QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Festival dell’Economia di Trento: ‘Mobilità sociale’ il tema della decima edizione nel 2015

lunedì, 15 dicembre 2014

Trento – “Mobilita sociale”: sarà questo il tema del Festival dell’Economia di Trento che il prossimo anno giungerà allo storico traguardo della decima edizione.GC010614_132

In programma dal 29 maggio al 2 giugno, il Festival proporrà dunque una riflessione approfondita su un argomento strategico e di grande attualità. Ad anticiparlo stamani in una conferenza stampa il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi assieme a Tito Boeri, Innocenzo Cipolletta, Giuseppe Laterza e, per il Comune di Trento, l’assessore Andrea Robol. Tra gli ospiti che arriveranno in Trentino, hanno già confermato la loro presenza Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Thomas Piketty e Heike Solga.

“Il tema è estremamente azzeccato – ha detto il presidente Rossi – perché riguarda il cambiamento che stiamo affrontando. L’impegno sulla mobilità sociale – ha aggiunto – deve essere un imperativo categorico per ogni classe dirigente, che può contribuire a favorire lo sviluppo sociale, liberando talenti ed energie sopite”.

“Le disuguaglianze dinamiche sono non meno importanti di quelle statiche. Conta non solo la distanza fra chi ha redditi più alti e chi li ha più bassi, ma anche la probabilità che quest’ultimo ha di colmare il divario nel corso della propria vita”. Nel 2015, il Festival dell’Economia di Trento, che raggiunge la decima edizione, prenderà le mosse da questa considerazione del direttore scientifico Tito Boeri, per analizzare ed approfondire il tema della “Mobilità sociale”.

“Si può oggi parlare di mobilità sociale? È possibile, per chi si trova nella parte più bassa della distribuzione, guadagnare molte posizioni nella scala dei redditi? Gli studi più recenti – segnala con preoccupazione Tito Boeri – mostrano che l’aumento delle disparità sociali è andato di pari passo ad una contrazione della mobilità sociale. E anche raccogliendo dati su disuguaglianze statiche e dinamiche fra paesi diversi ci si accorge che dove ci sono maggiori disparità di reddito c’è meno mobilità sociale tra generazioni, una correlazione che, ironicamente, passa sotto il nome di curva del Grande Gatsby. Quando le disuguaglianze statiche si allargano troppo, quando il 10 per cento più ricco della popolazione ottiene il 50 per cento del reddito nazionale e fino al 70 per cento della ricchezza accumulata, come oggi avviene negli Stati Uniti, è difficile che la mobilità sociale possa coprire distanze così grandi. La società si cristallizza, eliminando le possibilità di dinamicità al suo interno e le disuguaglianze statiche tendono ad aumentare”.

Si discuterà di questo allarmante fenomeno con economisti autorevoli e studiosi di grande prestigio individuando le ricette per invertirne la rotta. “Sono molte le istituzioni – prosegue Boeri – che possono favorire la mobilità sociale. La più importante è, forse, quella legata al sistema educativo, che dovrebbe permettere anche ai figli dei poveri di ricevere un’istruzione di qualità, svelando e dispiegando i propri talenti. Ma anche nel caso dell’accesso alla scuola e all’istruzione esiste una disparità di trattamento tra classi più e meno abbienti”.

Per questa decima edizione il Festival dell’Economia cala un poker di relatori d’eccezione, che hanno già confermato la loro presenza a Trento a fine maggio. Si tratta di Paul Krugman e Joseph Stiglitz entrambi Premi Nobel per l’economia, di Thomas Piketty della Paris School of Economics e di Heike Solga direttrice del dipartimento “Educazione e mercato del lavoro” presso il Wissenschaftzentrum Berlin für Sozialforschung.

Il programma dettagliato del Festival sarà presentato, come di consueto, alcune settimane prima dell’inizio dell’appuntamento di Trento.

