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Valle di Cembra: approvata la mozione di Claudio Cia sulla candidatura Unesco

giovedì, 10 ottobre 2019

Cembra – Valle di Cembra: approvata la mozione di Claudio Cia (Agire) per verificare le condizioni per l’attivazione del percorso di candidatura UNESCO.

E’ stata approvata la proposta mozione del consigliere provinciale Claudio Cia (Agire per il Trentino) volta a dare corso ad una valutazione preliminare per verificare le condizioni per l’attivazione di un percorso di candidatura della Valle di Cembra per la sua iscrizione nella lista dei siti che costituiscono il Patrimonio dell’Umanità UNESCO o nei Programmi UNESCO. Non hanno partecipato al voto Rossi e Dallapiccola (PATT), astenuti i consiglieri di PD e Futura.

Già nella scorsa legislatura Cia aveva provato a far includere la valle nella lista dei beni patrimonio dell’umanità, tuttavia la maggioranza di centrosinistra l’aveva dichiarata, per voce dell’allora Assessore Mauro Gilmozzi, “non abbastanza unica”.

Quest’anno il consigliere Cia è tornato alla carica con una proposta più completa che richiama: le piramidi di Segonzano (ricordando che la petizione da lui lanciata nel 2015 su Change.org ha raccolto oltre mille firma in poche ore), i 708 chilometri di muretti a secco e uno dei paesaggi viticoli più fortemente identitari e riconoscibili d’Italia, le numerose Chiese antiche, la storia di questa Valle che è la culla della viti-enologia trentina, che mostra – tramite l’Urbario di Cembra e Lisignago del 1288 d.C. – le “prime e più antiche forme di libertà aziendale e personale dell’Europa Medievale”, che è stata meta di artisti come Albrecht Dürer e Joanna von Isser Grossrubatscher e teatro di invasioni napoleoniche, le molte tradizioni e feste (Cia richiama la Canta dei mesi, il “Trato marzo”, i riti dei coscritti e il Palio Raglio).

“Sono contento – commenta il consigliere di AGIRE – che il Consiglio abbia compreso l’importanza che riveste l’attivazione di questo iter per il rilancio della Valle di Cembra. E’ da notare che da secoli i cembrani vivono, amano, dissodano e lavorano la terra con grandi sforzi sviluppando modelli di gestione del paesaggio, di cooperazione e di autogoverno. Credo che un tale riconoscimento possa essere a portata di mano, anche alla luce del recente inserimento delle colline del Prosecco tra i beni dell’umanità”.



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