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Trento, la posizione del PATT sul caso Kaswalder

domenica, 14 giugno 2020

Trento – Il caso Kaswalder tiene banco in Consiglio provinciale a Trento. Il Patt ha preso posizione sulla questione.

Consiglio Provinciale - TrentoVa ristorato il danno a carico del Consiglio provinciale. Parliamo di ciò che potrebbe concretizzarsi in un prossimo futuro, relativamente alla vicenda licenziamento Pruner.

Qualora confermata, la sentenza produrrebbe infatti l’obbligo da parte del Consiglio di ripianare un danno che non avrebbe mai dovuto verificarsi. Anche il Patt fa parte dell’ufficio di Presidenza che è l’organo che amministra il Consiglio Provinciale.

Lo facciamo guidati dalla nostra pluriennale esperienza. Ad esempio, con tanta fatica in questi due anni abbiamo esortato Kaswalder all’oculatezza nelle spese di funzionamento dell’ente. Queste operazioni hanno prodotto un notevole avanzo di amministrazione: 2 milioni di euro.

Recentemente, dentro all’Ufficio di presidenza, gli abbiamo imposto di restituirlo tutto alla Provincia per costruire un fondo a favore delle famiglie in difficoltà.

Di fronte al caso odierno, da amministratori seri, proseguiremo ad eseguire il nostro dovere, fino in fondo. Presidieremo tutte le azioni necessarie a che, chi ha sbagliato paghi. E Kaswalder, che ha licenziato Pruner senza interpellare noi, suoi colleghi amministratori del Consiglio, è l’unico diretto responsabile. L’atto di licenziamento, documentalmente certificato come azione diretta del Presidente, non deriva da una delibera dell’Ufficio di Presidenza.

Purtroppo ora, il giudice ha però condannato il Consiglio provinciale a pagare. Noi, amministratori di questo Organo abbiamo il dovere di proporre che il consiglio si rivalga su chi ha provocato questo danno. Cosa che ad andarcene non potremmo fare con la stessa certezza.

Ciò che abbiamo già’ chiesto con fermezza che continuiamo a chiedere sono le dimissioni di un presidente che a più riprese, non ultimo questo episodio, si è rivelato inadeguato al ruolo che ricopre.

Per questo motivo persistendo la volontà di Kaswalder di non dimettersi noi siamo per una mozione di sfiducia che certifichi il giudizio politico e l’assunzione. di responsabilità da parte di tutti i consiglieri“.



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