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Giornata contro le mafie, premiato in Regione il liceo De Andrè di Brescia

lunedì, 20 marzo 2017

Brescia – Giornata contro le mafie: l’impegno degli studenti per dire basta alla criminalità e ricordare le tante vittime tra gli uomini delle scorte: premiato il liceo De Andrè di Brescia per i suoi elaborati artistici in ricordo degli uomini morti in servizio.

Oltre 400 studenti delle scuole superiori lombarde sono stati protagonisti a Milano – a Palazzo Pirelli – della “Giornata regionale dell’impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime”, istituita con legge regionale nel 2011. “L’impegno in prima persona dei ragazzi e degli studenti lombardi è una delle armi più efficaci che la nostra regione può utilizzare per sconfiggere la cultura della illegalità e la penetrazione mafiosa. Spero che il messaggio uscito da Palazzo Pirelli in questa giornata e soprattutto i lavori degli studenti possano circolare a lungo per far sentire a tutti la voce più vera della Lombardia che dice no alla mafia e alle forme di criminalità organizzata”, è è questo l’intervento del consigliere regionale della Lega Nord, Donatella Martinazzoli, che ha partecipato questa mattina a Palazzo Pirelli alla Giornata Regionale dell’impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime. “Particolarmente toccanti – ha proseguito Martinazzoli – le testimonianze dei parenti delle vittime (Emanuele Schifani, Concetta Mauro Martinez e Alessandro Antiochia) che hanno raccontato le loro esemplari storie di sofferenza e di grande impegno contro la cultura mafiosa.”

Come consigliere del Territorio Donatella Martinazzoli si è congratulata in particolare con i ragazzi del liceo Fabrizio De André di Brescia che hanno voluto ricordare la barbarie della strage di Capaci anche attraverso le parole della vedova Schifani, moglie di uno degli agenti della scorta.

La cerimonia è stata organizzata dal presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, dal presidente della Commissione Speciale Antimafia, Gian Antonio Girelli) e dal Comitato tecnico-scientifico, guidato dal professor Nando Dalla Chiesa. ”Come diceva Paolo Borsellino – ha detto il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo – la prima azione è parlare, perché la mafia si diffonde nell’omertà e nel silenzio, nelle invisibilità. Parlare è il primo modo per instillare gli anticorpi all’illegalità. Il senso di questa giornata è far crescere le nuove generazioni nella consapevolezza che bisogna negare alle mafie qualsiasi forma di consenso, anche quella di chi gira la testa dall’altra parte per non vedere. Noi abbiamo la consapevolezza che questo fenomeno non riguarda solo certe regioni d’Italia ma da vicino anche noi, la nostra Lombardia, che è quinta per beni confiscati alla mafia”.

Al termine della mattinata gli studenti dell’Istituto Marignoni-Polo di Milano, dei licei Manzoni (Milano), De Andrè (Brescia) e Volta (Milano), e dell’Istituto Gentileschi di Milano sono stati premiati dal Presidente Cattaneo per aver realizzato elaborati artistici allo scopo di ricordare in primis nomi e volti degli uomini delle scorte morti in servizio e troppo spesso coperti dall’oblio.
Particolarmente sentite e commoventi le testimonianze di Concetta Mauro Martinez, moglie di Antonio Montinaro (scorta del giudice Falcone), del tenente Emanuele Schifani, figlio di Vito Schifani (scorta del giudice Falcone) e di Alessandro Antiochia, fratello di Roberto Antiochia (scorta del vice questore Cassarà). (Nella foto a lato la consegna della pergamena a una studentessa del linea De Andrè di Brescia),Liceo De Andrè Brescia

L’assessore regionale alla Sicurezza, Simona Bordonali, ha ricordato i 100.000 studenti lombardi coinvolti in Lombardia nella rete dei centri per la legalità e gli 800.000 euro di recente stanziati dalla Giunta a favore dei Comuni capoluogo impegnati in azioni di formazione e promozione della cultura della legalità. Fondamentale per il coinvolgimento dei ragazzi il contributo dell’Ufficio scolastico, oggi rappresentato da Roberto Proietto.

Nando Dalla Chiesa ha evidenziato l’importanza di ricordare nomi e volti degli uomini delle scorte “perché dietro quel nome e quel cognome ci sono persone, ci sono famiglie, ci sono valori e modi di pensare e difendere lo Stato”.

La mattinata si è chiusa con un flash mob a cura del Centro per la legalità di Varese nel corso del quale si sono esibiti i ragazzi del corpo di ballo del liceo coreutico “Pina Bauch” di Busto Arsizio.


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