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Trento: sì della V Commissione ai finanziamenti per l’Università fino al 2022

giovedì, 10 settembre 2020

Trento – Sì della V Commissione all’atto di indirizzo e ai finanziamenti per l’Università di Trento fino al 2022. Audizioni favorevoli al ddl 56 per sostenere il settore dello spettacolo, ma anche l’assessore presenterà una proposta

La Quinta Commissione ha dato il via libera del Consiglio alla delibera della Giunta sull’atto di indirizzo 2020-2022 per l’Università di Trento, ha poi concluso le audizioni sul disegno di legge 56 a sostegno del settore degli spettacoli dal vivo, particolarmente penalizzato dal lockdown, con pareri tutti favorevoli e l’annuncio dell’assessore che anche la Giunta presenterà un testo in materia, e ha infine preso atto delle richieste di maggioranza e minoranza di perfezionare la relazione conclusiva sulla petizione popolare presentata per il rientro a scuola in rapporto all’emergenza Covid19.

Via libera all’atto di indirizzo e ai finanziamenti per l’Università

L’organismo si è espresso a favore della delibera proposta dalla Giunta relativa all’approvazione dell’atto di indirizzo per l’Università e la ricerca 2020-2022 come prevedono le norme che dal 2011 disciplinano le delega alla Provincia delle competenze sull’ateneo trentino e sull’Alta formazione musicale e artistica. Il parere positivo è stato sancito con 5 sì, 2 dei quali di consiglieri di minoranza, e il voto di astensione di un consigliere dell’opposizione. Sull’atto di indirizzo triennale, l’assessore di merito ha evidenziato la maggiore novità recente, costituita dall’avvio a Trento del corso di laurea in medicina e chirurgia in collaborazione con l’ateneo di Verona. Ha poi ricordato la quota base delle risorse che sarà pari a 111 milioni di euro l’anno fino al 2022 e gli interventi di ristrutturazione e manutenzioni delle sedi universitarie, ritenuti necessari per gli edifici e le aule. E ha infine segnalato l’importante ampliamento dei posti letto negli studentati universitari sia a Trento che a Rovereto.
Quanto alle risorse finanziarie, il costo del nuovo costo di laurea sarà a regime di 6.220.000 euro sulla base di un accordo tra la Provincia e l’Università che,a ha precisato l’assessore, nel primo trienni sosterrà i maggiori oneri (4.820.000 euro). Gli investimenti complessivamente previsti dalla Provincia per l’Università di Trento fino al 2023 tra è pari a 30.415.675 euro che, sommati ai 308.032.896 del consuntivo 2004-2019, portano il totale a 338.448.571 di euro.

La discussione con i consiglieri
Un consigliere di minoranza ha osservato che la carenza di medici riguarda in particolare alcune specializzazioni la cui formazione richiede una decina d’anni. I pensionamenti che la Pat prevede di fronteggiare interesseranno invece i prossimi 5-7 anni. Il problema è anche di incentivare i nuovi medici che otterranno la laurea a Trento perché rimangano a lavorare nella nostra provincia. Sull’università una consigliera ha chiesto anche se per le cattedre vi è un consolidamento e ha giudicato modesta la quota premiale. Infine ha posto una domanda sui posti letto per gli studenti previsti a Trento e a Rovereto. L’assessore ha risposto che per Trento è in programma un ampliamento dell’area di Sambapolis con una costruzione su un terreno adiacente. Quanto ai medici ha sottolineato che il progetto del corso università a Trento è a lungo termine e che sarà l’assessore alla sanità a dover pensare a come trattenere i neolaureati nella nostra provincia. Certo, non sarà possibile obbligare i medici che usciranno dalla nostra università a rimanere in Trentino. Per il consolidamento delle cattedre l’atto di indirizzo fino al 2021 garantisce la copertura delle risorse necessarie attraverso i residui disponibili nel bilancio provinciale.

