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Festival della Famiglia: messaggio di Papa Francesco all’apertura della convention di Riva del Garda

venerdì, 5 dicembre 2014

Riva del Garda – E’ iniziata alla grande la convention di Riva del Garda sulla Famiglia. Un messaggio di saluto e apprezzamento del Festival della Famiglia è arrivato  da parte di Papa Francesco.

L’APERTURA DELLA CONVENTION

“Le pratiche attive nel nostro Paese ci sono, ma devono essere fatte conoscere ed “esportate”. C’è bisogno di una cultura aziendale favorevole, di un territorio e di una cornice normativa che spingano in questa direzione. Un ruolo decisivo è naturalmente quello giocato dalle istituzioni, che nella famiglia e in tutto ciò che ruota attorno alla famiglia devono investire, credere, formare. Sono questi i leit motiv della terza edizione del “Festival della Famiglia” aperto stamani a Riva del Garda. All’inaugurazione erano presenti Alberto Bertolini, vicesindaco del Comune di Riva del Garda e coordinatore del “Distretto Famiglia Alto Garda”; Luigi Bressan, arcivescovo della Diocesi di Trento; l’assessore regionale Violetta Plotegher e Franca Biondelli, sottosegretaria del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Politiche della Famiglia.

 IL SOTTOSEGRETARIO FRANCA BIONDELLIFamiglia famiglia 2

Quando parliamo di politiche di conciliazione fra vita e lavoro ci riferiamo precisamente a questo. Parliamo innanzitutto di un’alleanza da creare fra tutti i soggetti dell’ecosistema, ovvero fra i diversi “attori” economici e sociali del territorio: famiglie e loro associazioni, datori di lavoro, servizi sociali, enti pubblici.

Un vivo apprezzamento per il Festival della Famiglia lo ha portato Franca Biondelli, sottosegretaria del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Politiche della Famiglia. “Ringrazio tutti voi che siete qui. Siete tanti e sono contenta che ci siete. Questa è la terza edizione e conferma la rilevanza economica del tema. Condivido questa impostazione: le politiche di conciliazione sono politiche anche di sviluppo economico.

Il Trentino è di certo un territorio amico della famiglia. Se una cultura della conciliazione si è diffusa è anche grazie ad appuntamenti come quello di oggi. In tempo di crisi avere nuove politiche non è solo un diritto dei lavoratori ma anche una leva per sostenere le politiche di occupazione che non devono essere declinate solo in un’ottica di genere.

Ieri dopo la firma del secondo protocollo mi sono chiesta perché il Trentino ha elaborato delle politiche famigliari così belle. Mi sono data due risposte: c’è una classe politica che ci crede e conosce il suo territorio e ci sono associazioni che sostengono questa visione. Il mio impegno sarà quello di trasportare questa buona pratica anche a livello centrale. La politiche di conciliazione sono viste come un problema della famiglia. Non va bene, serve cambiare ottica e passare dalla conciliazione all’armonizzazione, dove famiglie e imprese sono alleate. Su questo la politica deve unirsi anche a livello nazionale. Tutti lavoriamo per lo stesso scopo, dare una risposta al Paese”.

GLI INTERVENTI DEL VESCOVO BRESSAN E PLOTEGHER

L’arcivescovo di Trento, monsignor Luigi Bressan ha sottolineato: “ho l’onore e il piacere di portare il messaggio che Papa Francesco ci rivolge per questa occasione segno di stima e apprezzamento di questo Festival”. Nel messaggio Papa Francesco scrive “il tema affrontato, che riprende e completa una serie di riflessioni che avete già iniziato su altri aspetti nelle scorse edizioni, è molto importante. Voi vi proponete di offrire spunti di riflessione e piste operative affinché la famiglia sia sempre più protagonista nel contesto sociale, culturale e politico del Paese. In effetti, voi siete ben consapevoli della posizione insostituibile e fondamentale che la famiglia occupa, sia nella società civile sia nella comunità ecclesiale. Il futuro dell’umanità passa attraverso la famiglia, e pertanto bisogna permetterle di giocare il ruolo che le compete”.

