Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad


Stagionali nell’agricoltura trentina, Moser (Agire) sorpreso della decisione

lunedì, 11 maggio 2020

Trento - Stagionali in agricoltura, Moser (Agire) va all’attacco e si dice sorpreso che a regolarizzare manodopera non specializzata sia un’ex sindacalista.

Nelle scorse ore – scrive Michael Moser, coordinatore territoriale AGIRE per il Trentino in Valle di Cembra  – il Governo giallo-rosso pare abbia trovato una quasi-intesa sulla proposta del ministro all’Agricoltura Teresa Bellanova – da inserire nel dl maggio – di regolarizzare oltre 300.000 immigrati tramite la “conversione del permesso in permesso di soggiorno per motivi lavoro della durata minima di quattro mesi o per il periodo di lavoro contrattuale se superiore ai quattro mesi”.

meleti agricolturaSorprende che a favorire la regolarizzazione indiscriminata sia una ex-sindacalista, posto che siamo tutti a conoscenza delle battaglie dei sindacati perché nei campi entri solo “manodopera specializzata”, cosa che costringe gli imprenditori agricoli a istruire i propri collaboratori e a tenere un registro delle lezioni impartite (utilizzo dell’attrezzatura e dei dispositivi di protezione individuale). C’è anche da tenere presente che – il provvedimento Bellanova – danneggia la manodopera specializzata straniera che negli scorsi anni – prosegue Moser – ha lavorato nei nostri campi. Eh sì, perché impedendo a questo tipo di lavoratori di arrivare in Italia (soprattutto dall’est della Comunità europea) non solo si rallenta e si riduce la qualità del raccolto – generando un danno anche per l’imprenditore agricolo – ma si impedisce anche loro di lavorare”.

Noi di AGIRE per il Trentino - aggiunge Moser -  attraverso il nostro Consigliere provinciale Claudio Cia, abbiamo presentato le nostre proposte, che permetterebbero di dare delle risposte al problema “stagionali in agricoltura” anche in Trentino: oltre al ripristino della possibilità di utilizzare i voucher e alla sottoscrizione di accordi bilaterali con i Paesi di provenienza dei lavoratori per permettere loro di arrivare e lavorare in Trentino (sulla falsariga di ciò che avviene hanno fatto Germania e Gran Bretagna), la Provincia potrebbe modificare la misura, introdotta lo scorso anno, per permettere a studenti e neo-diplomati di iscriversi nelle liste dell’Agenzia del lavoro per lavorare come stagionali consentendo l’iscrizione anche ai lavoratori che a causa delle misure di contenimento del contagio sono sospesi in cassa integrazione e a quelli che non rientreranno o perderanno il lavoro (magari aggiungendovi anche i pensionati che volessero dare una mano). È infatti noto che la legge consente di sospendere sia la Naspi che la cassa integrazione per lavorare e poi tornare a percepire l’ammortizzatore sociale. Questa misura in particolare, permetterebbe di colmare in parte il fabbisogno di manodopera – che per il 2020 varia tra i 12mila e i 30mila lavoratori – (tanto ormai abbiamo capito che al Governo non interessa la loro specializzazione) con persone che già risiedono in Trentino”.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136