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Trento, “A better planet” nella giornata contro lo spreco alimentare

mercoledì, 5 febbraio 2020

Trento – “Su temi così importanti per il nostro futuro è giusto che chi oggi ha una responsabilità politica debba essere capace di ascoltare e di tradurre in proposta le sollecitazioni che provengono dai giovani”. Così il vicepresidente della Provincia, intervenuto oggi presso l’Istituto Buonarroti di Trento, alla 7^ giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. L’iniziativa è stata organizzata dall’Istituto su proposta dell’associazione ASSFRON, nata per dare un contributo teso a far crescere fra insegnanti e studenti la cultura e la sensibilità sulle tematiche della solidarietà, della pace, dei diritti, dell’ambiente e della biodiversità.

bet“Fortunatamente sul tema dello spreco alimentare – ha detto il vicepresidente davanti a 300 studenti – non partiamo da zero, grazie alla legge provinciale 10 del 2017 abbiamo, infatti, potuto contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica e ottenere risultati concreti, ma certamente questo non è sufficiente. Sono qui oggi per confermare l’impegno della Giunta provinciale sui temi legati all’ambiente. All’inizio del nostro mandato abbiamo approvato una delibera con la quale abbiamo aderito all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, convinti che questa sia la direzione da intraprendere e che voi stessi – ha detto rivolgendosi agli studenti – ci avete richiamato con le manifestazioni partite dal movimento “Fridays for future”. Ognuno deve fare la propria parte, attraverso le azioni individuali, che possono fungere da esempio. Per rispondere ai mutamenti epocali in atto, a cominciare dai cambiamenti climatici, serve un nuovo modello di crescita, che tenga conto del rispetto delle nostre risorse naturali, ma anche della necessità di creare occupazione, soprattutto per i giovani e sviluppo, secondo un modello che sia dunque al servizio dei cittadini e del pianeta, uno sviluppo sostenibile che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere quelli delle generazioni future. Dobbiamo lavorare insieme su temi come questi e lo dobbiamo fare in maniera trasversale. Grazie per la vostra sensibilità – ha concluso – il futuro è vostro e noi non possiamo essere indifferenti ai vostri richiami”.

La dirigente scolastica, Laura Zoller, ha sottolineato poi l’importanza della riflessione sul fenomeno dello spreco alimentare, sia sul piano etico che ambientale, a partire proprio dalle scuole. Ha quindi sollecitato gli studenti a mettere in gioco le loro competenze tecnico scientifiche per proporre soluzioni sostenibili e solidali.

Carlo Bridi segretario di ASSFRON ha ricordato alcuni dati legati al fenomeno dello spreco alimentare. A livello domestico, in Italia, valgono quasi 12 miliardi di euro, secondo il test dei “Diari di Famiglia” curati dal Ministero dell’Ambiente /Università di Bologna Distal. A questo spreco va sommato lo spreco alimentare di filiera (produzione-distribuzione) stimato secondo gli ultimi dati in oltre 3 miliardi. In termini di peso ammonta a 700,7 grammi di cibo pro capite a settimana.

Molto interessanti anche le ricerche presentate dagli studenti delle classi 5^ e 3^ Biotecnologie Sanitarie e Ambientali. Le perdite alimentari – hanno evidenziato gli studenti – hanno effetti anche sul cambiamento climatico: buttare via il cibo, oltre a sprecare risorse preziose, è estremamente costoso in termini ambientali per le ingenti emissioni di CO2.



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