Audizioni tutte favorevoli del ddl 56 a sostegno del settore degli spettacoli dal vivo

La Commissione ha poi ascoltato vari soggetti invitati a pronunciarsi sul disegno di legge 56 “Sostegno straordinario alle attività culturali in provincia di Trento in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19″ proposto da un gruppo consiliare di minoranza (le misure più significative previste nel provvedimento, i cui effetti avrebbero valenza temporanea valendo fino al 31 dicembre 2021, sono la creazione di un fondo straordinario per lo spettacolo, la sospensione delle imposte regionali sulla cultura nel 2020 e – per reperire gli spazi necessari alle attività culturali dal vivo – l’utilizzo delle biblioteche comunali).

L’Unione Interregionale Triveneta Agis ha giudicato positivamente il ddl e aggiunto che interventi come quelli adottati nell’assestamento di bilancio della Provincia sono propedeutici per una rivisitazione delle disposizioni anche nazionali che interessano il comparto culturale dello spettacolo. Servono infatti interventi strutturali e soprattutto il riconoscimento politico e legislativo che questo settore è un comparto importante anche per l’economia producendo beni di consumo.

L’associazione culturale Trento Spettacoli che rappresenta le compagnie di produzione private – attori, drammaturghi, tecnici, maestranze, ecc. – considera “buone e da far diventare strutturali, quindi a lungo termine”, e non solo temporanee, le misure previste nel ddl e dalla Provincia a sostegno del settore. Secondo l’associazione anche il Centro Servizi Culturali Santa Chiara dovrebbe diventare un volano a servizio di tutti i soggetti anche privati attivi in questo settore. Centrale per l’associazione è il tema del sostegno alla circuitazione degli spettacoli perché le produzioni incontrino il pubblico. Ha poi sottolineato la necessità di distinguere dal punto di vista normativo ed economico le compagnie professionali da quelle amatoriali.

La cooperativa Il Gaviale ritiene straordinaria questa proposta di legge e la risposta data dalla Provincia alle problematiche evidenziate dal settore in seguito all’emergenza Covid-19. Il Gaviale ritiene interessanti e condivisibili alcuni articoli del ddl 56, altri legati a una visione da superare. Il dubbio che rimane è che i maggiori costi sostenuti dai soggetti della cultura per poter ripartire con le attività rispettando le misure di sicurezza anti-Covid, non siano sufficientemente compensati dalle risorse previste dalla Provincia e con questo ddl. Si tratta poi di capire se si possano sommare i 500.000 euro già stanziati dalla Pat per i soggetti produttori di spettacoli attraverso la legge 2 del marzo scorso, con le risorse del fondo che questo ddl istituirebbe. Servirebbe anche una riflessione per definire nuove regole da adottare per il sistema degli spettacoli dal vivo.

La Cofas (Compagnie filodrammatiche associate) vede di buon occhio il ddl in discussione, che però riguarda soprattutto le imprese dello spettacolo. La Cofas, formata da oltre 100 compagnie teatrali, già godono di contributi della Provincia, di Comuni e casse rurali, ma possono essere interessate ad un maggior sostegno finalizzato alle 80-90 rassegne proposte sul territorio: il finanziamento pubblico di questi eventi sarebbe necessario per renderne possibile la promozione tenuto conto delle limitazioni che riducono le entrate derivante dai biglietti d’ingresso venduti.

L’Associazione Pergine Spettacolo Aperto ha chiesto di capire che se i contributi provinciali previsti rimarranno invariati nonostante il minor numero di eventi realizzati a caussa dell’emergenza Covid. Altra domanda: se le situazioni debitorie potranno essere appianate e se gli oneri sostenuti siano da considerare spese documentabili nel bilancio.

La Compagnia Abbondanza Bertoni che si occupa di distribuzione di spettacoli, ha chiesto se la Provincia stia pensando ai fondi integrativi per il 2021 vista la necessità di una mettere mano ad una nuova programmazione perché l’incertezza sul prossimo anno è molto elevata. Ancora: andrebbero considerati e valorizzati nel ddl i soggetti che producono spettacoli che vengono rappresentati anche all’estero.

