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Truffa telefonica e rapina a mano armata, operazioni della Polizia di Brescia

mercoledì, 15 luglio 2020

Brescia – Fermato un indiziato di delitto: la Polizia di Brescia individua un 56enne accusato di rapina a mano armata. Nei giorni scorsi gli agenti della Squadra Volante sono intervenuti nella zona di via Milano a seguito di una segnalazione pervenuta tramite 112 NUE avente ad oggetto la consumazione di una rapina a mano armata ai danni di una donna italiana.

polizia bresciaGiunti rapidamente sul posto gli agenti hanno acquisito le dichiarazioni della donna, sincerandosi del suo stato di salute. La stessa ha riferito di essere stata rapinata mentre posteggiava la propria autovettura da un soggetto che ha aperto la portiera, dapprima intimandole sotto minaccia di un coltello da cucina di consegnargli la borsa, successivamente, anche alla luce della resistenza opposta dalla donna, sferrandole un pugno sul petto al fine di sottrarre la borsa ed impossessarsene.

Realizzato l’intento criminoso con la sottrazione e l’impossessamento della borsa, l’uomo benché inseguito dalla parte offesa e da alcuni passanti che hanno assistito alla scena è riuscito, dandosi a precipitosa fuga, a dileguarsi facendo perdere le sue tracce.

Il rapido intervento degli agenti della Squadra Volante ha consentito, tuttavia, di ricostruire in brevissimo tempo i fatti accaduti e di dare avvio alle ricerche in zona del fuggitivo, acquisendo le testimonianze delle persone che hanno potuto riferire circostanze utili alle indagini.

L’uomo è stato così bloccato dagli agenti una volta individuata l’abitazione in cui era riuscito a nascondersi per sfuggire all’arresto.

Riconosciuto dalla vittima e da un testimone quale autore della rapina aggravata compiuta poco prima è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto in ragione dei gravi indizi di colpevolezza a suo carico e dell’imminente pericolo di fuga.

A suo carico sono emersi numerosi precedenti di polizia anche specifici. All’esito dell’udienza di convalida dinanzi al G.i.p. di Brescia il fermo di indiziato di delitto è stato convalidato e, avuto riguardo alle modalità particolarmente efferate del delitto, a suo carico è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere in attesa del giudizio.

Truffa telefonica per vendere false riviste

Una telefonata alla Questura ha aiutato, ieri pomeriggio, la titolare di un esercizio commerciale cittadino a sventare un tentativo di truffa. Un soggetto ha contattato la signora dicendo di essere un appartenente alla Polizia di Stato e che era incaricato di distribuire dei manuali inerenti la sicurezza.

Lo scopo, ovviamente, è quello di ottenere indebite somme di denaro in cambio di un manuali inesistenti. Il fantomatico poliziotto ha chiesto alla donna un compenso da pagare al momento della consegna di questi manuali ma la signora, insospettitasi per l’insolita richiesta, ha immediatamente risposto che avrebbe telefonato alla Questura per chiedere ulteriori informazioni. Il truffatore allora, capito che la truffa non sarebbe andata in porto, ha chiuso repentinamente la telefonata.

In questa tipologia di truffa l’incaricato chiede al commerciante se vuole acquistare un periodico della Polizia attraverso la sottoscrizione di un abbonamento o propone l’acquisto di libri o altri beni.

Gli appartenenti al corpo della Polizia di Stato non propongono, né telefonicamente né di persona, l’acquisto di abbonamenti, non vendono beni e non chiedono denaro ai cittadini. Se un sedicente appartenente ad un corpo di Polizia dovesse chiedere denaro o provasse a vendere qualsiasi cosa, non bisogna mai acconsentire a queste proposte e contattare immediatamente il 112 (numero unico emergenze) o la Questura attraverso la pagina Facebook.

Tali informazioni è bene che siano condivise il più possibile tra familiari, amici e conoscenti per rendere sempre più difficile l’azione dei truffatori e più efficace quella dei poliziotti



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