QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Le società sportive e l’obbligo del defibrillatore: ecco cosa cambia

domenica, 26 marzo 2017

Trento – Il Decreto Legge Balduzzi, che impone a società e associazioni sportive dilettantistiche di dotarsi di un defibrillatore semiautomatico, sta per entrare in vigore in ogni sua parte. iDall’1 luglio ogni sodalizio impegnato in attività attività sportive che richiedono un significativo impegno cardiocircolatorio dovrà dotarsi di questo strumento, un apparecchio che, combinato con il massaggio cardiaco, può salvare la vita ad una persona. Per capire meglio lo “stato dell’arte”, sul piano medico, legale e tecnico, un’azienda trentina (la Farbis), che per prima in Italia ha inventato una tecnologia in grado di assicurare la continua e perfetta funzionalità di questo strumento, ha organizzato un incontro pubblico, che si è tenuto al Nest di via Solteri.

defibrillatore daeL’avvocato Francesco Alberti ha spiegato che sarà obbligo di ogni società non solo dotarsi di un defibrillatore, ma anche di garantire che la batteria sia sempre in piena efficienza e che le piastre non abbiano superato i termini di scadenza. Ciascuna associazione dovrà nominare un responsabile di questo apparecchio, che risponderà del suo funzionamento in sede civile e penale, ma non è obbligato ad utilizzarlo. Le società possono anche associarsi e gestire questo onere insieme, mettendo per iscritto l’accordo.

Oliviero Valoti, direttore dell’Unità operativa di Trentino Emergenza, ha incentrato il proprio intervento sull’analisi dei casi in cui questa apparecchiatura è utile, inserita nella cosiddetta catena della sopravvivenza, che annovera dapprima la chiamata al 118, poi il massaggio cardiaco combinato con l’uso del defibrillatore ed infine le cure avanzate fornite dalle strutture ospedaliere. La diffusione dei defibrillatori deve essere coordinata, censita, controllata e integrata.

Uno dei modi per raggiungere questi quattro obiettivi è utilizzare la piattaforma DfbCheck, il cui funzionamento ha illustrato l’ingegner Pierluigi Roberti, del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento: si tratta di un sistema telematico, realizzato dall’azienda trentina Farbis, che consente il monitoraggio programmato delle scadenze dei materiali indispensabili per la piena efficienza dei defibrillatori (batterie, piastre, materiali d’uso), il monitoraggio costante della loro collocazione e funzionalità, la memorizzazione in un archivio informatico sicuro dei dati relativi ai controlli effettuati dalle persone abilitate al loro controllo e utilizzo, nonché una copertura assicurativa a favore degli associati al sistema.

Infine è intervenuto anche in senatore Franco Panizza, che si fece promotore della proroga dell’entrata in vigore del Decreto Balduzzi, il quale ha ricordato le numerose lacune che questa legge cela e la necessità di un nuovo intervento del legislatore per porvi rimedio.

Arriva da un’azienda trentina la tecnologia per la perfetta gestione del defibrillatore

A quasi quattro anni dalla sua promulgazione (il 20 luglio 2013) il Decreto Legge Balduzzi, diventato Legge ordinaria due mesi dopo, che impone a società e associazioni sportive dilettantistiche di dotarsi di un defibrillatore, sta per entrare in vigore in ogni sua parte. La data fissata dal legislatore è quella dell’1 luglio 2017: da quel giorno ogni sodalizio impegnato in attività attività sportive che richiedono un significativo impegno cardiocircolatorio, ovvero tutte ad eccezione di bocce, biliardo, golf, pesca, caccia, sport di tiro e giochi da tavolo, dovrà dotarsi di un defibrillatore semiautomatico, un apparecchio che in alcuni casi, se usato in tempi rapidi, può salvare la vita ad una persona vittima di arresto cardiocircolatorio. Entro circa tre mesi ogni centro sportivo dovrà quindi dotarsi di questo strumento e ogni sodalizio dovrà assicurarsi di poterne disporre, unitamente al personale in grado di impiegarlo. La prima scadenza per adeguarsi alla legge era stata fissata al 20 gennaio 2016, ma dopo la sua entrata in vigore è stata prorogata dapprima al 20 luglio 2016, poi al 30 novembre 2016, poi al 1° gennaio 2017 ed infine al 30 giugno 2017.

Tale norma comporta un obbligo giuridico, quale è quello della dotazione e dell’impiego, da parte delle società sportive dilettantistiche, dei defibrillatori semiautomatici, dalla cui violazione possono discendere responsabilità di natura penale con riferimento agli eventi (morte o lesioni) determinatisi a causa del suo mancato assolvimento. La materia è quindi delicata e coinvolge un grande numero di soggetti, anche nella nostra provincia.

Un’azienda trentina, la Farbis, il cui “core business” è la creazione di soluzioni in grado di assicurare la continua e perfetta funzionalità delle tecnologie, nel rispetto della sicurezza, degli obblighi legislativi e della normativa specifica, ha sviluppato una tecnologia che permette di pianificare la manutenzione di questi apparecchi e di renderli pubblicamente visibili al pubblico, e quindi disponibili in tempi brevi in caso di necessità, in tempo reale. Il nome di questa soluzione è DFBcheck: si tratta di un sistema telematico che consente il monitoraggio programmato delle scadenze dei materiali indispensabili per la piena efficienza dei defibrillatori (batterie, piastre, materiali d’uso), il monitoraggio costante della loro collocazione e funzionalità, la memorizzazione in un archivio informatico sicuro dei dati relativi ai controlli effettuati dalle persone abilitate al loro controllo e utilizzo, nonché una copertura assicurativa a favore degli associati al sistema.

Il sistema DFBchek si compone di cinque elementi. In primo luogo una cintura, che, applicata al defibrillatore, garantisce l’integrità dell’apparecchio; una targhetta, che lo identifica e lo localizza in modo univoco; una app, che ogni tecnico o persona accreditata installa sul proprio smartphone, con la quale può effettuare i controlli di funzionalità del defibrillatore e della sua corretta collocazione e funzionalità. Il sistema è completato da una banca dati centrale (checklist), che registra tutte le informazioni relative al check-in effettuato dagli operatori, e un sito web, collegato alla banca dati, attraverso il quale ogni società sportiva può verificare i controlli effettuati, e in particolare data e orario di ogni operazione, segnalazioni di eventuali guasti o malfunzionamento dell’apparecchio, segnalazioni di scadenze dei materiali d’uso.

Questa tecnologia stimola, quindi, la diffusione nelle società sportive di un’attenzione costante e una cultura della salute degli atleti e dei frequentatori degli impianti sportivi, anche attraverso la disponibilità del defibrillatore, reperibile, disponibile e immediatamente funzionante. Inoltre consente al legale rappresentante della società o associazioni di verificare quotidianamente per via telematica se è effettivamente presente un soggetto abilitato all’uso di questo strumento salvavita, se vengono effettuate le opportune verifiche di posizionamento e funzionalità, se si rivelano necessari interventi di manutenzione straordinaria. Quindi, nel poco augurabile caso di malfunzionamento o di indisponibilità, gli consente di documentare che l’apparecchio è costantemente verificato ed è stato “consegnato” integro e pienamente funzionante ai successivi utilizzatori, un elemento fondamentale a discarico di responsabilità di natura penale e civile.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136