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Tutti i vincitori del Sestriere Film Festival 2020

sabato, 8 agosto 2020

Sestriere – Il Sestriere Film Festival, giunto alla sua decima edizione, si è concluso assegnando i consueti premi: di seguito tutti i vincitori della rassegna 2020.

sestriere filmFilm vincitore
Death Zone – Nanga Parbat | Vitaly Lazo

La giuria ritrova con piacere in quest’opera molti elementi classici dei film sulle spedizioni extraeuropee con in più la suspence causata dalla discesa notturna in sci dalla vetta del Nanga Parbat, uno dei 14 Ottomila più impegnativi. L’emozionante avventura vede protagonisti Carlo Alberto Cimenti, detto Cala, con due alpinisti russi, e documenta un episodio di alto valore sportivo.

Premio della Giuria
Reinhold Messner. Il mio Sudtirolo | Markus Augè

Di Reinhold Messner si è detto tutto o quasi tutto, eppure questo film ha il pregio di raccontare, oltre alle sue origini, al suo paese, alla famiglia, alle sue prime scalate in Dolomiti e ai suoi musei, l’incontro con Peter Habeler, storico compagno della scalata all’Everest senza ossigeno, avvenuto al museo di Monte Rite. È un momento di grande umanità dove il Re degli Ottomila afferma che ognuno deve dare un senso alla vita: parole importanti di Messner.

Menzione Speciale
Felicitè | Antoine Frioux

Negli scenari superbi del Monte Bianco, l’impresa sportiva di tre sciatori estremi diventa esperienza intima e interiore, nella quale la montagna assume un ruolo doppio e ambivalente: maestosità e nello stesso tempo monito dei limiti umani. I tre sciatori ne sono consapevoli e rispettando le regole che essa impone, trovano quello che cercano: gioia, contentezza, felicità. La Felicité del titolo.

Fotografia Vincitrice
Mi sono perso | Ennio Vanzan

La nivea veduta sembra riuscire a lenire e gratificare le fatiche dell’uomo, qui intento a mirarla, sul limitare della zona d’ombra che da metafora si fa vita. Egli ci rammenta infatti, potendo nel silenzio godere di quella luce, che ogni singolo passo in avanti è tanto più importante quanto più allontana dalla stasi, innerva di rinnovate energie la crescita, l’esplorazione, la scoperta ed infine la trasmutazione; pone dinnanzi a respiri sempre più ampli ed estatici. Uno scatto quindi che, partendo dal cuore, sviscera una bellezza che annulla le parole, donata dalla natura a chi abbia la sensibilità, la volontà e la tempra per conquistare queste vette dell’anima.



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