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Sondalo, già raccolte 5735 firme per “salvare” l’ospedale Morelli

lunedì, 18 maggio 2020

Sondalo – Prosegue la raccolta firme per “salvare e ridare autonomia all’ospedale Morelli di Sondalo (Sondrio). Sono già stata raccolte 5.735 firme e l’obiettivo è raggiungerne 7.500 consegnando poi la richiesta a Regione Lombardia. Tra i nomi eccellenti che hanno sottoscritto la petizione spicca quella del dottor Eugenio Benericetti, già primario all’ospedale di Sondalo e Parma con un messaggio “Abbiamo il dovere di preservare questo embrione per garantire nuova vita al Morelli che è garanzia di eccellenza per tutti”.

ospedale casa stanzeECCO LA PETIZIONE per l’AUTONOMIA gestionale del Morelli
Oggi dovrebbe essere chiaro, anche ai più duri di comprendonio che il “Morelli” con le sue Alte Specialità e le Sue Eccellenze rappresenta l’essenza della Sanità di Montagna; altroché campanilismo!!

Prima che scoppiasse l’epidemia Covid-19 la Regione Lombardia aveva presentano la proposta di “Riorganizzazione della Rete Ospedaliera della Provincia di Sondrio” redatto dal Politecnico di Milano. I sindaci dell’Alta Valtellina e il Comitato a difesa della Sanità di Montagna non esitano, in sintesi, a definire tale proposta: una chiusura dell’ospedale Morelli. Proporre il trasferimento di tutte le attività chirurgiche da Sondalo (dove sono nate) a Sondrio significa dover rinunciare anche all’Unità Spinale che è il motore di buona parte della Riabilitazione e quindi mettere fine alla storia ospedaliera del Morelli. Con l’Emergenza Coronavirus la Regione Lombardia ha deciso di individuare nel Morelli di Sondalo il Punto di Emergenza Covid-19 e di trasferire su Sondrio tutte le altre attività ospedaliere. Paradossalmente quello che poteva sembrare un colpo da ko tecnico inferto al Morelli si è trasformata in una “straordinaria” occasione con la quale tutti i dipendenti del Morelli, con le loro uniche forze e il loro impegno appassionato e commovente, stanno imponendo a Regione Lombardia l’obbligo morale di ridisegnare un nuovo e dignitoso destino per il Morelli. Da oggi in poi, tuttavia, non potremo più tollerare rinvii “pilateschi”, risposte superficiali o addirittura progetti rovinosi. L’impegno del Comitato, in questa direzione, è un atto di responsabilità nei confronti dei nostri concittadini e delle nuove generazioni che devono poter guardare alla montagna come ad un luogo accogliente e ricco di prospettive e di opportunità di vita dignitosa e dove le Istituzioni le sono materne e non matrigne e non cancellano, alla rincorsa di un discutibile risparmio e di una non più sostenibile maggiore efficienza, storie brillanti e consolidate di eccellenze e di qualità.

Che dentro il Morelli vi siano ancora tante eccellenze da preservare lo hanno dimostrato, con straordinario coraggio, tutte quelle figure professionali che abbiamo imparato a chiamare “eroi”. A questi nostri eroi, dalle straordinarie capacità professionali ed umane, chiusi nelle trincee dei reparti del Morelli dobbiamo il nostro incondizionato impegno affinchè la Regione Lombardia cambi rotta sulla sanità di montagna.

In questi giorni, a fronte di segni stabili di attenuazione dell’epidemia Covid-19, la Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia suggerisce la progressiva riduzione della disponibilità di letti attivati al momento del picco epidemico ed inoltre chiede l’identificazione di ospedali con competenze infettivologiche, pneumologiche e rianimatorie ben strutturate e circoscritte (esempio padiglioni) con nuclei dedicati alla degenza Covid-19. Come Comitato crediamo che ci siano le condizioni reali per ospitare, contestualmente, dentro il Morelli sia un Centro Regionale Covid con attività autonome ed indipendenti sia l’Ospedale di Riabilitazione con le Alte Specialità e Centro Emergenza Urgenza per tutta la montagna ora trasferite a Sondrio e di cui chiediamo, sin d’ora, il loro ricollocamento a Sondalo.

Tutto il territorio dell’Alta Valle, e della Provincia, non può tornare ad occuparsi di Olimpiadi Invernali 2026 senza avere la certezza che Regione Lombardia avrà archiviato, definitivamente, quella Proposta del Politecnico che si è rivelata sbagliata, inopportuna ed ingenerosa.

Per tutte queste considerazioni chiediamo, hic et nunc, la costituzione di due strutture, a carattere regionale, completamente indipendenti fra di loro, dal punto di vista strutturale, ed autonome dalle strutture esistenti nella Asst dal punto di vista gestionale.

L’esigenza di indipendenza rispetto all’ospedale generale prevede la dotazione di servizi dedicati come accettazione, radiologia, blocco operatorio, laboratorio con la presenza di un centro trasfusionale per l’applicazione delle più innovative terapie sperimentali, un impianto di sterilizzazione, un guardaroba e una lavanderia specializzata, una mensa, uno spogliatoio etc.etc. A Sondalo tutte queste attività potranno essere concentrate dentro al sesto e settimo padiglione. L’Europa e il Governo italiano stanno stanziando i fondi necessari per gli investimenti sanitari ed è per questo che chiediamo che Regione Lombardia si attivi per chiedere il necessario adeguamento del Morelli. Questa struttura, che potrebbe essere unica nel suo genere in Regione Lombardia, necessita di una Gestione Autonoma rispetto al resto degli ospedali che insistono nella Ats della Montagna al fine di poterne prevedere l’attivazione di Centri di Ricerca (IRCSS) o utili collaborazioni universitarie.

Per questo chiediamo:

Costituzione di una Azienda Sanitaria Autonoma della Montagna con Sede a Sondalo per la gestione:
Centro Regionale Covid-19 autonomo ed indipendente,
Ospedale Regionale di Riabilitazione collegato alle Alte Specialità dotato di Emergenza Urgenza per tutta l’area montana.
Ringraziamo tutti coloro che vorranno sottoscrivere e condividere la nostra Petizioni, per il futuro della Sanità di Montagna e per garantire le migliori cure sanitarie per tutti i cittadini della Provincia“.

Per il Comitato per la difesa della Sanità di Montagna

Pietro Del Simone – Luigi Grassi – Giuliano Pradella



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