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Trento, presentato il Festival dell’Economia 2018 “Lavoro e Tecnologia”

martedì, 17 aprile 2018

Roma – La tecnologia può elevare il lavoro e creare tempo libero – scrive Tito Boeri, direttore scientifico del Festival dell’Economia di Trento, ma la sua avanzata si accompagna al consumo diffuso di ansiolitici. Ogniqualvolta si assiste ad un’accelerazione del progresso tecnologico, le tesi secondo cui le macchine sostituiranno interamente l’uomo prendono piede. festivalLa fine del lavoro è stata decretata centinaia di volte, con un pessimismo tecnologico che trascende gli anni di crisi. Eppure nelle economie di tutto il mondo si continuano a generare milioni di posti di lavoro e il tasso di occupazione (il rapporto fra occupati e popolazione in età lavorativa) è cresciuto nel corso del XX secolo pressoché ovunque. Anche se la disoccupazione può aumentare bruscamente durante le recessioni, ed è oggi insopportabilmente alta in alcuni paesi, tra cui il nostro, non c’è traccia di una crescita di lungo periodo della disoccupazione. Automazione significa distruzione di lavoro, sostituzione di lavoro svolto dall’uomo con macchinari, ma l’automazione in genere porta con sé anche un aumento della produttività e dei salari nei lavori che le macchine non riescono a sostituire. E questa creazione di valore del lavoro comporta, a sua volta, creazione di lavoro. Anche se la frontiera dell’automazione si sposta rapidamente e le tecnologie dell’intelligenza artificiale sono in rapido sviluppo, siamo ancora molto lontani dal sostituire il lavoro con robots in mansioni che richiedono flessibilità, discrezionalità e che, più in generale, non si prestano ad essere codificate. Non è solo il progresso tecnologico ad avere effetti sul mercato del lavoro – aggiunge Boeri – è lo stesso mercato del lavoro a influire sulle traiettorie tecnologiche. Il progresso tecnologico è tutt’altro che uniforme. A seconda delle istituzioni del mercato del lavoro, della demografia, delle dotazioni di capitale umano di un paese, lo sviluppo tecnologico può orientarsi in direzioni diverse.

Anche le innovazioni tecnologiche a svantaggio del lavoro poco qualificato possono creare opportunità di lavoro di altra natura per persone poco istruite. In molti paesi negli ultimi decenni si è assistito ad una polarizzazione dell’impiego, con creazione di lavoro ai due estremi della distribuzione del lavoro per qualifiche: sono cresciuti soprattutto i lavori poco qualificati o quelli molto qualificati, mentre c’è stata una contrazione di quelli che contemplano abilità medie. Il progresso tecnologico potrebbe essere responsabile di questa polarizzazione perché ha spinto molte persone istruite, soprattutto donne, a partecipare al mercato del lavoro, assumendo persone poco qualificate per il lavoro domestico.

Il progresso tecnologico porta con sé nuovi problemi distributivi che i nostri sistemi di protezione sociale non sembrano ancora in grado di gestire. Sono stati introdotti con l’obiettivo di contenere i costi sociali delle fluttuazioni cicliche, ma non sembrano oggi in grado di affrontare problemi strutturali, di lungo periodo, come quelli legati al futuro di chi di colpo ha visto il proprio capitale umano deprezzarsi grandemente. Non sono oggi in grado di coprire le nuove forme del lavoro dipendente, che spesso si traveste da lavoro autonomo, come in molta dell’economia dei lavoretti nata utilizzando le piattaforme digitali.

Il passato offre lezioni molto importanti sull’impatto delle nuove tecnologie. Per questo, la narrazione storica, soprattutto quella basata sui dati degli storici economici, troverà grande spazio in questa edizione del Festival dell’economia. Al contempo dobbiamo essere consapevoli del fatto che la storia passata è una guida molto imperfetta per ciò che ci attende nei prossimi decenni. Se c’è una cosa non lineare questa è proprio il progresso tecnologico. Più che in passate edizioni, – conclude Tito Boeri – il Festival ospiterà l’inventiva dei tecnologi e degli stessi economisti. Non sanno predire il futuro, ma certo possono immaginarlo con molta più concretezza e capacità di coglierne le contraddizioni di tanti altri.

