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Cambia la toponomastica a Campiglio e Pinzolo

venerdì, 29 novembre 2013

Pinzolo – La Giunta comunale ha deciso di rivedere la toponomastica e la numerazione di alcune vie della tre frazioni Pinzolo, Madonna di Campiglio e Mavignola. Il sindaco William Bonomi e la sua Giunta hanno deciso di modificare le vie e nella delibera si spiega che “la scelta dei nomi da attribuire alle strade, debba ricadere principalmente su nomi di persone che si siano distinte in campo civile, professionale, storico o artistico di cui si intende onorare e perpetrarne la memoria”. L’esecutivo di Pinzolo, per quanto riguarda Madonna di Campiglio  ha ritenuto opportuno ricordare nelle nuove denominazioni, i personaggi illustri che per primi hanno contribuito alla nascita della Campiglio turistica.

I CAMBIAMENTI

 MADONNA DI CAMPIGLIOMadonna Campiglio3
stradina di collegamento fra via Dolomiti di Brenta e via Castelletto Inferiore:
“via Bruno e Nella Detassis”
stradina di collegamento tra via Monte Spinale e via Fevri (funivia Spinale):
“via Franz Joseph Oesterreicher”
stradina di collegamento tra via Monte Spinale e via Dolomiti di Brenta – scuole elementari: “via Arciduca Alberto”
piazzetta posta sopra il parcheggio Spinale, davanti al Palacampiglio:
“piazzetta principessa Valeria”

PINZOLO
Via Miliani assumerà la denominazione “via Alcide De Gasperi”
• MADONNA DI CAMPIGLIO
Via Campanil Basso assumerà la denominazione “Via Fra Raimondo”

 

CENNI STORICI SULLE PERSONALITA’ A CUI IL COMUNE DI PINZOLO INTITOLA LE STRADE:

Bruno Detassis (Trento, 24 giugno 1910 – Madonna di Campiglio, 8 maggio 2008) è stato un alpinista. Autore di oltre 200 vie nuove, guida, gestore del rifugio Brentei per decenni, il suo nome è legato soprattutto alle Dolomiti di Brenta. Nato da famiglia operaia, giovanissimo lavora come apprendista e frequenta le scuole serali. A 16 anni sale la via normale della Paganella da capocordata e a 18 anni scala per la prima volta il Campanile Basso. Sceglie di dedicarsi completamente alla montagna: nel 1935 supera gli esami di guida alpina e maestro di sci un anno dopo. Diventa istruttore di alpinismo presso la Scuola Militare Alpina di Aosta. A Sestrière è maestro di sci di membri di Casa Savoia e della famiglia Agnelli e lì conosce Nella Cristian, triestina, la prima maestra di sci italiana: si sposano nel 1939 e si trasferiscono a Madonna di Campiglio. Nel 1943 Detassis, in servizio militare a Merano, viene fatto prigioniero dai tedeschi e deportato in Germania nel lager di Oerbke, dal quale lo liberano gli americani nell’aprile del 1945. Torna nel Brenta. Dopo un’esperienza al rifugio XII Apostoli, nel 1949 gli viene affidato in gestione il rifugio Brentei: lo gestirà per decenni, con la moglie Nella Cristian e poi con i figli Ialla e Claudio, conquistandosi per la sua competenza e la sua sempre attenta presenza l’appellativo di Custode del Brenta. Bruno Detassis è morto l’8 maggio 2008 a Madonna di Campiglio, all’età di 97 anni. L’importanza e il carisma di Bruno Detassis nel panorama alpinistico italiano del ’900 dipendono dal prestigioso curriculum alpinistico, ma anche dalla sua profonda umanità. Detassis non ha mai utilizzato i toni e gli atteggiamenti eroici, peraltro assai diffusi negli anni delle sue principali realizzazioni. Ha anzi sempre dato mostra di misura, di buon senso, di rispetto per la montagna, per le persone e per la vita. Dal punto di vista alpinistico ha privilegiato l’eleganza delle linee di salita, la sicurezza e lo stile di arrampicata piuttosto che l’ideale dell’impresa, del rischio, della difficoltà fine a sé stessa. Nel 1957, partendo per il Cerro Torre come capo della spedizione trentina, si impegnò a “Far tut quel che podem!” per poi prender atto sul posto della difficoltà dell’impresa e decretare: “Il Torre è una montagna impossibile, ed io non voglio mettere a repentaglio la vita di nessuno. Pertanto, nella mia qualità di capo spedizione, vi proibisco di attaccare il Torre”

