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Trento: mozione del PATT per contrastare gli effetti psicologici dell’isolamento

martedì, 5 maggio 2020

Trento – Mozione del PATT per contrastare gli effetti psicologici della quarantena e dell’isolamento sui cittadini. L’epidemia causata dal Covid-19 ha portato all’introduzione di misure restrittive per la libertà delle persone, al fine di ridurre al minimo i contagi. È la prima volta che nella storia della Repubblica italiana viene adottata una misura di tale portata, che ha e avrà grosse conseguenze non solo sull’economia del Paese, ma anche sulla vita sociale dei cittadini italiani.

Da inizio marzo, il governo nazionale e quello della Provincia di Trento hanno approvato una serie di provvedimenti per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus in Italia e per delineare la cosiddetta Fase 2.

“Queste misure restrittive hanno modificato in maniera sostanziale le abitudini ed i modi di vivere di tutte le persone. Questo ha causato nelle persone una situazione difficile, che per alcune persone meno fortunate è diventata tragica”, afferma la  consigliera Paola Demagri, che assieme ai consiglieri Ugo Rossi e Michele Dallapiccola ha depositato una mozione e che ha già pronto un ordine del giorno per impegnare la Giunta provinciale a tenere presente il problema psicologico della popolazione.

“Pensiamo alle persone che hanno superato la malattia, isolati dalla famiglia e nei casi più gravi per lunghi periodi attaccati ad un respiratore. Loro, così come le famiglie hanno subito un trauma molto forte. Ancora più delicato è il caso di coloro che hanno perso a causa del Covid-19 un familiare, senza poterlo assistere e senza poter metabolizzare il lutto subito nei momenti successivi. aggiunge Demagri (nella foto).

Paola Demagri - PattIn Trentino attualmente ci sono stati un totale di 532 decessi, molti dei quali nelle RSA, che per prime sono state chiuse alle visite con un doveroso atto da parte delle amministrazioni, per cercare di salvaguardare gli ospiti ma che ha portato con se anche un innaturale isolamento degli ospiti.

“Oltre all’aspetto legato ai rapporti familiari – continua Demagri – dobbiamo tenere in considerazione il dramma economico che alcune persone vivono in questa situazione. Parliamo di 22.000 aziende che hanno dovuto chiudere temporaneamente le proprie attività. In alcuni casi la preoccupazione per il proprio futuro lavorativo può portare a difficoltà enormi, ed è compito della politica mettere in atto anche questi strumenti di supporto per le persone in difficoltà”.

Nei due atti politici depositati dal PATT vengono riportati anche dati molto interessati, a partire da quello diffuso dall’Ordine degli psicologi che ha stimato per il 63% degli italiani una sofferenza da stress da pandemia.

Uno studio, uscito nel 2009 e relativo all’epidemia SARS, ha evidenziato come in un campione di oltre 500 dipendenti di un ospedale cinese la quarantena abbia aumentato la probabilità di mostrare sintomi da stress post-traumatico e maggior propensione a vivere stati d’ansia e di insonnia. Un’evidenza, questa, raccolta anche da un’altra ricerca, uscita nel 2013, che ha avuto per oggetti i bambini e i loro genitori sottoposti a quarantena o altre misure di isolamento, ha mostrato che la mancanza di chiarezza, in particolare sui diversi livelli di rischio, ha portato i partecipanti allo studio a “temere il peggio”.

In base a esperienze di quarantene passate, gli scienziati suggeriscono che lunghi periodi di isolamento possano portare a sintomi psicologici come disturbi emotivi, depressione, stress, disturbi dell’umore, irritabilità, insonnia e segnali di disturbi da stress post-traumatico. Inoltre studi dimostrano che situazioni come quella attuale causano un indebolimento del sistema immunitario, favorendo quindi l’insorgere di patologie ed esponendoci al rischio di infezione.

“Il Covid-19 non ci ha dato il tempo di adeguarci all’ignoto e la pandemia non assomiglia a nulla di ciò che abbiamo sperimentato in passato – conclude Demagri – Secondo i ricercatori è possibile rendere i periodi di isolamento più tollerabili per il maggior numero di persone possibile, seguendo una serie di accorgimenti e proponendo strategie di intervento, vicariate dalla pregressa esperienza con la SARS. Fra queste, una delle misure necessarie che vanno adottate da parte di un Governo, è quella di spiegare con chiarezza che cosa sta succedendo, garantendo una comunicazione istituzionale trasparente e rinforzando il senso di altruismo nella cittadinanza. È necessario però non travolgere i lettori con le notizie angoscianti e, al fine di dare un aiuto importante nei casi che lo necessitano, aver attivato la possibilità di avere consulenze di supporto psicologico. Per questo abbiamo chiesto alla Provincia di attivare un team per supportare psicologicamente la popolazione e potenziare i servizi di questo tipo. Ci aspettiamo una risposta favorevole che ci sembra assolutamente ragionevole e necessaria”.



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