PROGRAMMA EVENTI
Il Festival si aprirà nel pomeriggio di giovedì 31 maggio, con la conferenza del professor Richard Freeman dell’Università di Harvard, dal titolo “robot mania” che insieme a Tito Boeri avvierà il ragionamento sul tema “Tecnologia e lavoro”, partendo da una domanda provocatoria: “Cosa ci resterà da fare quando saranno le macchine a lavorare e guadagnare?”

Venerdì 1 giugno il professor Joel Mokyr della Northwestern University, affronterà il tema del rapporto fra la stagnazione economica ed il progresso tecnologico, mentre il professor Barry Eichengreen dell’Università della California, Berkeley, indagherà i rapporti fra populismo e insicurezza economica. Il fisico Roberto Cingolani, direttore dell’Istituto italiano di Tecnologia, proporrà invece una suggestiva intervista ad un robot. Nel pomeriggio, lo scrittore Evgeny Morozov, analizzerà la guerra fra le imprese americane e quelle cinesi per lo sfruttamento delle nuove tecnologie.  Sempre venerdì, appuntamento anche con Alan Kruger della PrincetonUniversity, che interverrà sui cambiamenti che le tecnologie hanno apportato sul nostro modo di lavorare e la sera con il primo vicepresidente della Commissione europea Franciscus Timmermans.

Sabato 2 giugnoPhilip McCann dell’Università di Sheffield affronterà gli impatti sui territori dei cambiamenti tecnologici. Imran Rasul dell’University College di Londra, parlerà invece di giustizia e discriminazione etnica. Poi sarà la volta di Federico Rampini, volto noto al Festival, che terrà una conferenza sull’America di Trump, dalla Silicon Valley alla Rust Belt. Il filosofo Remo Bodei rifletterà su cosa succede alla coscienza degli individui quando facoltà umane essenziali come l’intelligenza e la decisione si trasferiscono alle macchine. Mauro CaliseAndrea Gavosto e Gino Roncaglia si confronteranno su come la tecnologia stia cambiando la didattica a scuola e all’università La giornata sarà conclusa da Diego Piacentini, che è stato membro dell’executive team di Amazon, che interverrà sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana.

Domenica 3 giugno, Riccardo Zecchina, già professore di fisica statistica al Politecnico di Torino e alla Bocconi, affronterà il tema dei Big Data, poi sarà la volta dell’economista Luigi Zingales che parlerà ditecnologia finanziariaMaurizio Ferraris si soffermerà invece sull’epoca della mobilitazione totale quella in cui web e smartphone annullano la distinzione tra il tempo libero e quello dedicato al lavoro. Chiuderà il professor Michael Spence del Fung Global Institute di Hong Kong, che insieme a Tito Boeri cercherà di tirare le fila del lungo dibattito che caratterizzerà il Festival.

Anche quest’anno Tonia Mastrobuoni ci condurrà tra i libri di economia più interessanti pubblicati in questi mesi discutendoli assieme ai protagonisti del dibattito pubblico italiano ed internazionale. Chi desidera degli approfondimenti sui temi caldi dell’attualità economica e politica può seguire gli incontri Spotlight: sulle pensioni, su Alitalia, sulle crisi bancarie.

Visto il successo di pubblico delle precedenti edizioni, torna l’appuntamento con CinEconomia, a cura di Marco Onado e Andrea Landi: ogni sera, presso il cinema Modena, proposte cinematografiche legate al tema del Festival. Confermati i Forum a cura de lavoce.info e gli appuntamenti con le parole chiave, che quest’anno sono: produttività, intelligenza artificiale e big data.

Torna anche il Concorso EconoMia, realizzato con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), dell’Associazione Europea per l’Educazione Economica, del Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento e dell’Istituto Tecnico Economico “Bodoni” di Parma. I venti giovani vincitori del concorso riceveranno in premio l’ospitalità a Trento nelle giornate del Festival e un assegno di 200 euro ciascuno.

