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Omicidio gambiano, la ricostruzione e il fermo di un senegalese a Bolzano

giovedì, 24 settembre 2020

Bolzano – Nell’ambito delle indagini in merito alla morte del cittadino gambiano Lamin Saidy, il cui cadavere è stato rinvenuto all’interno di un parcheggio sotterraneo di via Alto Adige venerdì scorso, il personale della Squadra Mobile ha dato esecuzione a un provvedimento di fermo emesso dalla locale Procura della Repubblica nei confronti di un cittadino senegalese di 26 anni, M.P., pluripregiudicato, gravemente indiziato del reato di rapina aggravata nei confronti di un cittadino ivoriano, regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato.

Le attività svolte hanno consentito di accertare come, nella notte tra giovedì e venerdì, il deceduto ed il senegalese avessero compiuto una rapina, in via Perathoner, in danno di un giovane ivoriano al quale, sotto la minaccia di un coltello, avevano sottratto due telefoni cellulari.

Nelle fasi concitate della rapina e della successiva fuga, come evidenziato dalle immagini tratte dagli impianti di videosorveglianza della zona, i due autori si introducevano, calandosi dalla parte sommitale scoperta, nel cavedio del parcheggio sotterraneo di via Alto Adige, dove è stato ritrovato il cadavere di Saidy. Stando agli elementi raccolti, il ragazzo sarebbe precipitato nel vuoto, perdendo la vita a causa delle gravi lesioni interne riportate nella caduta.

Grazie anche a varie testimonianze acquisite, si è giunti ad individuare il luogo dove aveva trovato rifugio il M.P., ove venivano rinvenuti e sequestrati anche i vestiti dallo stesso indossati quella notte. Il G.I.P. ha proceduto alla convalida del fermo, disponendo, a seguire, la misura della custodia cautelare in carcere a carico del cittadino senegalese.

L’attività investigativa prosegue anche per determinare se nella condotta del fermato siano ravvisabili responsabilità per omissione di soccorso o altri reati.



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