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Operazione Telepass: sfruttamento della prostituzione, arrestata nel Bresciano il capo dell’organizzazione

giovedì, 4 giugno 2020

Brescia – Sgominata dai carabinieri organizzazione criminale di matrice albanese con compiacenze romene e italiane dedita allo sfruttamento della prostituzione ed al traffico di droga. L’operazione “Telepass” così è stata appositamente denominata l’indagine condotta sotto il coordinamento della Procura di Reggio Emilia, dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di  Castelnovo Monti, in quanto il capo dell’organizzazione, una donna albanese, negli spostamenti  dalla provincia di Brescia dove vive a quella reggiana dove sfruttava la prostituzione di giovani connazionali, allorquando giungeva al casello autostradale era solita posizionarsi dietro mezzi muniti di telepass in modo da accodarsi e passare senza pagare il pedaggio.

112 carabinieri largeUna complessa ed articolata attività investigativa quella avviata sin dal 2016 dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Castelnovo Monti nei confronti di un sodalizio criminale di matrice albanese con compiacenze rumene e italiane che ha consentito di ricostruire l’illecita attività di sfruttamento della prostituzione praticata da numerose albanesi in provincia di Reggio Emilia ed accertare anche a carico di alcuni degli indagati una parallela e altrettanta proficua illecita attività correlata al traffico di sostanze stupefacenti.

Il Pm Giulia Stignani, concordando con le risultanze investigative dei carabinieri, supportate da attività tecniche di intercettazione e da numerosi servizi  di osservazione, controllo e pedinamento, ha richiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale di Reggio Emilia una misura misure cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di nove indagati.

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere (art. 416 C.P.) finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione e, in concorso tra loro e nell’unità del disegno criminoso, di una serie di singoli reati della stessa indole (artt. 3 e 4 L. n. 75/1958, c.d. “Merlin”) pluriaggravati dalla commissione verso una pluralità di soggetti e talvolta verso congiunti, nonché di innumerevoli reati concernenti lo spaccio e la cessione di sostanze  stupefacenti (art. 73 c.1 D.P.R. n. 309/90), perpetrati nell’ambito delle attività di gestione e controllo  del meretricio nella città di Reggio Emilia, in favore di prostitute e clienti.

Alle prime ore dell’altra mattina tra la Lombardia e l’Emilia Romagna i militari della Compagnia di Castelnovo ne’ Monti (RE) con il supporto di quelli della Compagnia di Brescia (Brescia) hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misure cautelari in questione rintracciando tra le province di Brescia e quella di Reggio Emilia 4 dei 9 indagati che sono stati tratti in arresto. Tra loro il capo dell’organizzazione ovvero la 35enne albanese Liljana Shoshari, residente a Rezzato (Brescia) finita in carcere e l’autista delle lucciole che si preoccupava di accompagnare le meretrici sul posto di lavoro  (dietro compenso in danaro o natura attraverso prestazione sessuale) Ludovico Ratta, 61enne calabrese d’origine residente a Reggio Emilia finito ai domiciliari.



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