Come sempre, l’ingresso a tutti gli eventi è libero e gratuito fino ad esaurimento posti. Non è prevista la prenotazione. L’accesso agli eventi in programma al Teatro Sociale avviene con voucher, distribuiti presso le biglietterie a partire da due ore prima dell’inizio di ogni evento.

Il Festival dell’Economia di Trento è promosso da Provincia autonoma di Trento, Comune di Trento e Università degli studi di Trento. Progettato dagli Editori Laterza in collaborazione con Superfestival – Salone Internazionale del Libro di Torino, con il supporto di ASI – Agenzia Spaziale Italiana.

Sito: https://2018.festivaleconomia.eu/

Twitter: https://twitter.com/economicsfest

Facebook: https://www.facebook.com/festivaleconomiatrento/

Instagram: https://www.instagram.com/festivaleconomia/

Festival dell’Economia 2018: le parole dei protagonisti

“L’esperienza che abbiamo fatto in questi anni di Festival ci dice – ha evidenziato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi durante la conferenza stampa di presentazione – che puntare su un momento di approfondimento, molto aperto e facilmente accessibile, su temi piuttosto complessi sia la via giusta, in un’epoca in cui tutto si consuma velocemente, per fermarsi e riflettere. Questa è una delle funzioni principali del Festival. Il tema di quest’anno, come spesso è avvenuto in passato, darà, inoltre, a noi che abbiamo la responsabilità di “decisori” molti spunti. Quello del rapporto fra la tecnologia e il lavoro è un tema che crea preoccupazione e al tempo stesso grandi speranze. Il Festival è un’opportunità ed uno stimolo – ha concluso Rossi – che ci permetterà di scoprire se effettivamente la tecnologia sia in grado di creare nuove prospettive per l’occupazione e quanto influisca, quantitativamente e qualitativamente sul lavoro e sullo sviluppo del territorio”.

“La tecnologia va governata, questo credo sarà il messaggio che attraverserà il Festival – ha detto l’editore Giuseppe Laterza – perché non si tratta di un fenomeno meteorologico, non è qualcosa che sta sopra la nostra testa, decidiamo noi come utilizzarla. Possiamo utilizzarla per il male, ad esempio per distruggere il lavoro, oppure per il bene facendone un volano di sviluppo anche per il lavoro. Il Festival – ha aggiunto Laterza – fornisce sempre stimoli intellettuali molto forti, per questo e anche grazie all’atmosfera unica e all’accoglienza che si trova in Trentino – molti relatori ci chiedono di tornare, così come torna, ogni anno, gran parte del pubblico. Il Festival – ha concluso – nasce come un’idea pluralistica, non come una passerella di star, ma di importanti interlocuzioni di contenuto e soprattutto dove non ci siano pensieri unici”.

“Il lavoro ha sempre seguito le evoluzioni della tecnologia. – ha detto il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini. I profili si sono adeguati allo sviluppo e alla disponibilità di nuovi strumenti. Ma mai così rapidamente. La sfida cui ci troviamo davanti oggi è quella di aggiornare le nostre competenze con maggiore velocità. Questa edizione del Festival ci permetterà di riflettere sui cambiamenti nel modo di fare educazione. Dalla lavagna con il gesso, fino al tablet: molto è cambiato nel rapporto tra informazioni e apprendimento. Ragionare sul futuro del lavoro – ha concluso Collini – ci permetterà di riflettere su come fare meglio il nostro”.

“Dopo aver toccato i temi delle tasse e dell’immigrazione – ha poi detto il presidente dell’Università di Trento, Innocenzo Cipolletta, la terza ondata di populismo potrebbe rivolgersi verso le macchine, responsabili della distruzione dei posti di lavoro. Il rischio che qualcuno insinui la necessità di arrestare lo sviluppo è reale. Ad esempio in Cina, dove l’aumento della disoccupazione di massa rischia di esplodere a causa della crescente automazione. Per contrastare il fenomeno – ha concluso Cipolletta – bisogna capire come si costruisce il lavoro e come si distribuisce il guadagno di produttività”.

