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Trento, la Provincia amplia gli organici per il concorso: giudizio positivo del sindacato

giovedì, 4 giugno 2020

Trento – La Provincia di Trento fa un passo avanti e amplia gli organici per il concorso, il commento Cinzia Mazzacca (segretaria generale Flc del Trentino): “Un segnale positivo, anche se si poteva fare di più su alcuni insegnamenti. Resta il nodo del concorso abilitante, mentre si conferma la proroga di un anno delle graduatorie di istituto“.

Si è concluso “con un passo nella giusta direzione” l’incontro tra il Dipartimento della conoscenza e i sindacati in merito alla definizione dei posti disponibili per il prossimo concorso straordinario di settembre, che permetterà a molti precari di tentare la carta della stabilizzazione. Via Gilli ha accolto, anche se non del tutto, le richieste delle organizzazioni dei lavoratori ampliando il numero di posti a disposizione per un totale di 53 unità; dunque diventano 247 le cattedre per le superiori, 108 sulle medie per un totale di 350 posti.

“Prendiamo atto che la Provincia si è resa conto che la prima definizione era assolutamente insufficiente a coprire il fabbisogno di personale in vista di settembre - sottolinea Cinzia Mazzacca, segretaria generale della Flc del Trentino -. Siamo soddisfatti, anche se restiamo dell’idea che su alcune classi di concorso i numeri sono ancora insufficienti e si sarebbe potuto fare di più, come ad esempio su arte e immagine e inglese per le medie e per il liceo coreutico”.

La Provincia ha anche confermato che per tutto l’anno prossimo verranno prorogate le graduatorie di istituto; l’apertura prevista quest’anno slitta al prossimo.

Fumata nera, invece, sul fronte del concorso abilitante. Il Dipartimento non ha accolto le richieste dei sindacati sul nuovo concorso abilitante. “Credo si perda un’occasione importante perché non si dà risposta ai docenti della formazione professionale e a quelli delle scuole paritarie che non potranno così partecipare al percorso abilitante in provincia di Trento. Così anche per i docenti di ruolo che avrebbero potuto usare la mobilità professionale. Parteciperanno alle procedure in altre regioni”, conclude Mazzacca.



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