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Mario Brunello è il Guardiano dell’Arca del 2020

venerdì, 14 agosto 2020

Riva del Garda – Il comitato promotore del premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi ha assegnato a Mario Brunello il riconoscimento «Guardiano dell’Arca» 2020.

bacÈ andato quindi a un violoncellista noto in tutto il mondo e grande appassionato di montagna il riconoscimento istituito nel 2017 in ricordo di Osvaldo Dongilli, uno dei fondatori del concorso letterario dedicato allo scrittore dell’altipiano dei Sette Comuni vicentini, destinato a persone o associazioni che si siano distinte nella valorizzazione delle terre alte. Illustre cittadino rivano, Osvaldo Dongilli -scomparso nel 2017- fu grande amico di Mario Rigoni Stern, del quale condivise i valori e l’immenso amore per la montagna, dedicandosi poi con impegno e passione nell’organizzazione del premio a lui dedicato. Foto da https://www.amcmusic.com/artists/mario-brunello.

“Con i suoi concerti sulle Dolomiti, ma anche sull’Etna e sul monte Fuji, Mario Brunello ha portato la musica in montagna e la montagna nella musica -spiega il presidente del premio Sergio Frigo- contribuendo ad arricchire entrambe di emozioni e valori inediti, e portando un pubblico eterogeneo ma via via più appassionato ad apprezzare, insieme, il silenzio dei grandi spazi incontaminati, i suoni del bosco e della natura e i capolavori dei grandi maestri della musica”.

Il riconoscimento, giunto alla decima edizione, sarà consegnato nel corso della cerimonia finale fissata a Riva del Garda (dopo il rinvio a causa della pandemia) il 17 settembre alle 20.30, assieme ai premio al miglior libro dell’anno, che sarà selezionato dalla giuria composta da Mario Isnenghi, Ilvo Diamanti, Marco Albino Ferrari, Paola Filippi e Daniele Jalla fra i 61 titoli pervenuti alla segreteria del premio.

Il premio Rigoni Stern, che si svolge alternativamente in Trentino e nel Veneto, è nato per favorire lo sviluppo delle culture che fanno riferimento all’arco alpino, ed è destinato ad opere di narrativa e di saggistica che ne valorizzino il paesaggio, le tradizioni, le attività produttive all’insegna dell’ecocompatibilità, il contesto socioculturale delle diverse comunità che lo abitano, con le loro istituzioni storiche legate all’uso comunitario dei beni, la caccia, come attività legata a una particolare sensibilità ambientale, la guerra in montagna come scenario particolare e doloroso della storia europea, il patrimonio narratologico, con le sue fiabe, le leggende, i suoi miti di ieri e di oggi, la sua vocazione ad essere cerniera tra nord e sud, tra area mediterranea e area mitteleuropea. Istituito con l’intento di onorare la memoria di Mario Rigoni Stern, il Premio intende perpetuarne i valori di fratellanza tra i popoli, di rispetto dell’ambiente, di tolleranza e solidarietà.

Il premio è attualmente sostenuto dai comuni di Asiago e Riva del Garda, dal Consiglio regionale della Regione Veneto e dalla Provincia autonoma di Trento, dal gruppo Itas Assicurazioni, dalla Rigoni di Asiago, dalla Federcaccia, da Riva del Garda Fierecongressi, dal circolo Ars Venandi e dal Museo degli usi e costumi della gente trentina.

Biografia

Il violoncellista Mario Brunello è nato a Castelfranco Veneto il 21 ottobre 1960. Ha studiato al Conservatorio di Venezia ed è stato il primo musicista italiano a vincere il concorso internazionale Tchajkovsky di Mosca nel 1986, che lo ha lanciato sulla scena internazionale. Da allora ha suonato nelle maggiori sale da concerto e con molti dei più importanti ensemble del mondo, tra cui la London Symphony, la Philadelphia Orchestra, la NHK Symphony Tokyo, la Kioi Sinfonietta, la Filarmonica della Scala e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretto da maestri quali Antonio Pappano, Valery Gergiev, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Ton Koopman, Riccardo Muti, Myung-Whun Chung e Seiji Ozawa.

Come musicista da camera, Brunello ha stretto proficue collaborazioni con Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Martha Argerich, Andrea Lucchesini, Giuliano Carmignola, Frank Peter Zimmermann, Isabelle Faust, Maurizio Pollini e il Borodin Quartet.

Accademico di Santa Cecilia, la sua ricca e diversificata discografia include registrazioni delle opere di Bach, Beethoven, Brahms, Schubert, Vivaldi, Haydn, Chopin, Dvořák, Shostakovich, Janaček e Sollima.

In qualità di ideatore e direttore artistico dei festival Arte Sella e I Suoni delle Dolomiti ha portato la sua musica anche sulle vette dolomitiche, ma si è esibito anche sull’Etna, sul monte Fuji, sulle rocce di Matera e nel deserto del Sahara.

La sua grande libertà espressiva lo ha portato a realizzare progetti innovativi, che coinvolgono forme d’arte e saperi diversi, con artisti contemporanei quali Gian Maria Testa, Vinicio Capossela, Uri Caine, Maddalena Crippa e Marco Paolini.

Brunello suona il prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a Franco Rossi.

A Castelfranco Veneto, sua città natale, promuove concerti, corsi, masterclass, nonché mostre e incontri culturali, nel Capannone Antiruggine, un antico laboratorio del ferro.

È autore dei due libri “Fuori con la musica” (Rizzoli, 2011) e “Silenzio” (Il Mulino, 2014).



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