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Trento, il vescovo Tisi ricorda il messaggio di Chiara Lubich

mercoledì, 22 gennaio 2020

Trento – L’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, ha celebrato stasera la Santa Messa nella basilica di Santa Maria Maggiore nel giorno del centenario della nascita di Chiara Lubich.

Il 2020 è l’anno del centenario della nascita di Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari. Un anniversario importante che diventa occasione per conoscerne meglio il carisma e la testimonianza di fede. Chiara (all’anagrafe Silvia) Lubich nasce a Trento il 22 gennaio 1920, seconda di quattro figli. Maestra nelle scuole elementari e studentessa di filosofia a Venezia, all’imperversare della seconda guerra mondiale capisce che solo Dio resta, che Dio è amore. E lo sceglie come suo tutto, come unico ideale. Il 7 dicembre 1943, quando Chiara con voto perpetuo di castità, segna convenzionalmente gli inizi del Movimento dei Focolari la cui denominazione ufficiale sarà “Opera di Maria”. Chiamata a parlare in ogni angolo della terra, insignita di quattordici dottorati honoris causa, dalla sua testimonianza di vita, dal suo impegno, sono emersi temi e strade poi discussi e ripresi dal Concilio Vaticano II, a partire, quando nessuno parlava di avvicinamento tra le civiltà, dall’obiettivo della fraternità universale.

Chiara Lubich muore a Rocca di Papa il 14 marzo 2008. Il 27 gennaio 2015 l’apertura della causa di beatificazione, conclusasi a livello diocesano il 10 novembre scorso.

vescovo lauro tisiOMELIA DEL VESCOVO DURANTE LA SANTA MESSA ANNIVERSARIO CHIARA LUBICH

La Bibbia ci insegna che Dio lo vedi di spalle. Lo stesso si può dire per le opere di Dio, la cui forza si coglie a distanza. Cento anni dalla nascita di Chiara ci dicono che lo scorrere del tempo non è ostacolo ma risorsa. Valgono le parole di Gamaliele: se l’opera viene da Dio, non riuscirete a distruggerla.

La nostra Chiesa trentina oggi ha la possibilità di far memoria e di scoprire la tenerezza di Dio che l’ha visitata, l’ha incontrata, facendo germogliare in essa il carisma dell’unità. Partito da Trento, ha conquistato tutte le latitudini. La nostra Chiesa ritrova pertanto coraggio e forza. Perché a questa Chiesa sono debitrici Chiara e le sue compagne.

È stupefacente vedere come, sulle macerie della guerra, lo Spirito Santo, andando anche oltre i dettami teologici del tempo, abbia regalato a Chiara la capacità di riconoscere nel Cristo abbandonato il documento di un amore senza misura che non dice mai basta. Dalla contemplazione di quest’amore, Chiara ha ricevuto l’intuizione che è lo svuotamento di sé a dar corpo all’altro, a eleggere l’altro come il respiro della vita. Nella misura in cui faccio respirare l’altro, respiro io stesso.

Pensando ai cinque ciottoli di Davide, mi è assolutamente naturale invitare la nostra Chiesa a non avere più paura. Una sua figlia – Chiara, assieme alle sue compagne –, forte solo del Vangelo ha dato vita a gesti di comunione che hanno varcato i confini del mondo.

Chiesa di Trento, perché temi? Prendi in mano il Vangelo – Parola di vita –, prova a viverlo nella sua straordinaria semplicità e radicalità. Trasforma le tue comunità in piccoli rifugi, dove s’incontrano i poveri e si vive la fraternità. È arrivato per te, cara Chiesa di Trento, il momento di ascoltare il grido di questa tua figlia, che cento anni fa ha ricevuto il battesimo in questa basilica mariana.

Attorno alla Parola infuocata del Vangelo possiamo ricostruire la vita delle nostre comunità, annientando il Golia dell’indifferenza, delle liti, delle mille diatribe in cui spesso s’impantanano.

La mano inaridita, guarita in giorno di sabato – come ci ha narrato il Vangelo –, riletta alla luce degli inizi del carisma, dà alla nostra Chiesa ulteriori provocazioni. Chiara ha infranto il sabato di una teologia prigioniera di se stessa, che aveva la presunzione di tutto controllare. Per lasciarsi sorprendere dalle novità di Dio. Il Cristo abbandonato è eccesso d’amore: solo i temerari che accettano di camminare nella notte, senza sicurezze, lo possono incontrare.

Quanta attualità riscontriamo tra il contesto in cui è nato il carisma dell’unità e l’attuale situazione, dove spesso si sale sulle barricate consumando se stessi in sterili diatribe concettuali, orfani della vita e delle sue trame. È interessante, a tal proposito, sottolineare che il vescovo Carlo ha saputo, profeticamente, riscontrare, in quel nuovo modo di vivere il Vangelo, il dito di Dio.

Chiara ha conosciuto anche la notte dello Spirito. Chiesa di Trento, non aver paura dell’irrisione che può accompagnare la tua voglia di fedeltà al Vangelo. Attraversa la notte, parteciperai alla fecondità di Gesù abbandonato che ha trasformato il monte della morte in grembo di vita.

Chiara contempla la creazione abitata dall’amore di Dio. Essa ha un volto: porta in sé le tracce del Creatore, salutare provocazione a percepirsi parte di essa ed esserne custodi. Buon compleanno Chiesa di Trento e Movimento dei Focolari!



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