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Copertura insufficiente della Cassa integrazione in deroga, richiesta di Confcommercio Trentino

mercoledì, 3 giugno 2020

Trento – Gli effetti del lockdown in Trentino e i risarcimenti insufficienti messi in campo dalle istituzioni. La situazione delle imprese del territorio provinciale, soprattutto di quelle operanti in ambito turistico, è preoccupante: l’operatività delle aziende è, in questa fase 2, molto lontana dai livelli pre-coronavirus.

Marco Fontanari 1Il vicepresidente di Confcommercio Trentino, con delega alle politiche del lavoro, Marco Fontanari lancia l’allarme e pone sul tavolo alcune questioni urgenti sulle quali è necessario intervenire con sollecitudine.

Le aziende – spiega Fontanari – fanno ancora molta fatica. In particolare, il calo dei fatturati obbliga a ridurre la dotazione organica delle strutture. Ma le imprese che avevano chiesto la cassa integrazione in deroga a marzo si troveranno ad aver esaurito le prime 14 settimane entro la prima metà di giugno, quando in realtà la situazione è ancora di emergenza“.

Il Fondo di Solidarietà del Trentino presentava, prima del Covid-19, una disponibilità di risorse di circa 14 milioni e mezzo di euro, esito dei versamenti effettuati nel tempo da datori di lavoro e lavoratori iscritti al Fondo. Roma aveva assegnato al Fondo di Solidarietà circa 8 milioni di euro per la gestione della cassa integrazione in deroga a seguito dell’epidemia. Le risorse disponibili del Fondo di Solidarietà sono state subito impegnate per l’erogazione delle prime domande di assegno ordinario con causale Covid-19, come previsto dal Decreto “Cura Italia”.

Le attuali disposizioni impediscono una copertura continua attraverso la cassa integrazione utilizzando la causale Covid-19, proprio quando le nostre imprese si potrebbero trovare nel pieno di una crisi senza precedenti. Infatti, le aziende che hanno chiesto la cassa integrazione sin da marzo con le disposizioni dell’ultimo decreto si troverebbero ad aver esaurito le prime 14 settimane entro la metà di giugno e sono impossibilitate ad utilizzare le ulteriori 4 settimane prima del 1° settembre. Questo ad eccezione delle imprese del settore turismo, che possono derogare a questo vincolo. Non è tuttavia chiaro se nella definizione di “turismo” si possano considerare anche i pubblici esercizi ed i ristoranti: per questo motivo sollecitiamo un rapido chiarimento. Dobbiamo poter garantire alle imprese di coprire l’intero periodo da giugno ad ottobre con gli ammortizzatori sociali. Le imprese, infatti, non sono ancora a regime e non possono procedere a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (vietati fino al 17 agosto 2020 dal DL 18/2020). C’è bisogno quindi di assicurare alle imprese ed ai loro collaboratori la possibilità di accedere agli ammortizzatori, altrimenti sarà il default sia per gli uni che per gli altri“.



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