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Fiera Bolzano, Klimahouse Connects: edilizia e salute, un legame che cresce

mercoledì, 15 luglio 2020

Bolzano – Quarto e ultimo webinar organizzato da Klimahouse Connects in collaborazione con Home, Health & Hi-Tech, dedicata alla salubrità indoor. Dopo tre appuntamenti digitali dedicati ai professionisti, ieri nel tardo pomeriggio Fiera Bolzano ha ospitato su Zoom la conferenza dal titolo “#iorestoacasa: ma è sana?”, pensato per i privati.

La conduzione è stata di Maria Chiara Voci, giornalista de Il Sole 24 Ore e fondatore di HHH, aiutata da Andrea Dell’Orto, coordinatore tecnico di Home, Health & Hi-Tech nel moderare gli interventi e interagire col pubblico virtuale.

murNel suo saluto iniziale, il direttore di Fiera Bolzano, Thomas Mur ha rimarcato l’importanza dei ‘Connects’ per la struttura altoatesina: “Tutte le tematiche trattate in questi appuntamenti sono accolte al meglio dalla Fiera per poi essere riprese da Klimahouse: il nostro lavoro ci spinge a restare al passo coi tempi, organizzando una fiera con novità e tematiche d’attualità. Oggi il tema è la casa sana, molto importante: colgo l’occasione per ringraziare tutti, questi eventi sono un valore aggiunto per il nostro pubblico anche in un momento così delicato”.

klL’introduzione di Andrea Dell’Orto ha posto il focus sull’importanza del binomio benessere – edilizia: “Due mondi distanti fino a qualche tempo fa, mentre col progetto HHH sono stati avvicinati, amplificando i messaggi tramite una terza componente che è quella dei media“.

Gli spazi indoor sono potenzialmente ricchi di inquinanti: sostanze chimiche, fisiche e biologiche che possono essere emesse dalla struttura, dai rivestimenti e dagli arredi di casa, così come dal mancato ricambio dell’aria, oppure polveri e muffe presenti nelle murature. Da questi spunti è iniziato l’intervento di Maurizio Grandi, Professore e Medico Specialista in Oncologia clinica e Immunoematologia: “La sindrome dell’edificio malato, l’interferente endocrino e la sensibilizzazione chimica sono concetti non considerati fino a qualche decennio fa ma ora rivestono grande importanza. L’ammalarsi di città diventava l’ammalarsi di casa: il 2/3% delle malattie generate dalla sensibilizzazione chimica multipla portano a danni irreversibili per l’individuo. Una volta si pensava alla pericolosità della casa solo per eventi drammatici quale fuga di gas. C’è da considerare dunque l’impatto di indoor e outdoor su comportamenti e salute dell’individuo, con conseguenze importanti che arrivano alla riproduzione degli esseri umani“.

Ormai tutti sanno che per vivere in salute è necessario mangiare sano e svolgere attività fisica regolarmente. Ma ci siamo mai chiesti se trascorrere molto tempo in un ambiente chiuso ci faccia bene o male? Una domanda quanto mai attuale e importante, visto il recente lockdown. L’evento è stato inoltre un viaggio per capire chi è il nemico invisibile da combattere, se e quando occorre allarmarsi e come la tecnologia viene oggi in aiuto.

Filippo Caggiano, specialista di bioedilizia, fondatore di Sanambiens e Alessandro Giuliani, presidente CasaClima Network Lombardia, si sono soffermati sulla scelta di materiali, geometrie e tecnologie di sanificazione dell’ambiente, che si stanno diffondendo soprattutto come risposta alla crisi pandemica: “Non è una questione di moda, la scelta della casa deve avere un presupposto imprescindibile per la salute. In un mondo con normative, spesso il consumatore non si orienta in quella direzione. Gli effetti non sono immediati, ma ci può essere una combinazione di effetti negativi sull’organismo. Tecnologie e biocompatibiità sono alla base per avere un’applicazione coerente per la salute, poi c’è l’uso di luci, colori e vegetazione. L’obiettivo primario è quello sensoriale, il bene dell’individuo deve essere al primo posto anche per la scelta dei materiali“.



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