L’assessora regionale Violetta Plotegher ha portato in saluto da parte del presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi. “Porto la voce di un’amministrazione che crede nella famiglia. Siamo qui anche per condividere insieme un’ispirazione verso il futuro nella convinzione che bisogna cambiare passo per uno sviluppo del capitale relazionale e sociale non solo economico. Il tema di questo festival è particolarmente impegnativo e sottolinea la necessita di mettere in armonia quella che è fondamento del nostro benessere che sono la qualità delle relazioni. Noi abbiamo necessità di rivolgerci ai bisogni delle famiglie. Sono qui ad esprimere il desiderio di costruire alleanze e scambiare nuove pratiche non solo all’interno del Trentino ma anche a livello nazionale per favorire la vocazione al sostegno e alla promozione della famiglia”.
Prima sessione 
L’ECOSISTEMA VITA E LAVORO: QUALI SINERGIE PER CRESCERE INSIEME?
Le diverse esperienze di politiche sperimentate nell’ambito dei servizi per le famiglie hanno dato evidenza delle grandi diversità che oggi esistono negli interventi e negli strumenti messi in campo a livello locale per sostenere l’attività di cura delle famiglie e la conciliazione tra vita e lavoro. Queste politiche non possono più essere indipendenti: la cronica scarsità delle risorse finanziarie impone ai territori di integrare gli interventi pubblici creando un ecosistema della conciliazione vita-lavoro che raccordi i servizi pubblici e privati con le aspettative delle imprese e delle famiglie. Finalità del territorio, tramite l’azione pubblica, è di perseguire il benessere collettivo, quella dell’azienda il benessere aziendale, mentre quella della famiglia il benessere del proprio nucleo ovvero la realizzazione del proprio progetto di vita.
Nel primo panel l’attenzione è stata rivolta all’alleanza tra pubblico, aziende, famiglie e territori nell’attivare strumenti e azioni coordinate per sostenere l’attività di cura delle famiglie e la conciliazione tra vita e lavoro. Ne hanno parlato Luigino Bruni dell’Università LUMSA di Roma, che ha esordito affermando che i beni materiali si trasformano in benessere all’interno della famiglia, a seconda di come viene elaborato il mondo esterno in quanto i beni hanno un valore intrinseco che dobbiamo declinare nel senso del bene comune. Le teorie economiche odierne osservano come oggi siamo di fronte ad un capitalismo che salvaguardia la rendita più che il capitale e pertanto anche le politiche conseguenti vivono di questo fenomeno di crisi. Infatti anche la conciliazione è fattibile se realizzata in una logica a lungo termine e rivolta ad una dimensione che tenga conto delle necessità delle donne. Tutte le teorie economiche e l’organizzazione aziendale sono però realizzate da uomini in un’ottica di genere pertanto suggerisco alle ragazze di intraprendere studi che si occupano di tali teorie per incidere sul vero cambiamento: quello culturale. Punto focale è stato il pensiero di Bruni sulla famiglia: per salvarsi oggi la famiglia devo occuparsi di altro, ovvero deve iniziare ad occuparsi della città.
A seguire, l’intervento di Maurizio Mosca dell’European Institute for Gender Equality (EIGE) che ha ampliato la visione di opportunità di conciliazione aprendo lo scenario al coinvolgimento ampio e reale del genere maschile. Maggiori azioni in tale direzione che non devono essere considerati dei costi ma degli investimenti. Ancorarci su concetti negativi, quali i costi invece che le opportunità, flessibilità negativa piuttosto che positiva rischia di dare una immagine catastrofica della società. Anche Zygmunt Bauman rilegge dei concetti chiave attuali affermando che il concetto di società aperta di un tempo, che indicava possibilità, oggi – lo stesso termine – viene declinato con connotazioni negative. L’obiettivo è pertanto quello di investire in politiche e azioni di conciliazione flessibili e con il coinvolgimento dell’intero nucleo famigliare.
Ermenegilda Siniscalchi del Dipartimento per le politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ha riconfermato l’impegno del Ministero verso queste politiche attive nella sottoscrizione, che si è tenuta ieri, del protocollo per il secondo bando per la sperimentazione nazionale del Family Audit. Mettere al centro i valori e la relazione è fondamentale per la logica dell’ecosistema vita e lavoro. Non è più tempo per le politiche assistenzialistiche bensì concentriche con governance partecipate. Punto fondamentale è che queste sono politiche non residuali ma di rilancio.
Valeria Viale, in rappresentanza dell’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) in quanto membro del Gruppo di ricerca Pari opportunità e non discriminazione, ha affermato che la conciliazione è un problema di ciascun individuo che non deve restare una questione privata. Molti sono gli strumenti legislativi presenti nell’ordinamento italiano a favore della conciliazione, tra cui la Legge 53/2000 e la Legge 92/2012 che hanno dato sostengo a tali misure. Anche lo Jobs act prevede il sostegno alla genitorialità e le misure di conciliazione, in particolare l’astensione al lavoro per maternità anche alle partite Iva e il telelavoro, con la speranza che i decreti attuativi vadano nella direzione dello smart working. Quest’ultimo infatti è già un’evoluzione del telelavoro: si basa su un nuovo modello organizzativo che va nella direzione di misurare gli obiettivi raggiunti nell’ambito della propria professione; modello applicabile nel privato e nel pubblico.
La ricercatrice ha portato i casi di conciliazione presenti in Austria, Finlandia, Germania, Grecia e Regno Unito dove si nota che questi Stati stanno declinando, in modo molto diverso, le azioni di conciliazione ma tutte nella direzione di investimento.
L’esperienza concreta di Anna Zattoni, Direttrice Generale di Valore D, la prima associazione di grandi imprese creata in Italia per sostenere la leadership femminile in azienda, ha confermato come l’impegno delle aziende nelle misure rivolte alla conciliazione ha portato esiti positivi e aumento del benessere organizzativo e aziendale. Le aziende hanno messo in atto misure diverse di conciliazione tra flessibilità del lavoro, servizi, polizze o previdenze assicurative. In ogni caso i risultati di impatto sono sempre stati al di sopra delle aspettative.
Ha chiuso l’incontro il dirigente Luciano Malfer, dell’Agenzia per la Famiglia della Provincia autonoma di Trento, che ha lanciato con passione il tema dell’ecosistema vita lavoro in quanto vi è la necessità di armonizzare i temi della vita quotidiana e del lavoro per raccordare i servizi pubblici e quelli privati. Le traiettorie strategiche del 2° welfare sono quelle del welfare aziendale, di comunità, il workfare e l’e-welf@re. Le direzioni su cui lavorare hanno determinato una matrice con assi di lavoro importanti: le politiche territoriali integrate, le politiche territoriali aziendali e familiari, la rete dei servizi interaziendali, le politiche aziendali familiari e le reti di solidarietà. Tali misure sono declinate operativamente nei Distretti familiari, nel Family Audit, nel work life balance, nel well being e nel Forum delle associazioni familiari.


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