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L’economia italiana è uscita dalla recessione

martedì, 30 aprile 2019

Sull’andamento economico dell’Italia ecco il commento di Paolo Mameli, senior economist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

“L’economia italiana è uscita dalla recessione a inizio 2019, mettendo a segno anzi una crescita superiore al previsto. E’ probabile che il trimestre corrente possa essere meno dinamico, ma il minimo del ciclo sembra ormai alle spalle. Buone notizie sono arrivate anche dai dati preliminari sul mercato del lavoro nel mese di marzo. L’inflazione è salita marginalmente ad aprile, ma principalmente su fattori transitori. Il PIL italiano è cresciuto più del previsto nel 1° trimestre, di +0,2% t/t (dopo il -0,1% t/t dei due trimestri precedenti). La variazione annua, dopo 4 trimestri consecutivi di marcato rallentamento, è risalita marginalmente, a +0,1% (dopo lo zero di fine 2018, che rappresentava un minimo dal 2013). Il dettaglio non è ancora noto (sarà diffuso il prossimo 31 maggio), tuttavia Istat ha comunicato che: 1) tutti i principali settori hanno dato un contributo positivo al valore aggiunto (ma sospettiamo che la parte del leone sia stata svolta dall’industria, visto l’incremento marcato fatto registrare nel primo bimestre dell’anno dalla produzione sia nell’industria in senso stretto che nelle costruzioni); 2) la crescita è dovuta agli scambi con l’estero, mentre la domanda interna (al lordo delle scorte) ha dato un contributo negativo (ma riteniamo che ancora una volta a frenare il PIL possano essere stati soprattutto i magazzini, proprio specularmente all’incremento dell’export netto). La crescita “acquisita” per il 2019 risulta pari a 0,1% (in caso di stagnazione in ciascuno dei tre rimanenti trimestri dell’anno), il che suggerisce che si siano decisamente ridotti i rischi al ribasso sul target governativo di crescita di 0,2% quest’anno (che coincide anche con la nostra previsione). Visto che la ripresa di inizio 2019 è dovuta principalmente all’industria, e dato che gli indici di fiducia delle imprese nel settore hanno continuato a calare negli ultimi mesi, è probabile che il trimestre in corso possa essere meno dinamico, proprio per via di un minor apporto dal settore manifatturiero. Tuttavia, il minimo del ciclo sembra essere alle spalle e l’unico rischio all’orizzonte potrebbe essere rappresentato dall’eventualità di un ritorno di tensioni sui mercati finanziari durante la sessione di bilancio autunnale nel caso in cui il budget 2020 non dovesse rassicurare pienamente gli investitori”.



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