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Il Trentino punta sulla promozione dello sci tra i giovani

martedì, 4 agosto 2020

Trento – Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato il ddl per promuovere lo sci tra i giovani. Avviata la discussione sulla riforma del turismo. Nel pomeriggio è stata approvato all’unanimità il ddl 13 che prevede azioni di promozione dello sci tra i giovani. Aperta la discussione generale sul ddl di riforma del settore turistico. Sì, infine, alla risoluzione, proposta dalla minoranza, sugli orari dei dipendenti provinciali.

Concluso, in riapertura di seduta, il punto della comunicazione della Giunta sulla vicenda della revoca da parte del giudice del lavoro della delibera sugli orari di lavoro del personale Pat. Sul testo della risoluzione della minoranza è stata trovato un accordo con la Giunta ed è stata quindi approvata. Il dispositivo prevede che la Giunta presenti una proposta di orario di servizio che tenga conto delle esigenze dell’organizzazione, dell’utenza e dei dipendenti per assicurare l’ottemperanza degli obblighi previsti dal mantenimento della certificazione Family audit, adottando strumenti che consentano la conciliazione nei rapporti vita – lavoro in relazione a situazioni di fragilità, carichi familiari e la distanza casa – lavoro.

Campiglio sciatori 1Promuovere lo sci tra i giovani, sì unanime al ddl

La discussione sul ddl 13 di un consigliere della minoranza si è conclusa con l’approvazione all’unanimità: prevede uno stimolo da parte della Pat per promuovere lo sci tra i giovani. Il proponente ha ricordato che il numero dei giovani che si dedicano a questo sport è in forte calo. Un problema che intacca anche la cultura alpina e le professionalità legate a questa pratica sportiva. Il ddl vede protagonisti i concessionari, le comunità locali e la scuola per favorire l’applicazione di tariffe agevolate e la possibilità di misure compensative per le società impiantistiche. La novità del ddl, ha detto il proponente, è quello di elevare a forza di legge un impegno per la diffusione della pratica dello sci. Via libera al ddl da parte dell’assessore competente perché, ha detto, nel rispetto delle norme europee, va incontro ad uno sport in calo tra i ragazzi e dai costi molto elevati. Approvazione dai banchi della minoranza per la proposta normativa che centra il problema del calo degli sciatori, in particolar modo dei giovani sciatori. Un altro esponente dell’opposizione ha ricordato però che il testo in origine prevedeva gli impianti gratuiti per i giovani e alla fine si è arrivati a un testo che è poco più di una mozione. Anche perché non è previsto un impegno finanziario. Quindi, ha detto rivolgendosi all’assessore, o la norma non verrà applicata o si dovranno trovare i soldi. Sempre da parte della minoranza si è affermato che tutti gli sport avrebbero bisogno di sostegno per le spese, comprese le piscine. Una via potrebbe essere quella di collegare i contributi alle società al contenimento delle tariffe. L’assessore ha detto che vanno stimolate le scuole per ripristinare le settimane bianche, spesso dimenticate e ha espresso la volontà di dare sostanza a questo ddl.
Il proponente, in replica, ha affermato che il segnale che si vuole mandare è che lo sci non è solo uno sport, ma un mezzo forte per legate le comunità alla montagna.

Aperta la discussione generale sul ddl riforma del settore turistico

Si è aperta poi la discussione generale sul ddl 53 dell’assessore sul riordino del sistema turistico. L’assessore ha affermato che la crisi Covid rende ancor più necessaria la riforma perché quest’ultima ha accelerato i cambiamenti del settore già in atto da tempo. Uno dei cardini del ddl è la chiarezza dei ruoli, evitando frammentazione e sovrapposizioni. Ma l’obiettivo che principale è quello di mettere il turista al centro. Serve quindi qualità, a partire dell’ospitalità che verrà potenziata con l’introduzione del coaching e potenziando la formazione. C’è poi la valorizzazione delle esperienze e dei prodotti locali. L’apporto pubblico rimane presente con la Marketing che deve fare la promozione con l’articolazione delle Agenzie territoriali. Ma, ha detto l’assessore, nessuno sarà lasciato indietro, tutti gli operatori avranno un’Apt di riferimento; Apt che saranno più forti e efficienti. Che le Apt siano 9 o 10 non cambia nulla, ha aggiunto, anche perché nei prossimi anni il numero scenderà comunque. Per quanto riguarda l’identità di valle e i piccoli, questa riforma non li ostacola, anzi li aiuta sotto tutti gli aspetti offrendo loro strutture forti e agili. Ogni territorio potrà avere pari dignità e servizi. L’obiettivo delle Agenzie è lo sviluppo dei prodotti inter ambito e saranno gli attori che si muoveranno in raccordo con i territori e la provincia. Le Agenzie, ha affermato inoltre, sono necessarie come braccio operativo pubblico che servirà a aumentare la qualità dell’offerta e della stessa vita dei residenti. Non porteranno ad aumenti di burocrazia perché si tratta di articolazioni della Trentino Marketing che potrà così avvicinarsi ai territori, interrompendo così una tendenza accentratrice che dura da tempo. Tm che dovrà ristrutturarsi che tornerà ad essere guidata da un cda e sarà autonoma da Trentino sviluppo. Sulla stagione estiva in corso, ha concluso l’assessore, i numeri, rispetto alle prospettive cupe di marzo, dimostrano che si potranno avere sorprese positive e che, in questi mesi, si è vista, per una percentuale che va dal 50 all’80%, una clientela nuova.

Riforma necessaria, ma non si doveva fare in questo momento

Dalla minoranza è stato detto che le resistenze, come nel caso dell’Apt nuova come quella di Ledro, sono comprensibili anche se il turismo trentino ha bisogno di un cambio di passo qualitativo e ambientale. All’assessore, sempre dai banchi dell’opposizione, è stata riconosciuta la buona volontà al confronto sulla riforma con i territori, ma, è stato ricordato da un consigliere, di fronte a fatti traumatici come la pandemia non si dovrebbero modificare gli assetti perché è come aprire un cantiere sulla spiaggia di Torbole il 14 agosto. Cantiere magari necessario, ma che viene aperto nel momento sbagliato. Sul brand Trentino è stato fatto uno sforzo di promozione, ma che richiede una politica che investa tutti gli ambiti della vita nella nostra provincia. Importantissima, poi la carta del paesaggio e del territorio e qui servono risorse per investire sulla qualità del territorio: riducendo i boschi e aumentare prati e verde. Sul traffico sui passi si devono creare alternative sul modello di quello che è stato fatto, in collaborazione con il comune e Trentino trasporti, in val di Rabbi. Sugli orsi serve attenzione perché questa specie ha assunto un valore simbolico e con questa presenza si deve convivere. La tassa di soggiorno, inoltre, potrebbe diventare un elemento per pensare nuovi strumenti di sviluppo del territorio. E’ stato toccato infine il tema della presenza del capitale pubblico nelle funivie di Pinzolo e Folgarida – Marilleva che permetterebbe di costruire una grande società unica per un’area straordinaria come quella del Brenta.



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