorso alla superficie grafica, negoziato con la Commissione UE e gestito male, sta di fatto rischiando di far saltare il banco degli aiuti a superficie;

- ai territori di montagna, in particolare, preoccupa la proposta ministeriale (fino ad ora tamponata) di dettagliare il dato grafico alla varietà, condizione che potrebbe trovare logica applicazione nei seminativi e nelle colture erbacee, ma che non risulta assolutamente applicabile nelle coltivazioni arboree. Si provi ad immaginare la definizione dei poligoni grafici in una particella di una valle alpina che rappresenti le singole varietà, nella gran parte dei casi distribuite sul terreno a macchia di leopardo o per filari allo scopo di favorire l’allegagione. Il tutto poi deve tornare con le superfici catastali, con le rese per le denominazioni di origine, con i dati di conferimento alle strutture cooperative e con le rese del PAI (Piano Assicurativo Individuale). Non a caso le zone di montagna risultano le ultime in Italia nella definizione della superficie grafica;

- purtroppo Ministero ed AGEA stanno spingendo fortemente in questa direzione per blindare i controlli automatici attraverso il Sistema Integrato di Gestione e Controllo di AGEA, che verso la Comunità Europea garantisce soprattutto l’operato di AGEA ma non una gestione efficiente e allo stesso tempo corretta degli aiuti agli agricoltori:

- un altro aspetto importante, che però vede corresponsabili anche le regioni, è riferito alla definizione dei sistemi informativi (nazionale e regionali) ed al loro interscambio dati. In questo senso l’incertezza della gara SIN (Sistema Informativo Nazionale) non rappresenta certo un elemento di chiarezza e di prospettiva per il prossimo futuro. Non è facile difendere il sistema informativo nazionale in un tale contesto, ma l’incapacità di realizzare una reale semplificazione delle procedure rappresenta il reale “scoglio insuperabile” da affrontare e demolire. Allo stesso tempo però il concetto di semplificazione non deve travisare l’obiettivo di garantire una corretta e reale capacità di assicurazione delle nostre produzioni agricole. La proposta ventilata di estrema semplificazione della gestione del rischio, attraverso l’introduzione di un parametro superficie, risulterebbe inaccettabile ed estremamente pericolosa per la tenuta del sistema agroalimentare italiano fortemente basato su produzioni di qualità e ad alto valore aggiunto;

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire agli agricoltori italiani la presentazione di domande uniche e di domande PSR (Piani di Sviluppo Rurale) in un sistema amministrativo e informativo più adeguato rispetto agli obiettivi da raggiungere, onde evitare confusione e difficoltà di gestione del Sistema, il cui rischio che gli agricoltori italiani non vedessero riconosciuti i propri diritti si è potuto evitare solo grazie al lavoro straordinario svolto dai tecnici e dagli uffici delle organizzazioni professionali;

se, nel contesto descritto, non ritenga prioritario adoperarsi per una concreta e reale semplificazione delle procedure, preso atto che quelle adottate a livello nazionale risultano di complessa applicazione e pertanto incapaci di dare positive prospettive al sistema;

quali azioni intende adottare il Ministro al fine di garantire la corretta, completa e rapida liquidazione degli aiuti spettanti agli agricoltori che hanno aderito al sistema delle polizze agevolate per le annualità 2015 e 2016 e che a tutt’oggi, per i problemi sopra evidenziati ed indipendenti dalla loro volontà, non riescono a presentare il proprio PAI e la rispettiva domanda di sostegno/pagamento.


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