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Pontedilegno Ski School, adesione al progetto Imprese Amiche dei bambini di Unicef

martedì, 14 gennaio 2020

Ponte di Legno – Prosegue la collaborazione della Pontedilegno Ski School con l’Unicef: con l’adesione al progetto Imprese Amiche dei bambini, la scuola di sci dalignese è ora dedicata sia a livello etico sul territorio sia a finanziare con un contributo annuale i progetti sul campo a favore dei bambini più svantaggiati e in pericolo.

Prima scuola di sci bresciana nel progetto

unicefLa Pontedilegno Ski School, scuola di sci e snowboard dell’Alta Valle Camonica, ha aderito al progetto Impresa Amica delle bambine e dei bambini. Si tratta di un programma promosso dall’Unicef, Organo sussidiario delle Nazioni Unite per l’Infanzia, che all’interno del progetto denominato Italia Amica dei bambini rappresenta l’insieme delle iniziative realizzate sul territorio nazionale per promuovere la tutela dei diritti dell’infanzia con il coinvolgimento di città, ospedali, scuole, società sportive, imprese e università. La finalità del progetto è anche quella di creare un metodo di approccio che riconosce la soggettività dei bambini e degli adolescenti come protagonisti attivi della società.

unicef2La Pontedilegno Ski School collabora da anni con il Comitato provinciale di Brescia per l’Unicef e, da quest’anno ha intrapreso un percorso più ampio sostenendo l’Unicef Italia nel progetto “bambini in pericolo” dedicato ai bambini sfruttati, perseguitati, minacciati, malnutriti, in fuga da guerre e calamità naturali.

L’annuncio è stato dato in concomitanza con la tradizionale fiaccolata dedicata ai bambini sul campetto Cida di Ponte di Legno del 4 gennaio 2020 che ha visto partecipare oltre 70 bambini accompagnati dai maestri di sci per una serata di gioco e divertimento tra colori, musica e cioccolata calda.

Il ricavato frutto di quote di iscrizioni e donazioni libere è stato interamente destinato a Unicef, a cui si è aggiunto un ulteriore contributo della scuola sci che ha anche sopportato in proprio i costi organizzativi, raggiungendo così i requisiti per diventare Impresa Amica.

“Tutti i bambini hanno il diritto di crescere sani, di imparare e praticare attività formative - riferisce Mauro Lazzarini, direttore della Pontedilegno Ski School- nel mondo ci sono milioni di bambini che si trovano in condizioni svantaggiate, molti vivono in paesi in conflitto, in povertà estrema e senza la protezione e le cure di cui avrebbero bisogno rischiando di non avere un futuro. Noi, insieme ai nostri clienti e partner, con lo slogan: CON Loro PER Loro! possiamo e vogliamo fare la nostra parte”.

Con l’adesione a “Impresa Amica”, le piccole e medie aziende o i professionisti possono sostenere in modo concreto l’Unicef nel difficile compito di garantire sopravvivenza e sviluppo a tutti i bambini e le bambine, in particolare ai più vulnerabili.

I bambini e gli adolescenti sono un terzo della popolazione mondiale e non c’è futuro senza di loro. Purtroppo, molti di questi vivono in condizioni di povertà assoluta. La nuova generazione di under 18 sta vivendo una serie di sfide e cambiamenti globali inimmaginabili e l’UNICEF lavora ogni giorno per garantire uguali opportunità a tutti i bambini attraverso programmi di nutrizione, istruzione e protezione, raggiungendo anche i villaggi e le comunità più isolate – dichiara Gianfranco Missiaia, responsabile per l’Unicef sul territorio della provincia di Brescia – abbiamo bisogno di imprese solidali che vogliano schierarsi dalla parte dei bambini ed aiutare l’UNICEF nella grande sfida di raggiungere fino all’ultimo bambino per assicurargli cibo, acqua pulita, medicine, libri e matite, giochi e un rifugio sicuro dove possa vivere la propria infanzia e costruire un futuro dignitoso”.

Per maggiori informazioni  www.unicef.it/impresamica.

