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Festa della Fratellanza, un monito forte e l’invito alla pace

lunedì, 21 agosto 2017

“Questa Festa appartiene a tutti coloro che hanno a cuore il ricordo di un evento bellico e con esso un monito forte, l’invito alla pace. Siamo qui perché crediamo che dalla storia si debbano importare nelle nostre coscienze gli insegnamenti più alti. Per fare ciò occorre conoscere la storia, impararla, approfondirla, per avere la capacità di coglierne anche le declinazioni più contraddittorie e complesse.
E le celebrazioni legate all’anniversario sono in questo senso un ottimo atto concreto di educazione storica.

E’ anche per questo che il nostro plauso particolare va oggi a Emilio Serra e Kurt Steiner, che allora seppero guardare lungo, e attraverso l’immaginazione lucida e coraggiosa degli uomini che hanno visione, pensarono quanto oggi andiamo a celebrare. La loro eredità è stata raccolta dalla famiglia Serra, i signori Pina e Achille, che hanno riproposto negli anni l’ intuizione del padre Emilio.

Pensiamo che proprio tra queste montagne, dove i combattimenti furono feroci e dove l’orrore della morte penetrò e lacerò trasversalmente coscienze e corpi di intere Comunità, di famiglie, di donne, di anziani e giovani, debba insistere una sorta di presidio culturale a perenne memoria di un evento che mai dovrà subire anche solo minimi cali di attenzione.

La storia spesso si ripete, e oggi l’Occidente è chiamato a pagare un tributo importante perché non sempre lo ha visto puntuale ed attento alle necessità dei popoli più bisognosi. Troppo spesso la logica economica, di interessi commerciali e finanziari, hanno portato a colonizzare le zone più depresse, proprio quelle dalle quali flussi di disperati continuano oggi a sbarcare sul Continente europeo. Un esempio di come con la storia non si può barare e i conti prima o poi te li presenta.

Oggi a Passo Paradiso diciamo grazie a quanti hanno sacrificato il loro bene massimo, la vita, in una follia di sangue alla quale, in maniera spesso inconsapevole e sempre in forma gratuita, hanno tributato esistenze intere che avrebbero meritato ben altro finale”.

Lorenzo Ossanna, Vicepresidente del Consiglio Regione Trentino Alto Adige


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