La Fondazione Aida ha ricordato di non aver mai beneficiato di contributi provinciali avendo come riferimento la Regione Veneto anche se le collaborazioni con enti del Trentino sono importanti in particolare utilizzando il Teatro Valle dei Laghi.

L’assessore suggerisce di integrare il ddl in un provvedimento più ampio. Il primo firmatario disponibile ad accogliere emendamenti migliorativi della Giunta.

L’assessore ha osservato che molti articoli contenuti nel ddl in discussione sono già stati superati da interventi approvati nei mesi scorsi dal Consiglio provinciale. Ha aggiunto che ovviamente è comprensibile la condivisione della proposta di sospendere l’Irap per i soggetti produttori di spettacoli. La Giunta, ha assicurato, sta riflettendo su questa ipotesi. Ha quindi suggerito ai firmatari del provvedimento di mantenere nel testo del ddl gli elementi ancora validi e da realizzare. Si tratterebbe di integrare questo ddl in un provvedimento più corposo. L’assessore ha ricordato che l’assestamento del bilancio approvato il mese scorso prevede sulla cultura una delibera attuativa dell’articolo 16, in fase di attuazione, nella quale saranno chiariti i criteri relativi al finanziamento del settore spettacoli.

Il consigliere primo firmatario del ddl 56 ha replicato ricordando che il provvedimento era stato depositato nella prima fase dell’emergenza Covid-19 e che per questo non era stato possibile esaminarlo. Per questo si era tentato, ma invano, di inserire alcuni contenuti del ddl nel testo dell’assestamento di bilancio. Oggi vi è quindi la disponibilità di portare avanti questo ddl con emendamenti della Giunta. Se invece la Giunta volesse presentare un proprio ddl distinto, questo rischia di allungare i tempi. Sarebbe perciò preferibile puntare a migliorare i contenuti di questo ddl.

Il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento si è soffermato con il direttore sull’articolo 2 sulla concertazione della programmazione, ha ricordato che quest’attività è già stata avviata dal Santa Chiara ma che comunque una concertazione sarebbe opportuna purché il Coordinamento teatrale trentino non proponga spettacoli sovrapponibili dal punto di vista dei tempi di realizzazione. I due enti devono puntare ad una convergenza su questo punto. Sull’articolo 3 relativo ai lavoratori dello spettacolo, il Centro Servizi ritiene necessario chiarire a che tipo di lavoratori e di contratti ci si riferisce perché le situazioni e le prestazioni fornite sono diversificate.

L’Associazione per il Coordinamento teatrale trentino, convenzionata con il Santa Chiara, pur condividendo il ddl e l’obiettivo della concertazione, ha segnalato di avere problemi nel rispondere ai 27 Comuni ad esso aderenti con un’adeguata programmazione sia teatrale che cinematografica. I Comuni faticano a sostenere le spese per questi eventi. Tanto più che non si sa ancora quanti teatri potranno riaprire con una normale programmazione teatrale. I problemi riguardano soprattutto la programmazione pluriennale degli spettacoli chiesti anche dalle scuole.

Il Coordinamento bibliotecari del Trentino ha giudicato interessante e utile il ddl. Unica osservazione: le biblioteche non producono eventi ma organizzano spettacoli o intrattenimenti proposti da altri all’interno delle strutture (140 biblioteche sparse in tutta la provincia). Si tratta di capire quando sarà approvato il regolamento attuativo delle norme con cui la Pat ha messo a disposizione importanti risorse a sostegno del settore spettacoli. I problemi delle biblioteche riguardano il calo del 25% del personale e il grosso problema che penalizza soprattutto le piccole biblioteche gravate da pesanti adempimenti burocratici. Servirebbe poi una biblioteca archivio a servizio di tutte le biblioteche trentine. per i soggetti produttori di spettacoli. Il Covid ha allontanato le persone dalle biblioteche. Sarebbe quindi importante una campagna di promozione che riavvicini i cittadini al sistema bibliotecario.