Fra Raimondo

I primi documenti scritti che citano Madonna di Campiglio ne fanno risalire la fondazione all’anno 1190; a quel tempo tal Raimondo, in espiazione dei suoi peccati, decise di fondare un monastero-ospizio rivolto all’assistenza del viandante. Il monastero-ospizio crebbe in fretta; a capo vi era un priore sacerdote (tra gli altri, il priore Lombardo nel 1234, Federico nel 1292, Bartolomeo nel 1315 …). All’apice della sua parabola storica, attorno al 1450, arrivò a contare 20 monaci e 5 suore.

Franz Joseph Oesterreicher

Con la morte di Giovanni Battista Righi si era conclusa la prima parte della storia moderna di Madonna di Campiglio. I suoi eredi (la moglie e i quattro figli), per fare fronte ai tanti debiti accumulati, ben presto (anno 1885) furono costretti a vendere gran parte dei beni acquistati dal padre. L’acquirente lo scelsero bene: con il nuovo proprietario, Franz Josef Oesterreicher, per Campiglio iniziò una vera età d’oro, all’insegna di una nuova imprenditoria in grado di aprire il paese a mercati prestigiosi e importanti. Franz Josef Oesterreicher fu accompagnato per tutta la sua vita da una voce popolare: quella di essere nientemeno che il figlio illegittimo dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe d’Asburgo, che aveva favorito l’acquisto di Campiglio per “sistemare” il figlio in un bel luogo, ma lontano dalle malignità della corte viennese. Anche questa solo una leggenda? Può darsi. Ma nel 1894, dopo due visite della celeberrima Sissi, direttamente da Vienna, a Campiglio (evento più unico che raro), arriverà addirittura lo stesso imperatore. Comunque sia, fino alla Grande Guerra, Madonna di Campiglio vivrà una vera età magica, diventando luogo di soggiorno prediletto degli Asburgo e dell’alta borghesia austroungarica. Lo Stabilimento Alpino di Righi diventò, con l’Oesterreicher, quel Grand Hotel Des Alpes destinato ad ospitare tanti illustri ospiti; altri alberghi storici del paese nacquero nello stesso periodo, fondati da imprenditori austriaci o tedeschi. Il signor Leopold Neumann, boemo trasferitosi ad Arco, fonderà nel 1906 quell’hotel Neumann oggi diventato Savoia; dietro il Des Alpes, sul finire dell’800 Josef Rainalter fonderà la sua “Deutscher Gasthof” che negli anni diventerà il secondo più grande albergo di Campiglio, prima di essere trasformato una trentina d’anni or sono nell’omonimo Centro abitativo e commerciale. Nello stesso periodo nasce la “Edwig Alpenhaus” del dott. Max Kuntze, consigliere imperiale, primo garnì del paese. Sempre Franz Josef Oesterreicher, nel 1908, fonderà il “Carlo Magno Hotel”, oggi Hotel Golf, anche questo (come già il Des Alpes) dipinto con il tipico colore giallo-oro detto “di Maria Teresa”, usato per la residenza viennese di Schonbrunn. In centro alla piccola conca resisteva, solitario simbolo di italianità, l’albergo “Dante Alighieri” (nome dalla chiara ispirazione), ultimo edificio rimasto agli eredi del Righi.

Alberto Federico Rodolfo Domenico d’Asburgo-Teschen (Vienna, 3 agosto 1817 – Arco, 2 febbraio 1895) è stato un generale austriaco. Noto anche come l’Arciduca Alberto, principe imperiale, Arciduca d’Austria, Principe reale di Ungheria e Boemia, Duca di Teschen, fu generale dell’esercito austriaco che sconfisse il regio esercito alla battaglia di Custoza.

 Arciduchessa Maria Valeria d’Austria (Buda, 22 aprile 1868 – Wallsee-Sindelburg, 6 settembre 1924) era l’ultima dei figli di Francesco Giuseppe d’Asburgo-Lorena, Imperatore d’Austria e Re d’Ungheria, e della sua consorte Elisabetta di Baviera “Sissi”. I nomi che le furono imposti sono Maria Valeria Matilde Amalia ma in famiglia era chiamata Valerie.


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