Infine Tito Boeri, direttore scientifico del Festival che ha illustrato il programma di questa 13^ edizione. “Il progresso tecnologico – ha detto – è stato fondamentale per conquistarci una maggiore qualità della vita, ma adesso ci pone degli interrogativi importanti. Chi può condizionare il progresso, chi ne può sfruttare i diritti? Come possiamo rendere i lavoratori partecipi e ancora come rilanciare l’azione di protettiva dei sindacati? Quesiti a cui cercheremo di rispondere al Festival. Dobbiamo essere pronti per capire ed analizzare l’impatto che avranno le nuove tecnologie sulla società. Il Festival sarà un’occasione per promuovere il metodo scientifico, andando a guardare i dati, contro il dilagante negazionismo”.

Il Festival in Piazza

Come sempre il Festival non vive solo nelle sedi che ospitano le molteplici conferenze ed i dibatti, ma coinvolge le piazze e le vie del centro storico di Trento, con numerose e variegate attività, che quest’anno avranno come focus il rapporto fra lavoro e tecnologia.

Piazza Duomo, cuore pulsante del centro storico di Trento, sarà animata dalla consueta ed apprezzata Libreria del Festival, aperta dal 31 maggio al 3 giugno con orario continuato dalle 10.00 alle 22.00. Nella piazza ci saranno, inoltre, le postazioni di Rai Radio 1 e Radio 3, l’Infopoint del Festival ed un maxischermo, che permetterà di seguire in diretta i principali eventi. In Piazza Duomo anche i punti informativi, di ASI, Agenzia Spaziale Italiana e dell’Università degli Studi di Trento.

In Piazza Fiera, dall’1 al 3 giugno spazio a “Cinque storie di lavoro e tecnologia” a cura di Tortuga. Ovvero dei brevi workshop interattivi sui grandi temi che legano lavoro e tecnologia, in relazione con salari, occupazione disuguaglianze, istruzione, risposte politiche. Ci saranno anche dei robot, con dimostrazioni e giochi a cura di S.T.A.A.R.R. – Scuole Trentino Alto Adige Associate in Rete per la Robotica e le nuove tecnologie. Saranno presenti inoltre laboratori creativi ed intrattenimento per i più piccoli, a cura di “Il Trentino dei Bambini”. Sempre in Piazza Fiera tornano gli Open days INPS e sarà presente una postazione di Sanbaradio, oltre al Bicigrill del Festival, dove sarà possibile noleggiare una bicicletta gratuitamente.

In Piazza Santa Maria Maggiore, dall’1 al 3 giugno, la Fondazione Franco Demarchi proporrà dibattiti ed approfondimenti su come la tecnologia può aprire spazi di conciliazione fra vita e lavoro. Mentre Radio Trentino inBlu seguirà in diretta il Festival. In Piazza Cesare Battisti dal 31 maggio al 3 giugno, ci sarà iCub, il robot umanoide. Un robot con forma e dimensioni di un bambino di 4 anni, in grado di vedere, riconoscere oggetti, rispondere a semplici comandi vocali e sollecitazioni. Un progetto dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Poi tornano i disegnatori dello Studio d’Arte Andromeda con caricature e disegni umoristici. Nella piazza saranno presenti inoltre gli stand di Hydro Dolomiti Energia, di A22 e di Radio Dolomiti. In Piazza Pasi, troverà posto lo stand di Radio 24.

Il Festival arriverà anche al Castello del Buonconsiglio, l’1 e il 2 giugno a partire dalle 18.00, dove il marchio Trentodoc proporrà aperitivi, degustazioni e musica con le bollicine di montagna di quarantanove case spumantistiche. Immancabili, come ogni anno, nelle vie del centro, i pianoforti decorati, a disposizione di passanti, musicisti occasionali e strumentisti di livello.


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