I dati mondiali Unicef

BAMBINI IN PERICOLO
• Nel mondo si stima siano 12 milioni i bambini vittime di violenza sessuale e 95.000 sono gli omicidi.
• Un quinto di tutti i bambini uccisi hanno meno di 19 anni, un terzo di questi hanno meno di 10 anni.
• Nel mondo, 6 bambini su 10 al mondo sono soggetti a maltrattamenti
• Circa 3 adulti su 10 in tutto il mondo ritengono che la punizione fisica sia necessaria per crescere ed educare un bambino.
• 4 bambini su 5 tra i 2 e 14 anni sono vittime di violenze domestiche
• Nel mondo, più di un terzo di tutti gli adolescenti sono vittime sistematiche di bullismo.
• Quasi 1 studente su tre di età compresa tra i 13 e i 15 anni dice di essere stato coinvolto in uno o più scontri fisici negli ultimi 12 mesi.

MATRIMONI INFANTILI E VIOLENZA SULLE DONNE
• Se non vi sarà alcuna riduzione nella pratica del matrimonio precoce, il numero di ragazze minorenni sposate ogni anno crescerà dai 15 milioni di oggi a 16,5 milioni nel 2030 a oltre 18 milioni nel 2050.
• 28 milioni di adolescenti di età compresa tra 10 e 19 anni hanno subito mutilazioni genitali femminili/escissione.
• Circa 1 ragazza sotto i 20 anni su 10 è stata violentata o costretta a compiere atti sessuali.
• Quasi un quarto delle ragazze tra i 15 e i 19 anni riferisce di aver subito violenze dall’età di 15 anni. • Nel 2012, il 17% delle donne si sono sposate tra i 15 e i 19 anni di età.

BAMBINI E POVERTÀ
• Sebbene costituiscano un terzo della popolazione mondiale, i bambini rappresentano quasi la metà delle persone che vivono in condizioni di povertà estrema.
• I bambini delle famiglie a basso reddito hanno 1,5 volte più probabilità di essere malnutriti rispetto a quelli in famiglie che appartengono nel 60% più alto dei redditi.
• I bambini nati nelle famiglie più povere hanno probabilità quasi doppie di morire prima del loro quinto compleanno rispetto a quelli delle famiglie più ricche.
• I bambini più poveri hanno probabilità cinque volte maggiori di non frequentare la scuola rispetto a quelli più ricchi.
• In base a un’analisi compiuta su 54 paesi, i divari nelle percentuali di ritardo della crescita tra ricchi e poveri stanno aumentando nei paesi a basso reddito.
• I bambini che vivono nelle famiglie più povere hanno probabilità fino a 10 volte inferiori di frequentare corsi di istruzione della prima infanzia rispetto a quelli provenienti dalle famiglie più ricche.

SOPRAVVIVENZA INFANTILE
• Ogni giorno circa 16.000 bambini perdono la vita prima dei 5 anni di età: 700 ogni ora, 11 al minuto. Nel 1990 ne morivano oltre 35.000.
• Il 45% di tutti i decessi sotto i 5 anni avviene durante il periodo neonatale.
• Nel 2015, 4,4 milioni di bambini sono morti prima di compiere il primo anno di vita.
• A livello globale, Africa subsahariana e Asia meridionale contano insieme l’80% delle morti sotto i 5 anni.
• Il rischio di morte a causa della diarrea è 4,6 volte maggiore per un bambino che soffre di disturbi della crescita.

CRISI UMANITARIE E MIGRAZIONI
• Si stima che 232 milioni di bambini vivano in zone e regioni coinvolti da conflitti armati.
• Da gennaio a novembre 2015 sono stati registrati 793.000 arrivi via mare da migranti e rifugiati
• Tra i richiedenti asilo 1 persona su 4 è un bambino; 215.000 bambini e adolescenti hanno cercato asilo nell’Unione Europea (tra gennaio e novembre 2015).
• Si stima che circa 700 bambini abbaino perso la vita nel 2015 nel tentativo di raggiungere l’Europa attraversando il Mediterraneo.
• Nel 2013 si sono registrati 51,2 milioni di sfollati interni, la metà dei quali rappresentata da bambini.
• Nel 2012, il 36% dei bambini che non andavano a scuola si trovava in paesi e regioni colpite da conflitti.
• Nel 2014, il conflitto nel Sud Sudan ha provocato lo sfollamento di quasi 750.000 bambini, ha determinato in 235.000 bambini condizioni di malnutrizione acuta grave, ha esposto i bambini a un’epidemia di colera
con più di 6.000 casi e 167 decessi, ha interrotto la frequenza scolastica per 400.000 bambini e ha causato il reclutamento di 12.000 bambini da parte di forze e gruppi armati.
• Nei paesi colpiti dell’Africa occidentale, Ebola ha coinvolto quasi 10 milioni di bambini e giovani sotto i vent’anni.
• Nel 2014, 15 milioni di bambini sono stati coinvolti in violenti conflitti in Iraq, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan, Stato di Palestina, Repubblica Araba di Siria e Ucraina.

