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Torbole, da Udine restituiti documenti storici/artistici dopo l’operazione del nucleo TPC carabinieri

sabato, 12 ottobre 2019

Torbole – Nei giorni scorsi, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Udine, la cui competenza territoriale dall’aprile del 2016 si estende anche sulla Regione Trentino Alto Adige, hanno restituito all’Ufficio Beni Archivistici, Librari e Archivio Provinciale, documenti cartacei di natura storico/artistica afferenti in misura prevalente il Comune di Nago Torbole. docuIl rinvenimento del materiale archivistico – che consta di 12 documenti manoscritti comprensivi di mappe catastali acquerellate risalenti ad un periodo compreso tra il XVII ed il XVIII secolo – si è concretizzato nel marzo del 2018 a seguito di un’indagine scaturita dal monitoraggio delle piattaforme commerciali di vendita on-line di beni culturali. I militari dello speciale Reparto dell’Arma impegnato nel contrasto dei reati commessi in danno del patrimonio culturale avevano, infatti, notato l’inserzione posta su Subito.it da parte di un anonimo privato inerente la vendita dei summenzionati beni che apparivano di tipo archivistico e di natura pubblica, condizioni tali da farli pienamente rientrare tra quelli tutelati dal Codice del Beni Culturali e del Paesaggio.

Una prima valutazione tecnica rilasciata da esperti del settore sul materiale posto in vendita aveva restituito parere positivo in ordine all’originalità ed alla culturalità dello stesso consentendo ai Carabinieri del Nucleo TPC di richiedere alla Procura della Repubblica di Rovereto, territorialmente competente, l’emissione di un decreto di sequestro dei beni culturali in argomento nei confronti di una persona residente in quel comune, nel frattempo identificata e deferita all’Autorità Giudiziaria per i reati di “impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato” e “ricettazione”.

Il provvedimento veniva tempestivamente eseguito anche per evitare eventuali dispersioni dei beni successive ad una potenziale vendita delle stampe: l’inserzionista roveretano, classe 1962, consegnava quanto richiesto dai militari dichiarandosi inconsapevole del valore culturale dei beni dallo stesso posti in commercio. La presunta buona fede veniva ulteriormente confermata dalla consegna spontanea di ulteriori 4 documenti datati 1799 e 1848 di derivazione ecclesiastica e pubblica, relativi al territorio di Trento e quello di Rivolta di Gera d’Adda, area ricompresa tra le province di Milano, Bergamo e Cremona, tutti espertizzati come autentici e di interesse storico, artistico e culturale dagli specialisti dell’Ufficio Beni Culturali della PAT a seguito di esame de visu.

Successivi accertamenti consentivano di determinare la provenienza dei beni sequestrati che derivavano da un lascito ereditario e che risultavano nella disponibilità dell’asse familiare dell’indagato da generazioni.

Al termine del procedimento, che è stato archiviato, non essendo possibile risalire alle modalità con le quali tali documenti erano andati dispersi, il Tribunale di Rovereto ne disponeva la confisca e l’assegnazione “in forma unitaria” all’Ufficio Beni Archivistici, Librari e Archivio Provinciale della Provincia Autonoma di Trento, anche a seguito del parere favorevole nel senso espresso sia dalla dall’Archivio di Stato di Trento sia dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia.

L’evento evidenzia, ancora una volta, come il costante monitoraggio del mercato antiquariale on-line, nonché la perseveranza dimostrata dai militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Udine consenta, anche a distanza di anni, il ritorno di importante documentazione in prevalenza fondante la memoria storica del territorio trentino, del Comune di Nago Torbole e della sua comunità che può oggi riappropriarsi, per il tramite dell’Ufficio Beni Culturali provinciale, del prezioso materiale archivistico dall’elevato valore artistico e culturale.



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