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Fase 2 piena di domande, le aziende di trasporto al Governo: distanziamento impossibile sui mezzi pubblici

martedì, 28 aprile 2020

Milano – Crescono le perplessità sulle misure del distanziamento sociale. In pressochè tutti gli ambiti economici, sembra utopistico sopravvivere alle norme imposte dalla politica, che prosegue nel dare ascolto a virologi e scienziati. Senza un ritorno alla ‘totale’ normalità, diversi settori verranno spazzati via da queste scelte: tra questi, ci sono i trasporti.

treni trenord ferrovie binariLa gran parte dei mezzi di trasporto pubblico non è infatti in grado di soddisfare i requisiti di distanziamento sociale richiesti dal Governo. A confermarlo, in una lettera, i presidenti di Agens e Asstta al ministro dei Trasporti Paola De Micheli. “Il distanziamento ipotizzato di 1 metro per la Fase 2 limita la capacità del sistema dei trasporti di persone al 25-30% del numero di passeggeri trasportati in condizioni di normalità“, spiegano i presidenti Arrigo Giana (Atm Milano) e Andrea Gibelli (Ferrovie Nord Milano), condividendo l’opinione diffusa di colleghi del settore e più in generale di gran parte degli italiani.

Per i lavoratori infatti si prospetta già l’alternativa di scegliere tra code chilometriche con mezzi propri per raggiungere il posto di lavoro e lunghe attese, magari componendo involontariamente ma inesorabilmente un assembramento (vietato per decreto), ad attendere il proprio turno per accedere al mezzo pubblico. Una delle tante contraddizioni che hanno accompagnato e che accompagneranno ancora per molto tempo i cittadini.



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