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Cimice: protesta Coldiretti, il presidente Ettore Prandini chiede un impegno concreto al Governo

mercoledì, 29 gennaio 2020

Verona – Danni per oltre un miliardo nel 2019 con gravissimi effetti sul piano ambientale, paesaggistico ed economico. E’ quanto emerge dal Rapporto Coldiretti su “Clima: la strage provocata dalle specie aliene nelle campagne italiane”, presentato all’inaugurazione della Fieragricola di Verona dove è stata mostrata la teca degli orrori con le specie aliene arrivate in Italia con il surriscaldamento che hanno fatto strage nei campi coltivati.

Migliaia di agricoltori giunti da tutta Italia hanno sfilato con i trattori per fermare la strage senza precedenti provocata dalla cimice killer arrivata dall’Oriente che mettendo in ginocchio interi settori produttivi senza che siano state attivate misure di sostegno comunitarie adeguate a fronteggiare una vera calamità naturale.

Dalla cimice asiatica al batterio della Xylella, dalla Popillia japonica alla Drosophila suzukii, dal cinipide galligeno che ha fatto strage di castagni al punteruolo rosso che ha decimato le palme o il coleottero Aethina tumida, sono sempre di più le specie aliene che distruggono i raccolti, favorite dai cambiamenti climatici evidenti anche in un inverno caldo anche nei giorni della merla che smentiscono addirittura la tradizione di essere i più freddi dell’anno con lo smog nelle città e danni nelle campagne.

L’ultima ad invadere l’Italia è la “cimice marmorata asiatica” arrivata dalla Cina che è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta. Un autentico flagello è il batterio della Xylella che è stato introdotto con molta probabilità dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam ed ha devastato gli uliveti.

E danni sta facendo anche la Drosophila suzukii il moscerino killer molto difficile da sconfiggere che ha attaccato ciliegie, mirtilli e uva. Le castagne hanno invece pagato un conto salatissimo per colpa del cinipide galligeno del castagno, il Dryocosmus kuriphilus, proveniente dalla Cina che provoca nella pianta la formazione di galle, cioè ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni contro il quale è stata avviata con successo una capillare guerra biologica attraverso lo sviluppo e accurata diffusione dell’insetto Torymus sinensis, che è un antagonista naturale, anche se ci vorrà ancora tempo per ottenere un adeguato contenimento.

La produzione Made in Italy di miele di acacia, castagno, di agrumi e mille fiori è invece minacciata da due insetti killer, il calabrone asiatico (Vespa velutina) e il coleottero africano (Aethina tumida) che mangiano e rovinano il miele, il polline e, soprattutto, la covata annientando la popolazione di api o costringendola ad abbandonare l’alveare.

Ma c’è anche il punteruolo rosso Rhynchophorus ferrugineus originario dell’Asia che ha fatto strage di palme dopo essere comparso in Italia per la prima volta nel 2004 e da allora si è dimostrato un vero flagello che ha interessato il verde pubblico e privato.

Coldiretti cimice - PrandiniIl presidente della Coldiretti Ettore Prandini (nella foto) ha chiesto a livello nazionale il via libera del Governo alla vespa samurai nemica naturale della cimice. Un impegno assunto dal ministro delle Politiche agricole e forestali, Teresa Bellanova che parlando dal palco di Coldiretti durante la manifestazione ha sottolineato che “oggi sono in condizione di dire che la vespa samurai, per quello che potrà contribuire a contrastare questo fenomeno, da marzo-aprile, da quando ci sarà la necessità di poterla utilizzare, è nella disponibilità degli imprenditori”. La Coldiretti chiede di rendere sistematico l’intervento del fondo di solidarietà nazionale che, nella legge di bilancio è stato integrato con 80 milioni di euro. Inoltre chiede un Commissario unico che coordini gli interventi a livello regionale e nazionale con un tavolo tra i ministeri di Agricoltura, Sanità, Ambiente, Rapporti Ue e le Regioni maggiormente coinvolte. “Nelle zone colpite dal flagello – ha concluso Prandini – è necessaria la dichiarazione dello stato di calamità e la delimitazione delle aree danneggiate con sostegni alle imprese agricole mediante moratoria sulle rate dei mutui, sospensione del pagamento degli oneri contributivi, indennizzi a fondo perduto per i danni subiti e le perdite di reddito e lo sviluppo di fondi di intervento mutualistici”.

di Chiara Panzeri



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