Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad
Ad

Ad


Il periodo d’oro della sanità trentina nonostante le gravi carenze di personale

mercoledì, 10 luglio 2019

Trento - Una recente ricerca condotta dall’Istituto Demoskopika ha stabilito che il Trentino Alto Adige ha conquistato il primato nella classifica delle regioni italiane in cui la sanità funziona meglio. Seguono immediatamente Emilia Romagna e Veneto, mentre la Calabria si piazza all’ultimo posto, preceduta a breve distanza da Campania e Sicilia. Una delle strutture di spicco, in particolare, è la casa di cura Villa Regina Arco di Trento.

Il risultato dello studio, consistente in un valore denominato indice di performance sanitaria, dimostra che il Trentino Alto Adige si rivela la regione italiana in cui il sistema sanitario funziona con la massima efficienza, permettendole di ottenere ben 107,5 punti. L’Indice di performance sanitaria viene calcolato tenendo in considerazione 8 fattori: aspettative di vita, soddisfazione in merito ai servizi sanitari, risultato d’esercizio, mobilità attiva, mobilità passiva, difficoltà finanziarie dei nuclei familiari, spese legali da sostenere per contenziosi in merito alla sanità.

La veridicità di questo importante risultato è dimostrata anche dal fatto che un numero sempre crescente di persone provenienti dal Sud Italia si reca in Trentino per curarsi a causa dell’enorme divario esistente fra l’offerta sanitaria del Nord e quella del Sud. Complessivamente, ogni anno 319 mila pazienti scelgono di affrontare le cure ospedaliere nell’Italia settentrionale, generando introiti totali pari a 1,1 miliardi di euro.

Questo successo è certamente dovuto alla maggior disponibilità finanziaria di regioni e famiglie e al maggior avanzamento tecnologico delle strutture del Nord, anche grazie al fatto che le province di Trento e Bolzano, facendo parte di una regione a statuto speciale, non sono sottoposte ai parametri finanziari che vincolano le altre regioni italiane. Esso cozza però con le croniche mancanze di personale che si registrano in numerose realtà. È questo il caso dell’area di Bolzano, per la quale Arno Kompatscher, governatore altoatesino, parla di emergenza rappresentata dalla mancanza di personale tecnico, infermieristico e medico.

A tal proposito, il governatore ha presentato una deroga alla proporzionale per permettere l’assunzione di 88 unità appartenenti al gruppo linguistico italiano a fronte dell’esigenza di coprire oltre seimila posti per entrambi i gruppi linguistici (ricordiamo che in Trentino Alto Adige è necessario sostenere un esame per dimostrare il bilinguismo, e che i medici a tempo indeterminato debbono sostenerlo entro tre anni dalla loro assunzione).

Una curiosità: nella classifica pubblicata il 20 maggio dal Sole 24 Ore, proprio Bolzano risulta essere la città italiana i cui abitanti sono più in salute. Gli indicatori presi in esame sono 12, fra i quali la speranza di vita, l’accesso ai servizi sanitari e l’incidenza delle malattie. Gli ultimi posti spettano alle province del Lazio e l’ultimo in particolare tocca a Rieti.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136