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Arco, “Fatica ed entusiasmo”

venerdì, 23 luglio 2021

Quando:
26 luglio 2021@15:35–16:35 Europe/Rome Fuso orario
2021-07-26T15:35:00+02:00
2021-07-26T16:35:00+02:00

Non sono passati inosservati, in questi giorni, i venti ragazzi armati di carta vetrata, pennelli, scope e altri attrezzi, che si stanno prendendo cura dei beni comuni: panchine, parchi, aiuole, piazze, verde, pavimentazioni e strutture varie.

I ragazzi, di età compresa fra 14 e 19 anni, sono divisi in due squadre di dieci: la prima, guidata da Francesca Bagozzi come tutor e da Andrea Mancabelli della Sat come esperto handyman, si è occupata della manutenzione e del ripristino della statua dedicata a Prospero Marchetti nella piazzetta dietro al Casinò, del restauro e della ritinteggiatura delle panchine lungo il viale delle Magnolie e degli arredi urbani al parco del centro giovani Cantiere 26, dove hanno pure ripristinato la pavimentazione sul lato ovest, rovinata dal nubifragio del 13 luglio. La seconda squadra, guidata da Elena Salvadori come tutor e da Enrico Meneghelli e Umberto Cristofari come esperti handymen, hanno restaurato e ritinteggiato alcuni esercizi ginnici lungo il percorso vita a Prabi, dove hanno pulito il sentiero, a Bolognano hanno restaurato ritinteggiato le panchine davanti alla chiesa e le panchine e l’aiuola in piazza della Repubblica, oltre alle panchine intorno al parco giochi in centro ad Arco. Le due squadre sono state seguite da Enrico Tavernini, Nicola Mantovani e Nicola Sbarberi del cantiere comunale.

Sono i partecipanti al progetto «Ci sto? Affare fatica!», che mira a valorizzare con una esperienza di cittadinanza attiva il tempo estivo dei giovani della fascia di età che ha sofferto in modo a volte pesante l’isolamento e l’impoverimento relazionale causato dalla pandemia di covid-19. Un progetto nazionale che per la prima volta arriva in Trentino, organizzato dall’associazione Giovani Arco e sostenuto congiuntamente dai Comuni di Arco, Drena e Dro. I ragazzi, a gruppi di dieci e affiancati da un volontario adulto e da un giovane volontario, svolgono attività concrete di volontariato e cura dei beni comuni. Ai partecipanti è riconosciuto un «buono fatica» (ovvero un buono spesa) del valore di 50 euro, da spendere in una rete di negozi dei tre Comuni che hanno aderito all’iniziativa (grazie anche al tramite di Assocentro, il consorzio degli operatori del centro storico di Arco, e di Confcommercio Alto Garda e Ledro), per spese alimentari, abbigliamento, libri scolastici, sport e tempo libero. Ai tutor è riconosciuto un «buono fatica» di 100 euro. Prima, durante e dopo l’esperienza i ragazzi e gli adulti sono coinvolti nella ripresa e della documentazione dei momenti più significativi, in vista di un evento conclusivo di restituzione alla collettività, al Centro giovani intercomunale Cantiere 26 ad Arco. Le attività sono svolte alla mattina, dalle 8.30 alle 12.30, dal lunedì al venerdì, a pacchetti settimanali: ad Arco dal 19 al 23 luglio, dal 2 al 6 e dal 23 al 27 agosto; a Drena e a Dro dal 26 al 30 luglio (in modo congiunto e su entrambi i territori).

«Siamo davvero contenti di aver portato in Busa questo bellissimo progetto nazionale -dicono Lorena e Sabrina Prati dell’associazione Giovani Arco- che ha avuto un grande successo, non solo per le tantissime iscrizioni in brevissimo tempo, ma soprattutto per l’entusiasmo dei ragazzi, che lavorano sodo, con dedizione e anche con grande capacità ed efficacia. C’è poi il supporto degli assessorati alle politiche giovanili dei tre Comuni, che ci sono davvero vicini, ma più di tutto è bello vedere l’entusiasmo e l’apprezzamento delle persone, che vedono tanti giovani ragazzi al lavoro per la cura di beni comuni. Il progetto prosegue la settimana prossima nei Comuni di Drena e Dro, toccando anche le frazioni di Ceniga e Pietramurata. Mentre ad Arco altre due squadre partiranno il 2 e il 23 agosto».

«Abbiamo sposato fin da subito questo progetto proposto dall’associazione Giovani Arco -spiega Dario Ioppi, assessore alle politiche giovanili di Arco- perché valorizza i nostri ragazzi e li rende responsabili del territorio e dei beni comuni, cioè le cose di tutti, che ogni giorni tutti utilizziamo. Una iniziativa davvero riuscita che vogliamo diventi un appuntamento fisso per i prossimi anni: troppo importante, infatti, il significato che ha per una comunità vedere all’opera i giovani nella cura dei beni comuni. E per i giovani sperimentarsi in un ruolo di responsabilità e di impegno per collettività, comprendendo il valore delle cose di tutti. Un sentito grazie a tutti i tutor e ai volontari che accompagnano i ragazzi, al cantiere comunale per il supporto e agli uffici per il non semplice lavoro amministrativo di organizzazione. Ci saranno ancora due settimane di lavori nel nostro territorio, quindi auguro un buon lavoro anche ai ragazzi, che stanno affrontando una bellissima esperienza e una piccola sfida, con un entusiasmo e una capacità che ci ha sorpresi».



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