CONFLITTI
• In Siria, più di 7,6 milioni di persone sono sfollate.
• 1,07 milioni di rifugiati siriani vivono in Libano.
• Più di 2 milioni di bambini rifugiati hanno trovato riparo in Egitto, Iraq, Giordania, Libano e Turchia.
• In Iraq, 1,3 milioni di bambini sono sfollati.
• Nello Yemen, 2,3 milioni di bambini sono sfollati e 573 sono stati uccisi negli ultimi 6 mesi (Novembre 2015)
• In Sud Sudan più di 1 milione di bambini sono sfollati a causa del conflitto.
• In Nigeria, Camerun, Niger e Chad, 1,4 milioni di bambini sono stati costretti a lasciare il loro paese a causa del gruppo armato di Boko Haram.

IMPATTO CAMBIAMENTO CLIMATICO/CATASTROFI NATURALI
• Secondo le stime, ogni anno 175 milioni di bambini rischiano di essere colpiti da disastri naturali. La maggior parte di loro deve far fronte allo sconvolgimento della propria formazione scolastica.
• Nel 2013, 22 milioni di persone sono state strappate alle loro case e costrette a sfollare a causa di disastri provocati da pericoli naturali.
• Il clima è responsabile del 75% di tutti i disastri.
• I pericoli naturali e il degrado ambientale, comprendente eventi collegati al cambiamento climatico, possono determinare tensioni e conflitti dovuti alla scarsità di risorse.

MALNUTRIZIONE
• Nel mondo oltre 200 milioni di bambini soffrono di malnutrizione.
• Circa il 45% delle morti infantili ha come causa concomitante la malnutrizione, cioè quasi la metà dei 5,9 milioni di decessi infantili sotto i 5 anni registrati nel 2015.
• Anche grazie al contributo dell’UNICEF, tra il 1990 e il 2014 i tassi di malnutrizione cronica sono diminuiti dal 39,4% al 23,8%, con i tassi di malnutrizione acuta che si attestano all’8%.
• Dalla fine del 2010 l’UNICEF Italia ha sostenuto 10 progetti contro la malnutrizione, trasferendo – grazie alle generosità dei donatori italiani – oltre 27,7 milioni di euro – 9 in Africa e 1 in Asia.

LAVORO MINORILE
• Nei paesi in via di sviluppo, sono 150 milioni i bambini tra i 5 e 14 anni coinvolti nel lavoro minorile.
• La più alta percentuale di bambini lavoratori si trova in Africa subsahariana (25% tra i 5 e i 14 anni). In Asia meridionale il 12% dei bambini contro il 5% dei bambini che vivono in Europa centrale e orientale e Comunità degli Stati Indipendenti.
• In Asia meridionale sono 77 milioni i bambini lavoratori. In Pakistan l’88% dei bambini tra i 7 e i 14 anni che non vanno a scuola, lavora; in Bangladesh sono il 48%, in India il 40% e in Sri Lanka il 10%.

BAMBINI SOLDATO
• Nella Repubblica Centrafricana sono tra i 6.000 e i 10.000 i bambini associati a gruppi armati nel paese.
• Nel 2014, nella Repubblica Centrafricana, l’UNICEF e i suoi partner hanno garantito il rilascio di oltre 2.800 bambini tra questi anche 646 ragazze, provenienti da gruppi armati. Nel 2013 i bambini rilasciati da gruppi armati sono stati 500.
• Dall’inizio del conflitto nello Yemen, l’UNICEF stima che circa 1/3 dei combattenti siano bambini



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