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Goletta dei laghi, due punti fortemente inquinati sul Sebino

martedì, 21 luglio 2020

Riva di Solto – Il monitoraggio della Goletta dei Laghi di Legambiente sul lago d’Iseo: “Su sette punti monitorati due risultano “fortemente inquinati”“. Legambiente: “Se vogliamo preservare i nostri laghi, l’azione delle amministrazioni e dei cittadini deve andare verso una migliore efficienza degli impianti di depurazione, e una maggiore diffusione di stili di vita più sostenibili”.

I DATI 

Iseo Goletta dei Laghi

Sono stati sette i punti monitorati quest’anno dalla Goletta dei Laghi nelle acque del Lago d’Iseo e sottoposti ad analisi microbiologiche. Quattro si trovano sulla sponda bergamasca occidentale dell’Alto Sebino, tutti risultati entro i limiti di legge, mentre i restanti tre su quella orientale bresciana, di cui due sono risultati fortemente inquinati.

Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva nei laghi.

È questa, in sintesi, la fotografia scattata nella terza tappa lombarda lungo le sponde del Lago d’Iseo da un team di tecnici e volontari di Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute dei bacini lacustri italiani.

“Con le analisi della Goletta dei Laghi vogliamo mettere in luce situazioni critiche che sfuggono ai controlli tradizionali – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Anche quest’anno sono le foci dei fiumi e dei torrenti, gli scarichi e le canalizzazioni che sboccano a lago i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta spesso all’insufficiente depurazione degli scarichi civili. Situazioni spesso cronicizzate che devono essere affrontare con urgenza, per garantire che la qualità dell’acqua sia all’altezza degli standard imposti dalle Direttive Europee e delle aspettative di residenti e turisti. Se vogliamo preservare i nostri laghi, l’azione delle amministrazioni e dei cittadini deve andare nella stessa direzione, ossia verso una migliore efficienza degli impianti di depurazione, e una maggiore diffusione di stili di vita più sostenibili”.

Nel rispetto delle restrizioni per il distanziamento fisico imposte dalla pandemia, la 15esima edizione di Goletta dei Laghi quest’anno sta vivendo di una formula inedita all’insegna della partecipazione attiva dei cittadini, con più spazio a citizen science e territorialità. La missione di Goletta dei Laghi resta però sempre quella di non abbassare la guardia sulla qualità delle acque e rilevare le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi.

LE ANALISI MICROBIOLOGICHE SUL SEBINO

Il monitoraggio di Legambiente non si sostituisce ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri laghi, prendendo prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo lungo le sponde dei nostri laghi, rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano nei bacini lacustri. Il monitoraggio delle acque in questo lago lombardo è stato eseguito gli scorsi 9 e 13 luglio dai volontari dell’associazione.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

Entrambi i punti giudicati “fortemente inquinati” risultano dunque sulle sponde bresciane. Il primo, in cui da molti anni si effettua il monitoraggio, si trova nel comune di Monte Isola, precisamente in località Peschiera nei pressi dello scarico del Pontile nord. Torna ad essere “fortemente inquinato” dopo la parentesi dell’anno scorso che lo vedeva rientrare nei limiti di legge. “C’è da registrare anche che, stando al Portale delle Acque del ministero della Salute, in questo punto è permessa la balneazione“, fa notare Legambiente.

Il secondo punto “fortemente inquinato” è nel Comune di Pisogne in località Darsena presso lo sfioratore del Comune nel canale industriale, anch’esso con una lunga storia di inquinamento (dal 2011), interrotta solo lo scorso anno (quando tutti i punti del lago risultarono entro i limiti di legge).

“Anche quest’anno si conferma il trend che ha visto, dal 2019, tutti i punti monitorati sulla sponda bergamasca, entro i limiti di legge – dichiara Massimo Rota, presidente del circolo Legambiente Alto Sebino di Castro-Lovere -. Sappiamo che le foci dei fiumi sono oggetto di scarichi non collettati per questo da più di dieci anni monitoriamo il loro andamento in fatto di inquinanti. Fa piacere constatare le nostre pressioni unite a quelle dei comuni rivieraschi abbia limitato e stia limitando i danni in un ambiente delicato come è quello lacustre. Continueremo a vigilare sul piano degli interventi di ATO affinché siano completati e rammodernati depuratori e collettori. Certo non può mancare uno sguardo attento alle reti fognarie comunali, che dovrebbero almeno avere una separazione tra le acque bianche e quelle nere, che invece nella maggior parte dei casi sono ancora miste. Occorrerà lavorare anche su questo fronte”.

“Da almeno un decennio segnaliamo l’inquinamento delle acque a Peschiera di Montisola e a Pisogne, al canale industriale e anche quest’anno le analisi ci mostrano una situazione di grave compromissione - dichiara Dario Balotta, presidente del Circolo Legambiente Basso Sebino di Sulzano - Una situazione intollerabile perché, soprattutto per Montisola, segna un punto negativo in uno dei luoghi più belli e amati del Lago d’Iseo. Come è possibile che ancora non si sia posto rimedio? Tra l’altro, in questo punto è consentita la balneazione, perché si trova all’interno dell’area oggetto di analisi da parte dell’Ats, che monitora la località ‘le Ere’, a pochi centinaia di metri dal pontile nord”.



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