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Da domenica al 29 settembre al Forte di Strino la mostra di Lanaro

lunedì, 15 luglio 2013

Vermiglio – È Federico Lanaro il protagonista della mostra personale ‘Un’aquila non ha bandiera’, ospitata nella cornice di Forte Strino a Vermiglio, nell’alta Val di Sole nei pressi del Passo Tonale. La mostra, che si terrà al Forte Strino dal 21 luglio al 29 settembre con inaugurazione sabato 20 luglio alle 17 al forte Strino e che raccoglie una ventina di opere realizzate appositamente per il luogo, è il proseguo di pluriennale attività espositiva che coinvolge la struttura fortificata contaminando uno spazio forte caratterizzato dalla presenza di cimeli e memorie della guerra con la ricerca contemporanea. Sono i concetti di identità e di doppio da cui Lanaro è partito mettendo a confronto due degli elementi visivi fondanti del forte: la bandiera e la presenza delle aquile.
Lanaro_un aquila non ha bandiera_2013_acrilico su carta_70x50cm

La bandiera incarna la storia stessa della struttura di Forte Strino, essendo esso stesso stato costruito dagli austriaci nella seconda metà dell’Ottocento a baluardo e difesa del territorio dai tentativi di espansione italiana, e sarà ceduto all’Italia dopo la Grande Guerra. Se quel luogo raccoglie in sé gli esiti guerreschi – fortunatamente sorpassati – del concetto di nazione, è nel suo passare di mano, nel cambiare bandiera, che esprime invece la propria caducità, il proprio intimo fallimento (come esprime l’installazione Delay, che mette in scena, con delle lettere specchianti che riflettono il contesto ambientale, il ritardo visivo delle nostre percezioni rispetto all’entità topologica di «Forte Strino»).

Allo stesso modo quell’insieme di pietre e cemento, ora museo, denuncia la storica incapacità di liberarsi da rigidi schemi interpretativi duali che vincolano la nostra lettura del reale, come nella contrapposizione Italia/Austria o paesano/straniero. A tale retorica Lanaro contrappone invece la ludica dialettica dei colori delle bandiere, che diventano pezzi di stoffa tagliati a brandelli e poi ricuciti da un sarto creativo. La logica combinatoria dell’artista trasforma ulteriormente le riprese fotografiche di quel luogo in un mosaico che gioca sulla percezione con la trasparenza degli elementi: non rimane che scavalcare il cadavre exquis di quel luogo, dopo che la storia ne ha spappolato il senso rendendo sterile ogni possibilità di trarne delle immagini.

Emblema di libertà e di visione dall’alto, l’aquila è uno degli animali usati in numerose culture come simbolo di potenza e di aspirazione alla grandezza (aspetto rafforzato dalle ali dispiegate). Frequentemente, unita ad altri colori, è usata nelle bandiere per rappresentare l’identità di una nazione/territorio/popolo. Eppure, come evidenzia il titolo della mostra, un’aquila non ha bandiera: come pretendere quindi di imbrigliare quel rapace dentro le maglie di vessillo? Lanaro decide così di ribaltare il simbolo dell’animale sovrapponendo la silhouette di due aquile che – icasticamente – si incrociano e in parte sovrappongono, tanto sulla tela che in un vero e proprio logo a cui sono state aggiunte le lettere FSW, iniziali di Forte Strino sia in italiano che in tedesco (Werk Strino). Si azzerano così le pretese identitarie del simbolo aquila, assegnandogli il ruolo di elemento doppio da condividere, liberandolo definitivamente dalla prigione di essere bandiera.

Lanaro_IT_A 1_2013_bandiere cucite_70x100cm

In occasione della mostra verrà realizzato un catalogo con immagini delle opere e testi del curatore.
La mostra è a cura di Daniele Capra, ed è organizzata dall’Associazione STORIA E MEMORIA DI VERMIGLIO in collaborazione con lo Studio d’Arte Raffaelli di Trento, il Comune di Vermiglio e la Società “SGS” di Vermiglio, sotto il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, Rapporti Europei e Cooperazione della Provincia di Trento.

Federico Lanaro
Nato a Mori nel 1979 si laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2004. La sua ricerca – in pittura, scultura e fotografia – è caratterizzata sovente dalla interferenza tra uomo ed elemento animale, tra individuo e massa, tra naturale e soprannaturale.

Forte Strino 
Collocato sullo sfondo delle nevi perenni che incorniciano le cime del gruppo Presanella, il forte era parte del sistema difensivo austroungarico posto al confine sud occidentale dell’Impero. Costruita nel 1860-61 ed ampliata nel 1891, la struttura era autosufficiente, essendo dotata di impianto di adduzione idrica, forno per pane, generatore di corrente elettrica e telefono.
Forte Strino offre la più eloquente testimonianza di ciò che fu la guerra bianca, combattuta da eroici schieramenti contrapposti fino alle quote impossibili dei ghiacciai, in quello che fu uno dei tragici teatri dei combattimenti della Prima Guerra Mondiale.


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