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Prefestival della Famiglia: incontro su “Educare alle pari opportunità” e messaggio dell’assessora Ferrari

martedì, 1 dicembre 2015

Trento -Prefestival della Famiglia, convegno nella sala rosa  della Regione su  ”Educare alle pari opportunità”. Proseguono gli appuntamenti in vista dell’appuntamento in programma venerdì 4 dicembre a Riva del Garda. Oggi pomeriggio in Regione si è svolto l’incontro su “Educare alle pari opportunità”, che è stato aperto dall’assessora provinciale Sara Ferrari. L’assessora, nel ricordare la campagna diffamatoria sull’educazione alle relazioni di genere della scorsa estate, ha voluto sgombrare il campo dagli equivoci: “I corsi attivati in alcune scuole del Trentino ad opera di Iprase, in collaborazione con numerosi soggetti, hanno due obiettivi principali: educare alle relazioni di genere per prevenire la violenza sulle donne efestival Famiglia 10 valorizzare al meglio i talenti di ciascuno a prescindere che siano maschi o femmine”.

Accanto all’assessora alle pari opportunità vi erano Barbara Poggio, responsabile del Centro Interdisciplinare Studi di Genere dell’Università di Trento; Luciano Covi, direttore di Iprase; Simonetta Fedrizzi, presidente della Commissione provinciale pari opportunità; a coordinare Lucia Trettel, dell’Ufficio pari opportunità dell’Agenzia per la famiglia.

GLI INTERVENTI DI SARA FERRARI E DELLE RELATRICI

“Il fenomeno della violenza sulle donne, come abbiamo visto la scorsa settimana presentando i dati annuali, attanaglia anche il nostro territorio – sono state le parole dell’assessora Sara Ferrari -, per sconfiggerlo bisogna costruire una cultura del rispetto tra i due generi”.

E questo lo si può fare solo coinvolgendo le scuole: “La scuola evidentemente ha un’azione educativa, il ruolo educante non è limitato alle sole famiglie: come è stato messo in luce con il tema scelto per il Festival della Famiglia di quest’anno, ci sono delle ‘Comunità educanti’, ovvero tanti soggetti che rivestono questo compito fondamentale”. Come ha spiegato l’assessora Ferrari, il secondo obiettivo di questi percorsi che educano alle relazioni di genere è appunto quello di: “Scardinare i ruoli sociali costruiti dalla nostra cultura e tradizione, che assegnano a maschi e femmine più o meno inconsapevolmente ruoli sociali diversi, affinché le nuove generazioni possano trovare con l’ausilio dei propri insegnanti il proprio destino e i propri talenti, a prescindere dall’essere maschi o femmine. Purtroppo – sono state le conclusioni dell’assessora alle pari opportunità – vediamo che c’è ancora una divisione molto marcata nelle scelte formative, sia nelle scuole superiori che all’Università e la nostra impressione è che non sia del tutto naturale, quanto piuttosto il risultato di un condizionamento più o meno volontario”. Nelle sue conclusioni l’assessora Ferrari ha evidenziato che, per il prossimo anno: “La Giunta provinciale ha deciso di raddoppiare i finanziamenti a questi percorsi nelle scuole”.

Quindi i relatori sono entrati nel dettaglio dei laboratori che sono stati attivati in una ventina di scuole del Trentino. Se Barbara Poggio ha illustrato come si sono stratificate nel corso dei secoli le relazioni genere, gli stereotipi ancora in essere e come fare per superarli, Simonetta Fedrizzi ha spiegato che esiste una “segregazione sul lavoro, nonché una segregazione formativa”, aggiungendo che “per costruire una cultura paritaria, il luogo privilegiato è sicuramente la scuola”. Fedrizzi ha poi portato alcuni esempi, concludendo “sul tema della violenza alle donne l’attività che stiamo facendo nelle scuole sta portando ad alcuni risultati importanti”.

Infine Luciano Covi di Iprase è partito da un lavoro realizzato dai ragazzi dell’Istituto comprensivo Trento 6 “A scuola ci sono anch’i*”, ovvero un laboratorio fotografico sugli stereotipi di genere che è esposto nel sottopasso di via Lampi. Covi ha quindi spiegato che i dati purtroppo rispecchiano ancora la presenza nella nostra scuoladi una “canalizzazione formativa” sulla transizione fra scuola secondaria di prima grado e secondario, ovvero: “Nelle iscrizioni si vede come le ragazze che scelgono il Liceo delle scienze umane sono circa il 90%, mentre quelle che si iscrivono agli Istituti tecnici sono poco più del 10%, chiaramente la scelta dei ragazzi si ribalta completamente”.

La situazione è analoga all’Università: “Vediamo che sono sotto rappresentati gli indirizzi a carattere scientifico per le ragazze, mentre nei ragazzi quelli umanistici e questo si riflette nel mercato del lavoro. Sappiamo che il mercato del lavoro è rigido, in Trentino la differenza fra maschi e femmine è di circa 20%, il che vuol dire che una ragazza in Trentino ha il 20% in meno di possibilità di trovare lavoro”. Fra le attività messe in campo da Iprase, per favorire un processo di crescita dei ragazzi, vi è un forte impegno ne “l’orientamento nella scuola, per aiutare le scelte dei giovani”.

In Trentino sono una decina di anni che Iprase, l’Istituto provinciale che si occupa dell’aggiornamento dei docenti – poi affiancato dalla Commissioni Pari Opportunità, dalla Regione, dal Centro studi di genere dell’Università di Trento, dagli assessorati all’istruzione e alle pari opportunità provinciali – propone percorsi sul tema delle differenze di genere. Dallo scorso anno questi interventi sono coordinati dall’Assessorato alle pari opportunità per offrire un’attività condivisa e monitorata. Vengono proposti alle scuole interessate percorsi sugli stereotipi di genere e i ruoli sociali, tenuti da formatori selezionati dall’Università di Trento.


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