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Omicidio Baio a Nave, il Gup di Brescia: “L’amante ha risolto la soluzione uccidendola”

martedì, 26 maggio 2020

Brescia – Depositate le motivazioni della sentenza di condanna a 16 anni di Fabrizio Pasini (nella foto) per l’omicidio dell’amante Manuela Bailo. Il giudice delle udienze del tribunale di Brescia, Riccardo Moreschi, ha motivato in 134 pagine la sentenza sul delitto del 28 agosto 2018. Secondo il Gup Moreschi “l’omicidio trova una spiegazione nell’incapacità di Pasini di risolvere la situazione in cui è venuto a trovarsi quella sera e non avendo la forza di affrontarla non ha trovato altra soluzione che uccidere la ragazza”.

tribunale BresciaFabrizio Pasini ha ucciso Manuela Bailo, 35enne di Nave (Brescia), poi l’aveva abbandonata nelle campagne cremonesi, quindi era andato in vacanza in Sardegna con la famiglia. Al rientro è stato interrogato ed ha confessato il delitto della sua amante. Secondo il giudice “la donna è stata colpita alla testa, stordita e poco dopo sgozzata con uno strumento da taglio mediante almeno un duplice passaggio di lama”, mentre la versione di Fabrizio Pasini “l’ho spinta dalle scale, è caduta e ha picchiato la testa” non è stata ritenuta credibile dal Gup.

Lo scorso 28 febbraio è stato condannato a 16 anni (l’accusa aveva chiesto la condanna a 30 anni), oltre al risarcimento di genitori, sorella e fratello di Manuela Bailo e la Uil, sindacato per il quale vittima e assassino lavoravano.



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