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Festival della Famiglia: Unicef, Provincia e Muse insieme per la tutela dell’infanzia. C Lab in Piazza Fiera

mercoledì, 29 novembre 2017

Trento – E’ stato firmato oggi pomeriggio, nell’ambito del Festival della Famiglia, un protocollo d’intesa tra la Provincia autonoma di Trento, il Museo delle Scienze di Trento e il Comitato Italiano per l’UNICEF. Con la firma, che si è tenuta al Muse, le parti si impegnano a sviluppare azioni sinergiche volte alla promozione e alla tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con particolare attenzione alla salute e al benessere dei primi anni di vita e all’interazione con i genitori.

firma“Questo protocollo – ha detto l’assessore Luca Zeni, che ha firmato per la Provincia – si inserisce in un percorso ormai consolidato. Nel dicembre 2015 abbiamo approvato il Piano della salute che caratterizza le nostre linee programmatiche fino al 2025. In questo piano sono stati delineati valori importanti che guidano la nostra azione, in particolare la profonda convinzione che la salute sia determinata, non solo da fattori genetici, ma anche da fattori economici e ambientali. Le azioni che mettiamo in campo per la prima infanzia a favore delle famiglie, – ha detto Zeni – possono davvero contribuire in modo forte allo sviluppo dei bambini nei primi anni di vita”.

“E’ un passo davvero importante – ha detto Lucia Rigotti, del Comitato italiano per l’UNICEF – perchè l’educazione non riguarda solo la scuola, ma tutte le agenzie che concorrono alla formazione di un bambino”.

Grande soddisfazione è stata espressa da Marco Andreatta, Presidente del Museo di Scienze: “Il Muse è onorato e felice – ha detto – di partecipare a questa cooperazione con UNICEF e PAT per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso azioni di educazione e formazione ad ampio spettro culturale, fondate sul rispetto e la promozione di tutti. Abbiamo il dovere di supportare il diritto all’infanzia, alla formazione consapevole, al confronto. In questo i musei, il MUSE in particolare, possono fare molto in quanto luoghi di formazione e confronto per bambini e adolescenti, in grado di fornire contenuti, idee e motivazioni per il futuro, incentivando il dialogo e il rispetto tra ambiti culturali diversi”.

Hanno partecipato alla firma del protocollo anche il direttore del Muse, Michele Lanzinger e il dirigente generale del Dipartimento Salute della Provincia Silvio Fedrigotti.

Dopo la firma c’è stato un incontro, aperto alla cittadinanza, con il pediatra Giorgio Tamburlini, che è intervenuto sull’importanza della valorizzazione dello sviluppo dei più piccoli attraverso la cultura.

Il Festival della Famiglia prosegue domani pomeriggio con il Network dei Comuni amici della famiglia, in programma a Palazzo Geremia a Trento, con la presenza dell’assessore provinciale Carlo Daldoss.

zeniL’assessore Zeni al C Lab di Piazza Fiera: “L’educazione, come la salute, è sempre più trasversale”

Se sulla salute è necessaria una visione trasversale che abbraccia tutte le politiche, analoga attenzione bisogna prestare all’educazione, creando reti fra diversi soggetti secondo un approccio relazionale. Questa la sintesi dell’intervento dell’assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, questo pomeriggio al C Lab di piazza Fiera, nell’appuntamento coordinato da Consolida nell’ambito del Festival della Famiglia. Il tema era quello dell’educazione, alla luce delle nuove tecnologie digitali, che sempre più mettono in discussione dinamiche tradizionali e consolidate.

Dopo l’assessore Zeni, che ha ricordato anche le tante azioni della Provincia in questo campo, dal contrasto al cyberbullismo alla collaborazione con la polizia postale, il pedagogista Roberto Maurizio ha spiegato come la società moderna ci ponga davanti nuove sfide educative, per affrontare le quali non si può fare affidamento al passato: “Per affrontare queste sfide è necessaria una ricerca di sintonia fra tutti i soggetti che hanno responsabilità educativa, fra cui anche e soprattutto le istituzioni, gli enti pubblici”.

Cristiano Conte, coordinatore Educalab di Consolida ha quindi portato l’esperienza della cooperazione sociale. “Voglio parlare – ha detto – delle nuove frontiere del lavoro educativo, visto che non c’è più sintonia tra i vari attori educativi. Oggi chi si vuole occupare di educazione si trova di fronte a questioni epocali che scardinano il mondo come lo conoscevamo: flussi migratori, lavoro, le nuove tecnologie. Di fronte a questa realtà, prima di mettere in campo interventi educativi, è meglio capire quale posizionamento responsabile vogliamo avere verso l’educazione. Siamo in un’epoca in cui il futuro non è più una promessa: rischia di essere percepito come una minaccia per le nuove generazioni. Noi di Educalab proviamo quotidianamente a fare educazione, ma che posizionamento prendiamo di fronte al cambiamento sociale? Questo è un tempo di esodo, di attraversamento: non siamo più portatori di verità certe, come in passato, e non ha più senso mettersi avanti, come la guida della cordata di montagna, ma camminare a fianco. E’ più facile rifugiarsi nei piccoli credo ed è difficile, invece, – ha concluso – stare sulla frontiera ed essere disposti all’incontro”.

Luciano Malfer, dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglie ha evidenziato come le risorse per dare risposte alle criticità siano sul territorio e siano numerose. “Siamo sempre in emergenza educativa, ma bisogna – nell’epoca dei cambiamenti – avere nuovi paradigmi educativi. Evidenzio, ad esempio, il concetto della comunità educante dove ciascun soggetto, dall’associazione sportiva al bar, dalla scuola alle cooperative sociali, possono fare educazione (ad es. I bar togliendo le slot machine). Questo è attuabile – ha detto Malfer – attraverso i Distretti famiglia, un’alleanza tra enti diversi (scuole, associazioni, aziende, ecc.) che condividono percorsi educativi concordati assieme”. I lavori erano stati introdotti dalla vicepresidente di Consolida, Francesca Gennai.


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