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Sulzano: Legambiente chiede chiarezza sulla vicenda della motonave Predore

mercoledì, 28 ottobre 2020

Sulzano – Legambiente Basso Sebino prende posizione e scrive all’Autorità di Bacino del lago d’Iseo – che controlla la Navigazione del lago d’Iseo – e a Regione Lombardia. Ecco il testo inviato dall’associazione ambientalista:

Dopo il fallimento della gara per l’acquisto di una motonave ibrida da parte della Navigazione Lago d’Iseo (NLI) Legambiente nell’agosto scorso e alcuni consiglieri comunali di Paratico e Sulzano successivamente hanno chiesto gli atti della gara con una regolare istanza di accesso, procedura prevista dalla legge 241/90. La richiesta di tutti i documenti di gara è stata fatta per meglio fare luce sull’incredibile situazione che si è verificata: una spesa pubblica di 2,3 milioni di euro e una motonave “ecologica” ancora ferma agli ormeggi a due anni dalla sua consegna. Nave che tuttora è di proprietà del costruttore. Anzi, si è appreso che NLI ha in corso un contenzioso per la rescissione del contratto che vede il costruttore della nave (Zara Metalmeccanica ndr) attore di una maxi richiesta di risarcimento danni. In particolare Legambiente e i consiglieri comunali si sono visti negare gli atti relativi all’affidamento del progetto alla Meccano Engineering relativo alla motonave Predore e la validazione del progetto stesso posto a base di gara dal committente (NLI) . E le scuse dietro cui si è trincerata la NLI non stanno né in cielo né in terra. Infatti questa asserisce di essere: “una società di diritto privato, il cui unico socio è l’Autorità di Bacino Lacuale dei Laghi d’Iseo, Endine e Moro” che gestisce ingenti fondi pubblici trasferiti dalla regione Lombardia. Immemore però che l’attività da essa svolta è in regime di in “house providing” e quindi una longa manus della pubblica amministrazione. E che essa deve rispondere del suo operato di fronte ai 22 consigli comunali che compongono l’Autorità di bacino.

Il consigliere comunale di Paratico Tiberio Boni ha fatto richiedere gli atti a NLI dal suo avvocato per poter esercitare le proprie funzioni e svolgere così un controllo democratico sulla sua attività essendo noto che la trasparenza è il miglior disinfettante della vita pubblica. Non si capisce il motivo per il quale NLI non vuole consegnare la documentazione ai consiglieri comunali ed agli enti portatori di interessi pubblici, quale è Legambiente. E’ quindi il caso che l’Autorità controllante valuti attentamente l’operato dei vertici della NLI e che da questa verifica ne derivino le dovute conseguenze. Si pensi che il Ministero delle Infrastrutture e dei

Trasporti ha pubblicato sul suo sito internet tutte le convenzioni di concessioni autostradali di spa private e per di più quotate in borsa“, Dario Balotta, presidente circolo Legambiente del Basso Sebino.



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