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Emergenza Covid-19, la Fenalt: “Poca chiarezza sulla situazione delle Case di riposo trentine”

mercoledì, 2 dicembre 2020

Trento – Emergenza Covid-19: denunciata poca chiarezza sulla situazione delle Case di riposo. Il sindacato Fenalt, Federazione Autonoma Lavoratori del Trentino, lancia un appello: “In Trentino cominciano a scarseggiare i tamponi? Non mancano segnali sulla riduzione dei controlli nelle RSA. Preoccupati gli operatori per la salute propria e degli ospiti”.

Fenalt - Trento 1Secondo la Nuova Federazione Autonoma Lavoratori del Trentino “Come c’era da spettarsi la seconda ondata del Covid-19 non ha fatto sconti a nessuno, ma soprattutto non li ha fatti ai più deboli, come gli ospiti delle case di riposo trentine tra i quali gli ammalati hanno superato ormai da molto quota 500, cui si aggiungono più di 400 contagiati fra gli operatori. Sono dati che devono far riflettere chi ha responsabilità organizzative perché, nonostante i sacrifici sostenuti nel corso dell’estate dagli anziani costretti ad un regime di visite fortemente ridotto, e quelli sostenuti dagli operatori, chiamati a sottoporsi a tampone durante i turni di riposo o addirittura durante le ferie a proprie spese, il Covid-19 ha fatto irruzione pesantemente con contagi e decessi”.

“Se almeno tutti questi sacrifici fossero serviti a qualche cosa, ma, dati alla mano, non sono serviti a nulla! Forse chi doveva decidere ed organizzare non è stato all’altezza della situazione. Non pensa l’Assessorato provinciale alla salute e alle politiche sociali che ci sarebbe da fare dell’autocritica? – tuona Roberto Moser, vice segretario generale Fenalt e responsabile area RSA -. “Né, come operatori delle Case di riposo, ci rassicurano le affermazioni sulla stampa del dottor Ruscitti quando dichiara che si devono cercare gli infetti sintomatici o quando dice che sui tamponi il Veneto ha copiato da noi. Qualche dubbio ci viene se pensiamo a cosa dichiarano i virologi del Veneto sul ruolo degli asintomatici nella diffusione del virus, orientando le scelte della Giunta Zaia sul potenziamento del contact tracing. E qualche dubbio ci viene anche leggendo l’ultima circolare firmata dal dottor Nava, dove si dice chiaramente che non serve più fare i tamponi agli operatori che hanno già avuto il Covid. E’ legittimo chiedersi allora se forse in Trentino stanno cominciando a scarseggiare i tamponi? Speriamo che il Veneto non ci copi anche in questo!”.

“Ci chiediamo inoltre – continua Moser – quale sia in tutto questo la posizione di UPIPA. Ricordiamo all’assessore provinciale alla sanità, Stefania Segnana, che gli operatori sono stanchi di vedere ignorate le proprie richieste in termini di sicurezza, organizzazione del lavoro e retribuzione, in particolare sul tema della produttività. Se davvero siamo una grande famiglia, allora mettiamoci attorno ad un tavolo e ragioniamo a carte scoperte sui problemi da risolvere nell’interesse di tutti. Anche dell’immagine della politica trentina. Basta mettere la testa sotto la sabbia, assessore Segnana, questo lo si deve agli anziani del Trentino”.



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