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Decreto rilancio, contributi a fondo perduto per soci Coldiretti Bolzano

giovedì, 8 ottobre 2020

Quando:
19 ottobre 2020@18:00–19:00 Europe/Rome Fuso orario
2020-10-19T18:00:00+02:00
2020-10-19T19:00:00+02:00

Tutti gli associati di Coldiretti Bolzano hanno potuto formulare una richiesta di contributo a fondo perduto all’Agenzia delle Entrate destinato a ristorare i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”.

Questo grazie proprio all’intervento di Coldiretti Bolzano che ha assistito le proprie imprese inoltrando le richieste di contributo entro il termine stabilito del 13 agosto 2020.

Il finanziamento è stato istituito attraverso il Decreto Rilancio del maggio 2020 e prevede all’articolo 25 un contributo a fondo perduto, consistente nell’erogazione di una somma di denaro senza obbligo di restituzione, elargito direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

“Come Coldiretti ci siamo attivati immediatamente a sostegno delle nostre aziende -spiega Enzo Bottos, diretttore di Coldiretti Bolzano- permettendo a tutti i nostri soci di inviare la richiesta di contributo prima della scadenza del 13 agosto. Ricordiamo che sull’intero territorio regionale è ancora in vigore lo stato di emergenza dichiarato a seguito degli eventi meteorologici eccezionali di ottobre 2018 (VAIA).

Per cui tutti i titolari di partita residenti in Provincia di Trento e Bolzano potevano beneficiare del contributo a fondo perduto nella misura minima di 1000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per le società senza dover dimostrare di aver avuto un calo di fatturato. Crediamo davvero di aver erogato un ottimo servizio ai nostri soci”.

La riduzione di fatturato, uno dei criteri previsti per accedere al contributo, non è infatti richiesta per tutti coloro che hanno iniziato l’attività il 01/01/19 e per coloro che già versavano in uno stato di emergenza per eventi calamitosi alla data di insorgenza dell’emergenza da Covid-19 ovvero alla data del 31/01/2020.

Il contributo è riconosciuto ai soggetti titolari di partita iva esercenti attività d’impresa, lavoro autonomo e reddito agrario che nel periodo d’imposta precedente a quello non abbiano avuto ricavi superiori a i 5 milioni di euro.



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