Il Festival dell’Economia nel 2015 compirà dieci anni. Una scommessa partita nel 2006 che è andata assumendo, nel corso delle varie edizioni, una dimensione sempre più internazionale. Seguitissimo dai media e da un pubblico eterogeneo, molto attento e protagonista indiscusso, il Festival ha saputo, di volta in volta, alzare il tiro e proporre con versatilità temi sempre più impegnativi e originali, richiamando a Trento innumerevoli premi Nobel e personalità del mondo economico, politico, imprenditoriale e culturale.

LA STORIA DEL FESTIVAL DELL’ECONOMIA DI TRENTO
“Ricchezza e povertà”, fu questo il tema scelto per la prima edizione del Festival dell’Economia, nel lontano 2006, quando l’Italia vinceva i mondiali di calcio in Germania e le inquietudini portate negli anni successivi dalla crisi economica sembravano ancora lontane. In quell’anno, il Festival iniziava il suo cammino, offrendo all’Italia un luogo di confronto e discussione in materia economica e portando a Trento Zygmunt Bauman, uno fra i più conosciuti pensatori al mondo. La seconda edizione, nel 2007, fu dedicata al tema “Capitale umano, capitale sociale”, per una riflessione, assieme al premio Nobel per l’economia 1982 Gary Becker, sull’importanza che ogni società deve dare agli investimenti sulle persone.

Nel 2008 il Festival si dedicò ad approfondire le relazioni fra “Mercato e democrazia” con la partecipazione dell’amministratore delegato del Gruppo Fiat Sergio Marchionne, Paul Krugman, Nobel per l’economia nel 2008 e Benjamin Friedman.

Esplode la crisi finanziaria mondiale, partita dagli Stati Uniti ed il Festival dedica la sua quarta edizione, quella del 2009, al tema “Identità e crisi globale”, evidenziando il pericolo di chiudersi, di fronte alle difficoltà economiche internazionali, in una sorta di localismo contrario a tutto quello che sta al di fuori della propria comunità. I premi Nobel per l’economia ormai sono di casa al Festival e in quell’edizione ne arrivano a Trento ben tre: i professori Michael Spence e George Akerlof, premiati insieme nel 2001 e il professor James Heckman, che ricevette il Nobel nel 2000.

Nel 2010 il Festival spostò il tiro sul rapporto fra media ed economia, dedicando quell’edizione al tema “Informazione, scelte e sviluppo”. Molti i giornalisti che parteciparono come relatori alla quinta edizione, fra cui Milena Gabanelli, Gian Antonio Stella e Rachel Donadio del New York Times. Nel 2011 il Festival si interrogò sul tema “I confini della libertà economica” per definire, in tempo di crisi, fino a dove poteva spingersi la libera iniziativa privata. L’edizione 2011 segnò il ritorno di Zygmunt Bauman a cui si deve la folgorante definizione di “modernità liquida” e la presenza a Trento di Vaclav Havel, drammaturgo e politico ceco, ultimo presidente della Cecoslovacchia e primo presidente della Repubblica Ceca nel 1993.

Nel 2012 il Festival volle indagare sulla relazione fra giovani e anziani, riassunta nel tema “Cicli di vita e rapporti tra generazioni”. Fra i protagonisti della settima edizione, i Nobel per l’economia 2007 e 2010 Eric S. Maskin e Dale T. Mortensen e il filosofo Serge Latouche, teorico della “decrescita serena”.

“Sovranità in conflitto” fu il tema dell’ottava edizione, quella del 2013, in cui il Festival dello scoiattolo invitò il pubblico ad una riflessione sulla crisi delle sovranità nazionali, soprattutto nell’eurozona, con il premio Nobel per l’economia 1996 James A. Mirrlees.

L’ultima edizione del Festival andata in scena fa parte della cronaca di pochi mesi fa. La nona edizione è stata dedicata al tema “Classi dirigenti, crescita e bene comune”, con l’arrivo a Trento del premier Matteo Renzi e del consulente per l’economia del presidente Obama, Alan B. Krueger, per una riflessione complessa sul ruolo e sulle modalità di selezione delle classi dirigenti.
L’edizione del decennale, quella 2015, si occuperà di “Mobilità sociale”, con due premi Nobel che hanno già annunciato la loro presenza, Paul Krugman e Joseph Stiglitz. Lo scoiattolo compie 10 anni.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136