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Gli studenti della Val di Non riscoprono l’archeologa Pia Laviosa Zambotti. Il progetto didattico

giovedì, 4 giugno 2015

Fondo – Gli studenti della Val di Non riscoprono l’archeologa Pia Laviosa Zambotti, archeologa, paletnologa, personalità eclettica e poliedrica, autrice di numerose pubblicazioni. Pia Laviosa Zambotti, nata a Fondo, in Val di Non, nel 1898, sarà ricordata nel cinquantesimo anniversario dalla morte, avvenuta a Milano nel 1965, da una serie di iniziative promosse dalla Biblioteca Pia Laviosa Zambotti dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento.

Il primo appuntamento è venerdì 5 giugno, alle 18, a Fondo, nell’Aula Magna dell’Istituto comprensivo con la presentazione del “Progetto didattico Pia Laviosa Zambotti” realizzato dalla classe V della Scuola primaria di Fondo e dalla III C della Scuola secondaria di primo grado. All’incontro interverranno, oltre ai ragazzi protagonisti del progetto, Maura Zini dirigente dell’Istituto Comprensivo, il sindaco di Fondo Daniele Graziadei e Franco Nicolis direttore dell’Ufficio beni archeologici.

 PROGETTO DIDATTICO

Il progetto nasce dalla volontà della Biblioteca Pia Laviosa Zambotti di fare conoscere l’opera di una donna straordinaria, estremamente moderna che ha segnato il suo tempo con passione, impegno e amore per la scienza. A lei è intitolata la biblioteca specialistica dell’Ufficio beni archeologici che alla data odierna conta circa 28.000 volumi e il cui nucleo fondante è appunto costituito dalla biblioteca appartenuta alla studiosa. Il fondo, acquistato dalla Provincia autonoma di Trento nel 1977, è composto da un corpus di circa 2.500 volumi e da un archivio che copre un arco temporale dagli anni ’30 agli anni ’60. Da questi documenti storici è nato il progetto sviluppato dagli alunni dell’Istituto comprensivo di Fondo con le insegnanti Rosanna Bertagnolli, Claudia Contu, Mariangela Frasnelli e Mariagrazia Leonardelli, in collaborazione con la responsabile della biblioteca Maria Grazia Depetris e le archeologhe dei Servizi Educativi Maria Raffaella Caviglioli, Luisa Moser ed Elia Forte.

Obiettivo del progetto è stato portare i ragazzi a condividere con le comunità di Fondo e della Val di Non l’eredità culturale della loro concittadina e stimolare nell’ambiente scientifico una storicizzazione della figura e del ruolo della Zambotti nell’ambito della preistoria italiana e europea. I ragazzi hanno toccato con mano i testi sui quali l’archeologa si formò e studiò nel corso della sua vita professionale e hanno preso visione di documenti dell’archivio custodito in biblioteca. Il progetto è divenuto dunque occasione di promozione e aggregazione culturale, capace di intersecare saperi e linguaggi diversi. Le insegnanti hanno quindi ampliato e sviluppato il percorso in modo interdisciplinare trattandolo in varie materie, dalla storia alla storia dell’arte, alla religione, alla letteratura, consentendo in tal modo ai ragazzi di esprimere i loro talenti, propensioni, passioni. Grazie agli studenti è stata coinvolta la popolazione di Fondo, in particolare le persone più anziane che conobbero Pia Laviosa Zambotti e che quindi hanno fornito testimonianze dirette.

Il progetto che coinvolge, oltre alla scuola, il Comune e la biblioteca di Fondo, l’Associazione G.B. Lampi e l’Azienda per il turismo della Val di Non, è realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto ed è volto a favorire il ruolo delle biblioteche come centri di aggregazione culturale per le comunità trentine. Sono previste attività didattiche, divulgative e scientifiche che proseguiranno nel corso dell’estate con un ciclo di incontri, a Fondo e al Museo Retico di Sanzeno, dedicati ai molteplici aspetti legati alla studiosa. In autunno è inoltre in programma una giornata di studio per storicizzare l’opera di Pia Laviosa Zambotti nel contesto della preistoria italiana ed europea.

CHI ERA PIA LAVIOSA ZAMBOTTI

Nata a Fondo nel 1898 e morta a Milano nel 1965, Pia Laviosa Zambotti fu una figura di rilievo nell’ambito della ricerca preistorica in Italia e in Europa. Fu libera docente in Paletnologia all’Università di Milano dal 1939 al 1965 e insignita del premio della Classe di scienze morali, storiche e filologiche dell’Accademia nazionale dei Lincei nel 1955. Ebbe rapporti con le massime personalità scientifiche e politiche del suo tempo, nonché con protagonisti della vita pubblica di quegli anni, sia in Italia che in ambito internazionale, come risulta dalla ricca documentazione conservata presso la biblioteca dell’Ufficio beni archeologici della Provincia di Trento a lei intitolata. Personalità eclettica e poliedrica, è autrice di numerosi scritti e pubblicazioni.


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