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Elezioni comunali, Trento: intervista al candidato sindaco Marcello Carli

lunedì, 22 giugno 2020

Trento (A.Pa.) - Marcello Carli (nella foto), 51 anni, laureato in Economia Politica presso l’Università di Trento, imprenditore, scende in campo alle elezioni comunali di Trento.

Marcello Carli - TrentoDottor Marcello Carli, scende in campo come candidato di una forza di centro moderata, quali sono gli obiettivi?

“Più che moderati noi siamo determinati. Sono sostenuto da una coalizione di tre liste, determinata a cambiare tutto per tentare di dare a Trento il futuro prestigioso che merita. Negli ultimi vent’anni la città è stata governata in modo mortificante e incolore; anzi più che governata è stata solamente amministrata. Solo noi che Trento la conosciamo bene ed abbiamo una coalizione con valori ed obiettivi condivisi abbiamo la possibilità di cambiarla davvero, mettendo anzitutto al centro un valore fondamentale che negli anni si è gravemente trascurato: la competenza”.

Che risposte ha avuto in questi primi giorni di campagna elettorale?

“Devo dire di avere ricevuta un’attenzione che mi ha colpito e mi ha commosso. Soprattutto a colpirmi è stato il sostegno, un po’ imprevisto nelle dimensioni, di tante e tanti giovani. Siamo gli outsider di questa campagna, ormai è evidente, e guadagniamo posizioni ogni giorno. Probabilmente non solo per merito nostro, ma anche perché abbiamo a sinistra troviamo Ianeselli che viene da un sindacato parecchio estremista. La sua coalizione è poi la fedele riproduzione di quella che ha ingessata la città per oltre 25 anni, cioè il tempo di una generazione. Oltretutto Trento di certo non avrebbe bisogno che a guidarla sia un sindacalista massimalista come lui. Dall’altra parte, a destra, c’è Baracetti che mi pare evidentemente poco addentro alle tematiche concrete ed inoltre troppo nervoso, forse anche perché logorato dal difficilissimo rapporto con la sua coalizione. Ed una coalizione così litigiosa ed incerta davvero farebbe fatica, molta fatica, a guidare una città ferita com’è la Trento di oggi.”

L’emergenza Covid ha stravolto anche Trento sia dal punto di vista sanitario sia economico, come si dovrà intervenire in futuro?

“Altro che ipersindacalismo di Ianeselli e dilettantismo di Baracetti: dobbiamo ridare libertà economica alla città prevedendo una raffica di facilitazioni per i commercianti, i baristi, i ristoratori, i piccoli imprenditori: se riusciamo a farli stare in piedi, e a farli ripartire davvero, se non imponiamo regole assurde, salveremo non solo loro, ma anche migliaia di posti di lavoro.

Trento, come l’Italia e tutto il mondo, è stata profondamente ferita, e l’aiuto deve essere assai importante e deciso. E poi i lavori pubblici importanti. Perché gli investimenti in lavori pubblici hanno un elevato moltiplicatore economico e la loro realizzazione aumenta l’attrattività e la competitività della città.”

Ha già individuato le priorità per la città?

“La riqualificazione dell’ambiente urbano in termini di sicurezza è un primo punto. Lo dico perché una città per essere vivibile deve anzitutto essere sicura. Vorrei creare anche l’assessore alla sicurezza.

Poi i lavori pubblici strategicamente essenziali. La funivia per il collegamento col Monte Bondone, che farebbe diventare Trento una città alpina con tutte le conseguenti ricadute turistiche; poi lo spostamento dello stadio a sud e la creazione della cittadella dello sport. E poi ancora l’interramento della ferrovia e della stazione, con la ricucitura urbanistica della città e l0’allargamento del centro storico fino al fiume Adige. Poi la definizione della nuova destinazione d’uso dell’area S. Chiara, in attesa della realizzazione del Nuovo Ospedale. E poi la mobilità, con la creazione delle ciclabili dove non vi sono, lo sbarrieramento per favorire la mobilità delle persone disabili, la creazione di una tranvia in sede fissa per un collegamento nord-sud e la trasformazione, in accordo con la Provincia, della Trento Malè e del tratto urbano della ferrovia della Valsugana in metropolitana vera”.

Può anticipare i punti qualificanti del programma per la città di Trento?

“Qualificanti saranno, oltre alle opere sopra descritte, anche un rilancio turistico della città attraverso la sua valorizzazione come città del Concilio. Il Concilio di Trento fu un evento di straordinaria importanza per la storia europea e mondiale, e la sua valorizzazione potrà far entrare Trento nell’importantissimo settore del turismo storico e religioso. E poi la trasformazione di Trento da città con l’Università in vera città universitaria. I 16.000 studenti che vivono e studiano in città dovranno diventare i protagonisti di una nuova identità sociale e culturale della nostra bellissima Trento.

E poi la burocrazia; la struttura burocratica deve diventare un’infrastruttura strategica. Vorrei fare dell’amministrazione del capoluogo un servizio davvero Smart, un esempio di efficienza ed efficacia a servizio dei cittadini e delle imprese, affinché stare a Trento diventi un differenziale di competitività per la qualità dei servizi burocratici ed amministrativi. Trento dovrà poi avere una rete WI-FI libera ed estesa a tutto il territorio comunale, che consenta la tutti coloro che sono a Trento la fruizione da remoto di tutti i servizi digitali reperibili e condivisibili in rete. Così aumenteremmo la produttività sia degli studenti che delle aziende, e miglioreremmo la qualità della vita per i cittadini, portando la città nel futuro”.

Ci sono temi che dividono, ad esempio l’immigrazione e il degrado delle periferie…

“In generale occorre un intervento massiccio e chiaro sulla sicurezza, Qui non si tratta solo della Portela, ma di tante altre zone della città che hanno bisogno di interventi in questo senso. Bisogna fare presto, e fare bene. Credo ci voglia un Assessore specificamente dedicato al tema della sicurezza”.

E sull’emergenza parcheggi, cosa ne pensate?

“Andranno realizzati i parcheggi di attestamento ai margini della città – di cui peraltro si parla da tantissimi anni – integrandoli con la nuova mobilità come descritta sopra. A Trento dovrà essere promosso anche un servizio nuovo di car-sharing, magari condiviso con Rovereto, Lavis e tutti i comuni intermedi, al fine di rendere l’uso dell’auto privata residuale, almeno per gli spostamenti locali. Così la pressione sui parcheggi verrebbe significativamente ridotta”.

Un giudizio sulla Giunta comunale uscente…

“Senza infierire: ma mi pare davvero sotto gli occhi di tutti che si tratti di una giunta scialba, inerte, incolore, senz’anima. Dobbiamo cambiare, cambiare tutto: o questa mediocrità farà danni irrecuperabili. Purtroppo Trento sono tantissimi anni che è senza un governo degno di questo nome, ma solo provvista di un’amministrazione, peraltro discutibile in termini di efficienza. In città, dalla fine degli anni novanta il tempo non è più passato, come per Alice nel Paese delle meraviglie. Trento, per rimettersi in collegamento con la terza dimensione del tempo, cioè con il proprio futuro, deve cambiare governo”.



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