La sezione Trentino-Alto Adige dell’Associazione italiana biblioteche (AIB) ha messo l’accento sull’importanza del servizio prestiti. In particolare dalle novità librarie deriva un apprezzabile aumento dei prestiti e di utilizzo delle biblioteche. Andrebbe data la possibilità di far conoscere nei siti internet i cataloghi delle biblioteche e le nuove proposte librarie. Va intensificata poi la collaborazione tra le biblioteche comunali.

CGIL, CISL e UIL hanno espresso un giudizio positivo sul ddl come pure sull’intervento previsto dall’articolo 17 della legge di assestamento di bilancio. Purché si evitino sovrapposizioni tra le due misure. Le OOSS hanno segnalato che sono emersi problemi nella gestione dei benefici nazionali previsti a sostegno dei lavoratori dello spettacolo accedono facilmente avendo spesso casse previdenziali diverse alle quali versano i contributi. Per questi lavoratori vi sono anche difficoltà di accesso alle indennità Covid previste a livello nazionale. Occorre considerare che il settore spettacoli sarà quello più penalizzato dalle misure di emergenza dovute alla pandemia fino alla fine della stagione invernale in arrivo. Per questo la Provincia dovrebbe destinare aiuti ai lavoratori del comparto che tengano conto del protrarsi della crisi attuale. Anche le OOSS hanno chiesto di privilegiare rispetto alle associazioni amatoriali i soggetti che vivono di produzione di cultura e spettacolo, non per discriminare ma per necessità economiche oggettive. Servirebbe poi un maggior coordinamento tra le misure provinciali e nazionali a favore del settore spettacoli, consentendo il cumulo dei sostegni al reddito. Per il sostegno alle associazioni e ai soggetti privati produttori di spettacoli, le OOSS chiedono alla Pat di adottare criteri stringenti che garantiscano il rispetto dei diritti dei lavoratori. Ancora, i 500.000 euro previsti dalla legge provinciale del marzo scorso per sostenere il settore dello spettacolo in questa lunga fase di emergenza sanitaria, secondo i sindacati dovrebbe privilegiare chi crea occupazione. Andrebbero anche reperiti spazi in cui realizzare in sicurezza spettacoli nel prossimo inverno. Ultima richiesta: un tavolo di lavoro con i soggetti interessati e i rappresentanti dei lavoratori dello spettacolo per delineare altre risposte alla crisi del comparto.

Il Consiglio provinciale dei giovani, con la presidente ha osservato che si potrebbe includere tra i soggetti destinatari degli aiuti previsti dal ddl anche le attività editoriali, in quanto rientrano nel settore cultura. Giusto per i giovani che il ddl contempli anche i musei. Il ddl è comunque giudicato complessivamente positivo.

La relazione sulla petizione popolare numero 5 sull’organizzazione della ripartenza dei servizi scolastici in rapporto all’epidemia in corso sarà integrata con riferimenti alle misure già adottate dalla Giunta e altre proposte delle minoranze.

Un consigliere di maggioranza ha letto un lungo documento finalizzato ad integrare la bozza di relazione conclusiva sull’esame della petizione elaborata sulla base della discussione e delle audizioni che la Commissione ha già dedicato al testo. Il documento integrativo riassume tutti gli interventi di natura organizzativa e finanziaria con cui la Giunta ha preparato le condizioni per riavviare le attività in presenza delle scuole trentine dopo la lunga chiusura dovuta all’emergenza Covid-19. Un altro esponente della maggioranza ha condiviso la proposta mentre una consigliera di minoranza ha preannunciato la presentazione di ulteriori elementi con cui perfezionare la relazione che la Commissione si è riservata di approvare la prossima volta.



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